La situazione del settore bancario russo: ancora in stagnazione il mercato creditizio

Il portafoglio dei crediti erogati dalle banche all’economia nazionale si riduce a un ritmo medio dell’1% mensile - La crescita del volume dei crediti scaduti ha raggiunto lo scorso settembre la quota di 32 miliardi di dollari, ovvero il 5,79% dell’intero portafoglio creditizio delle banche del Paese - Per la prima volta dopo un lungo periodo caratterizzato dalla crescita dei debiti “tossici” in ottobre il volume dei crediti scaduti si è contratto del 7% nelle banche statali, mentre il volume generale dei debiti non rimborsati nel settore bancario russo è diminuito dell’1 per cento.

Ormai da nove mesi il mercato dei crediti della Russia è in stagnazione:  è in stallo l’erogazione dei crediti di tutti i tipi, dai clienti corporate, agli imprenditori autonomi, alle persone fisiche. In questo periodo il portafoglio dei crediti erogati dalle banche all’economia nazionale si è contratto a un ritmo medio dell’1% al mese. Nello stesso tempo, nelle banche straniere nel periodo indicato i crediti concessi alle società e agli istituti russi si sono contratti del 3% al mese. Soltanto le banche dello Stato russo non hanno ridotto l’erogazione dei crediti. Ciononostante, a causa dell’aumento del volume dei crediti scaduti, il portafoglio creditizio delle banche statali diminuisce in media dello 0,3% al mese.
In questo periodo le banche straniere, tra cui Banca Intesa, hanno controllato il 12% dell’intero pacchetto creditizio della Russia, ovvero 65 miliardi di rubli. Un altro 31%, pari a 169 miliardi di rubli, sono crediti erogati all’economia nazionale dalle banche private del Paese. Il restante 57%, ossia 318 miliardi di rubli, sono crediti delle banche statali.
La crescita del volume dei crediti scaduti ha raggiunto lo scorso settembre la quota di 32 miliardi di dollari, ovvero il 5,79% dell’intero portafoglio creditizio delle banche del Paese (istituti russi e sussidiarie della banche estere). L’aumento dei volumi dei crediti scaduti interessa in misura uguale sia gli istituti russi che una parte di quelli esteri presenti nel settore bancario russo. Grazie a una politica attenta e cauta, per Banca Intesa è stato possibile ridurre a un livello minimo non significativo il peso dei crediti problematici.
Le altre sussidiarie delle banche estere presenti in Russia detengono il 14,5%, ovvero 4,6 miliardi di dollari di debiti scaduti. Il 45,5%, ossia 14,4 miliardi di dollari sono i debiti scaduti in mano alle banche private russe, mentre il 40% (12,6 miliardi di dollari) sono debiti scaduti a cui devono far fronte gli istituti di credito a controllo pubblico (Sberbank, VTB, VEB, ecc.)
Per la prima volta dopo un lungo periodo caratterizzato dalla crescita dei debiti “tossici”, in ottobre il volume dei crediti scaduti si è contratto del 7% nelle banche statali, mentre il volume generale dei debiti non rimborsati nel settore bancario russo è diminuito dell’1 per cento. Questo fatto ha permesso alle autorità finanziarie di ipotizzare l’imminente miglioramento della situazione per quanto riguarda il processo di rimborso dei debiti.
I debiti non rimborsati in ottobre hanno costituito il 7% dell’intero portafoglio creditizio delle banche estere, mentre all’inizio del 2009 il dato era del 2,6%.
Per le banche private russe il volume dei debiti non rimborsati raggiunge il 9% del loro rispettivo portafoglio creditizio (del 4% all’inizio dell’anno). Per le banche statali il volume dei debiti scaduti è aumentato dal 2% del portafoglio creditizio all’inizio 2009 fino al 4%di ottobre. Di conseguenza, il volume dei debiti scaduti rispetto ai risultati di inizio del 2009 è cresciuto in media di due volte, raggiungendo il 6% dell’intero volume dei crediti erogati all’economia nazionale.
In ottobre le banche statali hanno avviato una grande ristrutturazione dei crediti scaduti dei maggiori clienti corporate, il che ha permesso di ridurre formalmente dell’8% il volume dei crediti non rimborsati alle banche pubbliche.
Per quanto riguarda i singoli settori, la situazione è caratterizzata da una costante diminuzione dei prestiti erogati alle persone fisiche: nei primi 10 mesi del 2009 i volumi dei crediti di vario tipo, in primo luogo quelli al consumo, sono diminuiti a un ritmo dell’1,5% al mese. Mentre in gennaio il portafoglio complessivo dei crediti erogati a persone fisiche era stato pari a 128 miliardi di dollari, nel mese di ottobre è sceso a 109 miliardi.
Le sussidiarie delle banche estere in Russia controllano il 16% dei crediti retail, ovvero 17 miliardi di dollari. Le banche private russe hanno erogato a persone fisiche il 33% di tutti i crediti (36 miliardi di dollari), mentre le banche statali ne controllano il 51%, ovvero 56 miliardi di dollari.
Mentre calano i volumi dei portafogli creditizi erogati alle persone fisiche, crescono rapidamente quelli dei debiti scaduti, che negli ultimi 10 mesi sono cresciuti in media del 5% al mese. Dall’ottobre 2008 all’ottobre 2009 il volume dei debiti non rimborsati alle banche dalle persone fisiche è aumentato da cinque a otto miliardi di dollari. Mentre nell’ottobre 2008 la quota dei debiti non rimborsati era stata pari al 3,6% dell’intero portafoglio dei crediti erogati alle persone fisiche, nell’ottobre 2009 questo dato ha raggiunto il 7,5 per cento. Sono state colpite molto duramente le banche statali, con a capo Sberbank: l’aumento medio mensile dei debiti non rimborsati alle banche statali è stato dell’8% circa, mentre il volume complessivo dei debiti “tossici” è aumentato di più di due volte, da 0,9 miliardi a 1,9 miliardi di dollari. Presso le banche private il volume dei prestiti problematici cresce a un ritmo del 4% al mese, di conseguenza il volume dei debiti scaduti è aumentato da tre miliardi a ‘soli’ quattro miliardi di dollari. Nelle sussidiarie delle banche estere che si occupano di retail (Banca Intesa è l’istituto leader del settore corporate), il volume dei debiti ina rischio è aumentato del 6% al mese, salendo da 1,2 miliardi di dollari nell’ottobre del 2009 a 1,9 miliardi nell’ottobre del 2009. Ciononostante, nel terzo trimestre le banche estere sono riuscite a rallentare l’aumento dei volumi dei debiti ‘tossici’; in ottobre il volume dei debiti non rimborsati è diminuito addirittura del 2 per cento.
Per le banche statali il volume dei debiti scaduti è aumentato nel periodo ottobre 2008 - ottobre 2009 di tre volte fino al 3,4 per cento, mentre le banche private russe hanno registrato nel periodo indicato una crescita di due volte, dal 5,7% al 12,1 per cento.
La stagnazione persiste anche sul mercato dei crediti alle persone fisiche: i volumi dei crediti ai clienti corporate diminuisce a un ritmo medio dell’1% al mese.
Il volume dei debiti non rimborsati dai clienti corporate è aumentato presso le sussidiarie delle banche estere in Russia dallo 0,8% nell’ottobre 2008 all’8% dell’ottobre  2009. I debiti scaduti presso le banche private russe sono aumentati di sette volte dall’1,4% al 10,3 per cento (12 mesi, fino all’ottobre 2009).Presso le banche statali il volume dei crediti scaduti del settore corporate è aumentato di quattro volte dall’1,3% al 5 per cento. Complessivamente il volume dei debiti non rimborsati del comparto corporate ha raggiunto i 24 miliardi di dollari, di cui l’esposizione delle sussidiarie delle banche estere in Russia raggiunge i tre miliardi di dollari, ovvero il 12 per cento. Le banche private russe sono esposte di 10 miliardi di dollari (42%), mentre l’esposizione ai debiti “tossici” delle banche statali è  pari a 11 miliardi di dollari, ovvero il 46% del totale.
 
 
 
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