Qual è il Paese migliore per lavorare all’estero

Al primo posto tra i Paesi più ambiti da chi cerca di lavoro ci sono gli Stati Uniti (il 52%) - Soltanto il 7% dei potenziali professionisti stranieri sceglierebbe la Russia  - Nella lista dei primi dieci Paesi migliori in quanto a vivibilità e per il lavoro l’Italia occupa il nono posto con il 23% dei consensi.

Negli ultimi anni il Cremlino ha lanciato un programma per promuovere la Russia nel mondo intero. Per migliorare l’immagine internazionale del Paese sono state ingaggiate le maggiori agenzie internazionali di public relations.
Ciononostante, nel 2010 la Russia è ancora molto lontana da essere uno dei Paesi preferiti in quanto a vivibilità  e per il lavoro. Infatti, soltanto il 7% dei potenziali specialisti la sceglierebbe.
Secondo i risultati di un recente sondaggio d’opinione, condotto dall’agenzia internazionale The Network,restano gli Stati Uniti il Paese dove vorrebbe andare a vivere e a lavorare il 52% delle persone in cerca di lavoro.
Al secondo posto c’è la Gran Bretagna, scelta dal 47% degli intervistati. Il Canada si è trovato al terzo posto con il 43% delle risposte favorevoli.
Nella lista dei primi dieci Paesi ritenuti migliori per viverci e lavorarci l’Italia occupa il nono posto con il 23% dei consensi.
Un gruppo di stranieri sulla Piazza RossaIn questa classifica l’Italia è stata preceduta dall’Australia (42%), dalla Germania (30%), dalla Svizzera (30%), dalla Francia (28%), dalla Nuova Zelanda (26%). Chiude la lista dei primi dieci la Spagna con il 22% delle risposte positive.
Da sottolineare  che soltanto il 7% degli intervistati ha dichiarato di voler andare a cercare un lavoro in Russia, di questi la maggior parte vive nei Paesi europei, nelle repubbliche baltiche e in Ucraina.
Più di altre vorrebbero trovare un’occupazione in Russia persone di età compresa tra i 20 e i 34 anni, il 25% ha tra i 25 e i 29 anni.
La maggior parte delle persone che vorrebbero cercare un lavoro in Russia dispongono di un titolo di istruzione superiore. Il 42% ha conseguito un diploma, mentre il 33% possiede una laurea.
Un quarto dei potenziali lavoratori stranieri in Russia sono esperti di tecnologie informatiche, il 20% è costituito da uomini d’affari, il 18% da manager di vario tipo, mentre il 17% è formato da esperti di economia. Meno interessati di altri a  trasferirsi  in Russia per lavoro sono gli specialisti in scienze naturali e in quelle umanistiche, i dipendenti del settore dei servizi, tecnici dell’industria delle costruzioni. La maggior parte di tutti questi professionisti, ovvero il 31%, vorrebbe lavorare nel settore della consulenza e del management, il 26% vorrebbe cercare un lavoro nel campo delle tecnologie informatiche e delle comunicazioni. La produzione industriale e i servizi  sarebbero scelti l 24%.
Alla domanda “quali fattori connessi al potenziale lavoro la attirano in Russia” il 70% degli intervistati ha risposto che prima di tutto c’è la possibilità di un salario piuttosto alto. Il 58% ha dichiarato inoltre di aspettarsi una carriera vertiginosa. Il 49% si aspetta “rapporti di amicizia e di partenariato” nel futuro collettivo di lavoro, mentre il 48% ha giudicato la possibilità di andare a lavorare in Russia come una sfida professionale legata alla possibilità di risolvere problemi innovativi.
I professionisti stranieri vorrebbero andare a lavorare in Russia per un periodo non superiore a cinque anni (il 48%). Il 28% vorrebbe fermarsi per 3-5 anni, mentre il 12% vorrebbe poter andarsene dopo un paio d’anni.
Sembra interessante il fatto che il 69% dei potenziali ‘expat’ preferirebbe abitare non a Mosca bensì in campagna, mentre il 31% degli intervistati vorrebbe poter vivere in un grande centro abitato.
Ci sono alcune categorie di lavoratori che negli ultimi anni arrivano in Russia in cerca di occupazione.
In primo luogo si tratta di lavoratori non qualificati, provenienti soprattutto dalle repubbliche ex sovietiche dell’Asia Centrale che in Russia vengono assunti  come operai dei cantieri edili, addetti alla pulizia e così via.
Al secondo maggiore gruppo appartengono gli operai con una qualificazione medio-bassa. In primo luogo si tratta di operai dell’edilizia con una certa esperienza di presso i cantieri moderni. Questi lavoratori arrivano soprattutto dalla Turchia, dalla Slovenia e dalla Slovacchia.
Da questi Paesi arrivano anche molti manager della fascia media che entrano nelle società russe o straniere che aprono una propria rappresentanza in Russia. C’è un gruppo di lavoratori stranieri che lavorano prevalentemente nell’agricoltura. Si tratta in primo luogo di tecnici che sanno come migliorare una produzione agricola. Sono esperti che arrivano dalla Germania, dall’Italia, dalla Repubblica Ceca.
L’ultimo e decisamente meno numeroso  è il gruppo dei manager di, fascia alta, i capi delle rappresentanze, delle sussidiarie delle banche straniere e russe, delle società di assicurazione. Questa categoria è dominato dagli europei (francesi, tedeschi, italiani) e dagli americani. Mentre i rappresentanti della fascia medio-alta, gli esperti dei vari settori industriali arrivano in Russia per trasferire alle aziende tecnologie moderne, i giovani vanno per far carriera. In genere per un giovane arrivato dall’estero ci vogliono non più di 3-4 anni per un avanzamento, dopodiché va a lavorare altrove.
Dal punto di vista dei datori di lavoro russi, il principale compito di un manager straniero è di dare una spinta allo sviluppo della società, costruire sulla base dei moderni principi occidentali l’architettura dei processi aziendali, inserire moderne tecnologie occidentali. Insomma, far filare tutto liscio come l’olio.
Secondo un’analisi russa, le cinque professioni in questo momento più richieste sono quelle di: programmatori di software, ingegneri presso produzioni industriali, economisti e manager finanziari con conoscenza della moderna rendicontazione finanziaria occidentale (molte banche russe sono in cerca di specialisti stranieri del settore), medici (Russia e Italia sono in questo momento in trattativa per il riconoscimento reciproco delle qualifiche di medici),  esperti di marketing e di sociologia.
Infine, il 12 maggio la Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento russo) ha varato in terza definitiva lettura una serie di emendamenti alla Legge sugli stranieri, che semplifica l’ingresso in Russia di stranieri qualificati.
In particolare, gli emendamenti esentano gli specialisti stranieri altamente qualificati dalle restrizioni di soggiorno temporaneo di un anno se il contratto di lavoro è stato esteso per un nuovo periodo. Vale a dire che il soggiorno di questo lavoratore potrà essere esteso più volte per un periodo di tre anni con il rilascio di un adeguato permesso di soggiorno. Gli emendamenti hanno permesso alle persone fisiche russe di ingaggiare lavoratori stranieri per occupazioni, non legate all’imprenditoria (colf, domestiche, ecc.)


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