I redditi dei lavoratori russi aumentano, ma lentamente

La quota della popolazione con redditi pro capite superiori a 25mila rubli al mese (635 euro circa) è aumentata dal 15,6% della prima metà del 2009 al 19,2% dei primi sei mesi di quest’anno – Diminuisce in Russia il numero delle aziende che pagano i salari in ritardo – Un milione di lavoratori  guadagna meno di 2mila rubli al mese  - In calo tra la popolazione la popolarità della maggiore banca russa, la Sberbank.

Nella prima metà del 2010 il 30,2% dei guadagni complessivi della popolazione russa è andato nelle tasche del 10% delle persone più ricche del Paese, mentre il 10% delle persone più povere h potuto contare nel periodo indicato appena sull’1,9% dei redditi.
Secondo le informazioni diffuse dal Comitato per le statistiche della Federazione russa (Rosstat), alla fine della prima metà del 2009 la quota dei redditi i del 10% più agiato della popolazione russa è stata pari al 30,6% dei redditi totali dei russi, mentre i redditi del 10% dei russi più poveri non hanno superato l’1,9 per cento.
Vale a dire che la massa di denaro in mano dei ricchi russi è diminuita leggermente, mentre i ceti meno abbienti non hanno migliorato la propria situazione finanziaria.
Molti russi preferiscono spendere, non risparmiareInvece, in Russia sta migliorando la situazione della classe media: la quota della popolazione con redditi pro capite superiori a 25.000 rubli al mese (635 euro circa) è aumentata dal 15,6% della prima metà dello scorso anno al 19,2% dei primi sei mesi del 2010.
La fascia precedente – quanti guadagnano da 15.000 a 25.000 rubli al mese – è aumentata dal 20,7% a 22,9%, mentre il gruppo di persone con un reddito mensile compreso tra 10.000 e 15.000 rubli è cresciuto dal 20,6% al 20,9 per cento.
Diminuisce la quota della popolazione che guadagna pochissimo: il gruppo di russi con un reddito mensile inferiore a due mila rubli al mese (50 euro) è sceso dall’1,2% del periodo gennaio-giugno 2009 allo 0,7% (un milione di persone) del primo semestre di quest’anno.
Il gruppo di persone con un reddito mensile compreso tra 2.000 e 4.000 rubli è diminuito dal 7,5% al 5,5%, quello con un reddito mensile compreso tra 4.000 rubli e 6.000 rubli è calato dall’11,5% al 9,6%, quello con un reddito mensile compreso tra 6.000 rubli e 8.000 rubli è  sceso dal 12% al 10,8% e, infine, la fascia di popolazione composta da quanti hanno un reddito mensile compreso tra 8.000 rubli e 10.000 rubli è diminuita dal 10,9% al 10,4 per cento.
Secondo i risultati di un recente sondaggio d’opinione condotto dal portale Internet Superjob, i lavoratori russi nel 2010 hanno lamentato meno ritardi dei pagamenti dei salari. Stando alle risposte dei lavoratori, l’87% delle società rispettano a grandi linee i propri impegni, mentre il 77% delle imprese paga gli stipendi in perfetto orario.
Purtroppo tra le molte società comprese nel 23% che ritarda la consegna delle buste paga non poche rinviano i pagamenti dei salari non di uno o due giorni, ma di parecchie settimane e addirittura di mesi. Il numero di imprese che pagano gli stipendi ai propri dipendenti come previsto dai contratti è aumentato dal 68% della prima metà del 2009 al 77% del primo semestre 2010.
In ogni caso, i lavoratori russi affidano una parte dei loro guadagni alle banche: i depositi bancari delle persone fisiche nel gennaio-giugno 2010 sono cresciuti di oltre il 9% rispetto allo stesso periodo del 2009: quest’anno si è saliti dai 1.485 miliardi di rubli del primo gennaio agli 8,176 miliardi del primo giugno. La parte principale dei depositi bancari delle persone fisiche è depositata nella maggiore banca russa, Sberbank, che ha accumulato depositi della clientela privata per 4.012 miliardi di rubli, raggiungendo il 48,1% del volume totale dei depositi bancari delle persone fisiche.
Ciononostante la Sberbank continua anche nel 2010 a perdere i colpi. Gli esperti hanno sottolineato, come fatto “molto importante dal punto di vista psicologico”, che l’istituto sia arrivato sotto il livello del 50% della quota controllata del monte dei depositi bancari delle persone fisiche. In parte il deflusso dei clienti da Sberbank potrebbe essere legato a una politica di tassi d’interesse che diminuiscono di mese in mese. Un dato: alla fine del 2009 il volume dei mezzi della popolazione sui conti bancari era aumentato del 26,7 per cento rispetto al 2008.
Come già pubblicato sul Notiziario dai mercati Csi e come è stato confermato da un recente sondaggio d’opinione condotto dal Centro studi sociologico Nafi, più del 50% dei russi preferisce spendere tutti i guadagni e non mettere niente da parte.
Comunque, nella fascia di lavoratori con redditi elevati che abitano a Mosca, a San Pietroburgo e in altre tra le maggiori città del Paese l’80% degli intervistati ha dichiarato, di risparmiare una parte dei guadagni correnti, mentre soltanto il 16% ha detto di spendere tutto ciò che guadagna.
Appena il 25% dei russi può contare su risparmi, questo dato è rimasto praticamente invariato dal 2008. Nelle grandi città (con più di un milione di abitanti) il 57% delle persone ha a disposizione del denaro risparmiato. Purtroppo le dimensioni di questi risparmi lasciano molto a desiderare: appena l’8% (stando alle stime personali) riuscirebbe a sopravvivere per un anno con i rubli messi da parte. Nei gruppi dei lavoratori più agiati il 17% riuscirebbe a mantenersi con i risparmi per un anno.
Infine, gli esperti di Nafi sono arrivati alla stessa conclusione derivante dai risultati dell’analisi di Rosstat: la popolarità di Sberbank tra i risparmiatori russi è in declino. In base al rating della notorietà spontanea dei nomi delle banche russe, nel 2009 l’88% degli intervistati ha citato il marchio Sberbank, mentre nel 2010 il dato è sceso bruscamente al 74 per cento. Questo significa che i russi stanno esaminando sempre con maggiore attenzione i servizi finanziari, offerti alla clientela privata dagli istituti di credito.

 
Notiziario dai mercati Csi su dato di Rosstat, Nafi