I risultati dei programmi anticrisi di Europa e Russia

Tra le misure più ampiamente applicate in Russia e nei Paesi europei sono comprese quelle a  sostegno del settore finanziario con iniezioni di capitale, acquisizioni delle attività delle banche, erogazione dei crediti del Tesoro e della Banca centrale, garanzie dello Stato - In Russia per aumentare i capitali delle banche è stata prelevata dal bilancio statale una cifra equivalente allo 0,1% del Prodotto interno lordo, molto poco  in paragone all’analoga spesa media pari al 2,9% dei Paesi economicamente avanzati - I Governi di molti Paesi europei hanno usato attivamente gli strumenti di assistenza alle banche come investimenti in attività del settore ed erogazione di crediti e di garanzie di vario tipo agli istituti.

Alla fine del 2009 i Governi dei paesi europei hanno tirato le somme dei programmi anticrisi che hanno permesso di ridurre il più possibile le conseguenze negative della crisi finanziaria globale. Tra le misure più ampiamente applicate in Russia e nei Paesi europei ci sono quelle a sostegno del settore finanziario, che comprendono iniezioni di capitale, acquisizione di attività bancarie, erogazione di crediti del Tesoro e della Banca centrale, garanzie dello Stato.
In molti Paesi la misura più diffusa è stata l’iniezione di capitali nel settore bancario. In Russia per aumentare i capitali delle banche è stata finora utilizzata dal bilancio statale una cifra equivalente allo 0,1% del Prodotto interno lordo, molto poco in confronto alla spesa media pari al 2,9% dei Paesi economicamente avanzati.
Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, nei Paesi europei durante la crisi finanziaria per supportare il capitale delle banche è stato speso il 2,5% del Pil comune degli aderenti all’Unione europea.
Più di tutti gli altri, hanno stanziato risorse i Governi dell’Austria e dell’Irlanda (il 5,3% del Pil), mentre la cifra minima pari allo 0,1% del Pil è quella messa a disposizione dal Governo della Spagna. Più alte della media europea sono state le iniezioni di capitali in Belgio (4,7%), in Gran Bretagna (3,9%), in Germania e in Olanda (rispettivamente 3,8% e 3,4% del Pil).
Sotto la media europea sono gli aiuti finanziari alle banche di Portogallo (2,4% del Pil), Svezia e Grecia (2,1%), Norvegia (2%), Italia (1,3%), Francia (1,2%) e  Svizzera (1,1% del Pil).
Al secondo posto per popolarità tra le misure di sostegno del settore bancario si trovano le assicurazioni dei depositi bancari, realizzate dalle agenzie nazionali per l’assicurazione dei depositi. Attualmente in Russia il limite massimo di copertura assicurativa dei depositi raggiunge 700mila rubli, ovvero 16mila euro circa. Rispetto al periodo precedente alla crisi, la copertura dei depositi bancari in Russia è aumentata di 1,5 volte (400mila rubli).
Invece, nei Paesi dell’Unione europea la copertura assicurativa dei depositi bancari per le persone fisiche è aumentata nel corrispondente periodo di quattro volte , da 30mila euro a 120mila euro.
Inoltre, i Governi di molti Paesi europei hanno usato attivamente gli strumenti di assistenza alle banche come investimenti in attività del settore ed erogazione di crediti di vario tipo agli istituti.
Le cifre stanziate per questo scopo nei vari Paesi dell’Europa e del mondo si differenziano moltissimo: mentre in Gran Bretagna e in Norvegia vi è stato destinato il 13,8% del Pil,  in Russia è stato speso appena lo 0,4% del Prodotto interno lordo. Gli indicatori medi di sostegno del settore bancario dallo Stato tramite l’investimento nelle attività bancarie e l’erogazione dei crediti raggiungono il 5,2% del Pil per i Paesi a economia sviluppata, il 3,7% per i Paesi dell’Unione europea, il 3,3% per gli appartenenti al Gruppo dei 20 Paesi maggiormente sviluppati e lo 0,1% per le economie emergenti.
Tra le misure più efficaci di stimolo del settore bancario si è rivelato il meccanismo delle garanzie statali degli obblighi delle banche. I Paesi leader in questo settore sono l’Irlanda (2,57 volte del Pil), la Svezia (47,3% del Pil) l’Olanda (33,7% del Pil), l’Austria (30% del Pil) e Belgio (26,2% del Pil). I Governi di altri Paesi europei, tra cui l’Italia, mantengono un livello medio delle garanzie statali che variano dal 6,2% per la Grecia al 18,3% per la Spagna.
In Russia il volume delle garanzie statali ha raggiunto alla fine del 2009 lo 0,5 per cento. Vale a dire che per il volume delle garanzie statali il Paese si trova molto indietro rispetto agli aderenti alla Ue, in cui il livello medio di sostegno al settore bancario attraverso un sistema di garanzie è pari al 25 per cento. Si può quindi affermare che questo strumento affermato ed applicato efficacemente in molti Paesi d’Europa e del mondo non è ancora utilizzato in Russia.
Invece, piuttosto raramente molti Paesi  hanno fatto ricorso agli aiuti finanziari e alle sovvenzioni dirette dei rispettivi Istituti centrali. La Russia ha finora stanziato in aiuti diretti alle banche il 2,9% del proprio Prodotto interno lordo, gli Stati Uniti l’1,1% mentre la Gran Bretagna ha battuto tutti con il 12,9% del Pil. Per aumentare la liquidità dei propri settori bancari, la Banca centrale della Russia ha destinato il 3,2% del proprio Pil, mentre l’Italia il 2,5.
Il volume complessivo dei fondi utilizzati a sostegno dei propri settori finanziari varia dal 70% del Pil in Svezia al 3,8% in Italia. In Gran Bretagna, in  Germania e in Francia il volume complessivo dell’assistenza finanziaria alle banche è stato rispettivamente pari al 47,5%, al 21,7% e al 19% del Pil. Il Governo russo ha speso in totale il 7,1% del Pil in aiuti al settore finanziario del Paese.
Per quanto riguarda la realizzazione del programma di assistenza statale al settore finanziario della Russia si possono tracciare alcuni aspetti sostanziali. Come ha dichiarato il ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, il volume complessivo dei prestiti erogati dalla Banca centrale agli istituti russi di credito senza copertura ha raggiunto nel quarto trimestre del 2009 i tre miliardi di rubli (nei primi nove mesi dell’anno erano stati erogati 3.1116 miliardi). Inoltre, il Tesoro ha depositato presso alcune banche del sistema 570 miliardi di rubli di denaro pubblico. Questa assistenza mirata è stata erogata alle 30 maggiori banche del Paese. Dal momento che il peso delle attività tossiche nel sistema bancario russo è in aumento, gli esperti sostengono che il Governo e la Banca centrale della Russia devono proseguire nella realizzazione del programma di assistenza agli istituti di credito del Paese.
 


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