I mercati finanziari della Russia nei primi nove mesi del 2005

Nota informativa

A differenza dalla situazione particolarmente negativa che si era creata sui mercati azionari ed obbligazionari russi nel corso del 2004, i primi nove mesi del 2005 hanno evidenziato un periodo di grande crescita dei  mercati finanziari del Paese.

Mentre in tutto il 2004 l’indice Rts è aumentato solo dell’8,3%, salendo a quota 614,1 punti, nel periodo gennaio-settembre del 2005 la crescita è stata pari al 70,2% (1038,34 punti). Dopo una salita così vertiginosa, registratasi nel periodo luglio-settembre, nel mese di ottobre i mercati russi sono stati soggetti a una correzione tecnica che però non ha fatto peggiorare il trend fondamentalmente positivo. Anche l’indice della borsa Micex ha seguito una dinamica più o meno simile a quello del Rts: nel periodo in esame l’aumento è stato del 71,5 per cento. Come conseguenza, l’indice Msci Russia di Morgan Stanley, è aumentato del 70,9 per cento.

 

La dinamica degli indici russi

 

 

 

Fonte: Rts, Micex, Morgan Stanley

 

Rispetto agli anni 2002-2004, periodo in cui era stata registrata una stabile crescita dei volumi delle contrattazioni sul mercato azionario russo, nel 2005 la tendenza ha invertito rotta: nei primi nove mesi dell’anno i volumi giornalieri delle contrattazioni, sulle piazze Rts, Micex ed anche relativi agli Adr, sono diminuiti in media del 6% (709 milioni di dollari) rispetto ai risultati registrati negli anni precedenti. Più di altri la flessione ha colpito il settore degli Adr (-21%): la parte europea è diminuita del 9%, mentre quella americana è diminuita addirittura del 40,4 per cento.

Nel 2004 la dinamica della crescita sulle piazze estere aveva superato l’analogo indicatore russo mentre nel 2005 i volumi delle contrattazioni alle borse russe hanno superato gli analoghi indicatori delle piazze estere; il volume medio giornaliero delle contrattazione nel settore degli Adr è stato di 283 milioni di dollari, mentre la somma di quelli del Rts e del Micex hanno superato i 429 milioni di dollari.

 

La dinamica delle contrattazioni delle azioni russe (media al mese)

 

 

 

Fonte: Bloomberg, Rts, Micex, Reo

 

L’aumento costante della liquidità disponibile in rubli e la promozione del Paese da parte delle agenzie di valutazione internazionali relativamente al rating relativo agli investimenti, sono i fattori che hanno fatto crescere il mercato russo delle obbligazioni ( bonds ). Dopo essere aumentato del 24,6% nel 2003 e dell’11,08% nel 2004, nel periodo gennaio-settembre del 2005 l’indice del mercato obbligazionario russo Rbm-Tr (Russian Bond Market Index), che riflette i rendimenti dell’intero mercato dei bonds, è salito del 10,6%, per raggiungere quota 186,9 punti.  L’indice Rux-Cbonds, che riflette i rendimenti sul mercato dei corporate bonds (le obbligazioni societarie) ha guadagnato nei primi nove mesi del 2005 il 10,5% (185,67 punti). Nel 2003 e nel 2004 l’indice Rux-Cbonds era cresciuto rispettivamente del 22,5% e del 13,2 per cento.

 

La dinamica degli indici Rbm, Rux-Cbonds, Embi+ Russia (Russian spread)

 

 

 

Fonte: Morgan Stanley, CBonds, Reo

 

Sta diminuendo anche l’indice relativo allo spread dei buoni russi Embi+ Russia, elaborato dalla banca d’investimento Morgan Stanley. Ricordiamo che l’indice Embi+ Russia riflette lo spread tra i rendimenti degli Eurobond russi e quelli dei buoni del Tesoro Usa. La diminuzione dell’indice rappresenta un fattore positivo per la Russia ed indica un aumento dell’affidabilità dei bond russi agli occhi degli investitori strategici. Rispetto all’inizio dell’anno 2005, al 1° ottobre l’indice Embi+ Russia è diminuito di 2,3 volte, scendendo da 214 punti (dicembre 2004) a quota 93 punti.

L’eccesso di liquidità disponibile in rubli, è stato uno dei principali fattori che hanno sostenuto il mercato dei bonds russi nei primi nove mesi dell’anno. Il tasso relativamente basso dell’indice Miacr (Moscow InterBank Actual Credit Rate) riflette la notevole disponibilità di liquidità in rubli (nel periodo agosto-settembre l’indice Miacr è stato del 3%).

Nel terzo trimestre del 2005 il volume dei depositi bancari presso l’istituto centrale del Paese (Tsentrobank) è stato di 61,62 miliardi di rubli (+58,9% rispetto al corrispondente periodo del 2004). Nei primi otto mesi dell’anno la massa monetaria (aggregata M2) è aumentata del 14,3% (del 13,1% nell’analogo periodo del 2004).

 

La dinamica degli indici della liquidità in rubli e la situazione dei mercati russi

 

 

 

Fonte: Tsentrobank

 

I risultati, registrati dai mercati finanziari russi nei primi nove mesi del 2005, sono stati più che incoraggianti. Ecco i fattori principali che hanno favorito lo sviluppo :

 

- il Cremlino che è riuscito a riconquistare la fiducia degli investitori strategici nei confronti dei mercati finanziari russi;

- il costante aumento dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali e, come conseguenza, un maggior afflusso di petrodollari in Russia;

- le società russe dell’industria dell’energia hanno presentato i bilanci con i migliori risultati finanziari del triennio;

- l’effetto di una domanda  “ritardata”per gli strumenti finanziari russi; alla fine del 2004 i bonds erano sottovalutati;

- un avvicinamento della liberalizzazione del mercato azionario di Gazprom e di Svyazinvest;

- i progressi registrati nella riforma al monopolio dell’energia elettrica detenuto dalla Rao-Ues;

- il comportamento delle società russe sempre più attive sul mercato di M&A;

- l’avvicinamento di un periodo molto interessante per nuove Ipo;

 

Allo stesso tempo la crescita dei mercati finanziari nel terzo trimestre del 2005 è stata in gran parte di carattere speculativo, e si è svolta sullo sfondo di prezzi altissimi del petrolio e con una crescita della maggior parte degli indici di tutti i mercati emergenti.

In ogni caso, se il Governo riuscirà a garantire la stabilità della situazione macroeconomica del Paese, ci sarà da aspettarsi nei prossimi anni una notevole crescita dei mercati russi. Gli analisti infine, consigliano di stare particolarmente attenti alle azioni delle società delle cosiddette  “seconda” e “terza” fila, che promettono rendimenti particolarmente “rilevanti”.

 

 

Notiziario dai mercati Csi in collaborazione con Reo