La Banca centrale abbassa ancora il tasso di rifinanziamento in Russia

Gli esperti dubitano che il provvedimento riesca a far ridurre il costo di denaro

–  Il Regolatore teme un’accelerazione dell’inflazione nella seconda metà del 2010
–  Nel 2009 la Banca centrale russa ha abbassato il tasso di sconto per ben 10 volte, mentre la riduzione complessiva è stata del 3,75%: dal 12,5% all’8,75 per cento
– La situazione migliora e l’istituto centrale condurrà gli stress test del settore bancario una volta ogni sei mesi.

In un solo mese la Banca centrale della Russia ha fatto scendere per la seconda volta il tasso di rifinanziamento che a partire dal 29 di marzo è calato all’8,25 per cento su base annua. Con questa azione il Regolatore ha tracciato un trend invitando le banche commerciali ad abbassare i tassi sui depositi e soprattutto sui crediti. Gli esperti hanno espresso dubbi sul fatto che la mossa possa influenzare il costo del denaro in Russia.
Il 29 marzo il tasso di rifinanziamento è sceso dall’8,5% all’8,25 per cento. Una delle condizioni fondamentali in base alle quali il Regolatore decide di abbassare il tasso di sconto è il rallentamento delle tendenze inflazionistiche nel Paese: alla fine di marzo il tasso d’inflazione è sceso al 6,9% rispetto al 7,2% registrato alla fine del mese di febbraio. Ulteriori decisioni in merito a nuove riduzioni saranno prese sempre in base al trend inflazionistico nel Paese.
E’ la seconda riduzione del tasso di rifinanziamento in Russia nel 2010. La diminuzione precedente era stata decisa alla fine di febbraio, quando il tasso di sconto era sceso dall’8,75 all’8,5 per cento. Nel 2009 la Banca centrale della Russia ha abbassato il tasso di sconto per ben 10 volte. La riduzione complessiva è stata del 3,75%: dal 12,5 all’8,75 per cento.
La decisione della Banca centrale era  attesa dal mercato. In primo luogo il provvedimento deve favorire il recupero accelerato della domanda interna.
Gli analisti hanno però criticato la politica troppo cauta della Banca centrale: per favorire la crescita della domanda interna bisognerebbe ridurre ancora di più il tasso di sconto. L’attuale calo dei tassi sui crediti delle banche commerciali è determinato piuttosto dalle condizioni di mercato, in primo luogo dalla concorrenza tra le banche per conquistare clienti, e non dall’abbassamento del tasso di rifinanziamento dalla Banca centrale. È vero che la riduzione del tasso di rifinanziamento riduce il costo delle risorse finanziarie che gli istituti di credito ottengono dalla Banca centrale. Ma non sono queste e risorse che le banche usano per erogare dei crediti ai propri clienti.
Insomma, la nuova riduzione del tasso di sconto della Banca centrale russa produrrà effetti sui tassi dei depositi bancari, ma non su quelli dei crediti. La riduzione dello 0,25% rimarrà praticamente invisibile innanzitutto per la clientela privata. Inoltre qualsiasi calo dei tassi di sconto richiede tempo per produrre effetti sui mercati: altri fattori economici e finanziari possono influenzare la situazione dei tassi sui crediti, eliminando o enfatizzando i tagli effettuati dalla Banca centrale.
Per la Banca centrale la situazione finanziaria della Russia sta diventando sempre più stabile, ma una certa accelerazione della corsa dei prezzi potrebbe verificarsi nella seconda metà del 2010. La maggior parte delle banche commerciali è riuscita a stabilizzare la propria situazione finanziaria; aumenta l’erogazione dei crediti; le banche del Paese presentano migliori risultati.
Per questo motivo l’Istituto centrale ha deciso di abbassare, in un certo senso, la guardia riducendo - una volta ogni sei mesi - i cosiddetti “stress test” degli istituti di credito russi. “Il clima sul mercato bancario è diventato più tranquillo, non c’è più bisogno di frequenti e totali controlli delle banche”, ha dichiarato il capo del Dipartimento di controllo e di regolazione del settore bancario della Banca centrale, Aleksej Simanovskij.
I tempi in cui gli stress test dovevano essere condotti ogni mese sono ormai rimasti alle spalle. Il Regolatore ha realizzato l’ultimo stress test ai primi di gennaio. Il prossimo sé previsto per l’inizio di luglio.
La situazione mutata del mercato ha spinto la Banca centrale a rivedere le basi del modello degli stress test. Per elaborarne uno nuovo la Banca centrale ha deciso di coinvolgere un gruppo di famosi esperti e analisti stranieri. Il modello vecchio non teneva conto della dinamica dei fattori di sviluppo macroeconico del Paese, analizzando esclusivamente gli indicatori del settore bancario. Invece, il modello di seconda generazione dovrà analizzare la situazione del settore bancario.
Gli esperti russi e internazionali hanno sottolineato che il passaggio al modello “macroeconomico” potrà presentare un quadro peggiore della situazione del settore bancario.
La decisione di allungare l’intervallo tra gli stress test è stata accolta positivamente dal presidente dell’Associazione delle banche regionali “Russia”, Anatolij Aksakov, che ha sottolineato: “Certamente i risultati degli stress test permettono do giudicare le tendenze in corso nel settore bancario, ma essi non danno un quadro oggettivo né completo”.
Le banche anche hanno chiesto all’Istituto centrale di rendere pubbliche le procedure degli stress test, per permettere agli istituti di condurre questi test anche per conto proprio per poter correggere in maniera rapida le rispettive strategie e politiche.
 


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