Zero imposte per il vino in Russia
L’influente ministro dell’Agricoltura, Aleksej Gordeev, ha proposto di escludere il vino dal sistema fiscale russo per le bevande alcoliche – Il Governo ha approvato un programma agricolo della Russia fino al 2010 puntando allo sviluppo della coltivazione dell’uva e alla produzione enologica – Sarà molto apprezzata l’assistenza tecnica italiana - Ma la concorrenza transalpina non dorme.
Il ministero dell’Agricoltura ha presentato al Governo Fradkov alcuni progetti di leggi che dovrebbero alleggerire (se non eliminare del tutto) il fardello fiscale sull’industria russa del vino. “Insistiamo che il vino venga estrapolato dal sistema generale di tassazione di bevande alcoliche”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, Aleksej Gordeev, secondo cui solo così si potrà far rinascere la produzione di vino nel Paese.
Il Governo sta portando a termine l’elaborazione di una nuova legge “Sul vino e sulla produzione del vino” che, per la prima volta dopo la disintegrazione dell’Unione Sovietica, approverà l’insieme di regolamenti tecnici della produzione enologica. Vale a dire che anche in Russia soltanto una bevanda prodotto in base a tecnologie tradizionali potrà essere denominata vino.“Nessun tipo di surrogato, nessun tipo di miscela di polvere e di alcol potrà essere venduta nei negozi del Paese”, ha sottolineato Gordeev, secondo cui lo scopo dell’esecutivo è quello di offrire al consumatore russo solo un prodotto naturale e di alta qualità.
Il Governo russo cercherà di far rinascere la produzione di vino nel Paese, attirando in Russia specialisti dai tradizionali Paesi produttori, come Italia, Francia e Spagna, e acquistando le tecnologie e le macchine necessarie.
Fardello fiscale
Non è la prima volta che in Russia si cerca di alleggerire la pressione fiscale sull’industria del vino: nel 2004 la Duma di Stato (Camera bassa del Parlamento) respinse gli emendamenti proposti al Codice fiscale che avrebbero dovuto esentare da una parte delle tasse i produttori russi di vino, di spumante e di brandy (emendamenti all’articolo 193 della Seconda parte del Codice fiscale della Russia).
In particolare, l’esecutivo propose di ridurre del 50% le accise sul brandy, sullo spumante e sul vino per le aziende che investono nello sviluppo della produzione e nel perfezionamento del ciclo tecnologico.
Gli analisti russi e internazionali hanno definito l’iniziativa del ministero dell’Agricoltura “molto utile e tempestiva”; una misura senza la quale la produzione di vino in Russia sarà destinata all’estinzione.
Attualmente il ministero dell’Agricoltura sta perfezionando un nuovo programma di sviluppo del settore agroindustriale nel comparto dell’industria del vino e della coltivazione dell’uva fino al 2010. Il programma è stato approvato il 12 luglio del 2007. Nei prossimi tre anni la superficie delle vigne in Russia dovrà aumentare del 30% (+21mila ettari). Simultaneamente, dovrà crescere la produzione di vino dagli attuali 47 milioni di decalitri l’anno ad almeno 78,7 milioni di decalitri (+67,5%).
Conseguenze
Il portavoce dell’Unione degli operatori del mercato di alcolici, Vadim Drobiz, ha dichiarato che una riduzione delle accise è indispensabile, ma questo provvedimento da solo non sarà in grado di garantire la desiderata crescita della produzione di vino nel Paese. E questo perché l’aliquota di accise media è soltanto di 1,65 rubli per una bottiglia di vino (8-10 rubli per una bottiglia di spumante). “Per garantire lo sviluppo del settore è necessaria una notevole assistenza finanziaria da parte dello Stato”, ha dichiarato Drobiz.
Le imposte indirette relativamente basse hanno permesso al settore di crescere stabilmente del 10-15% l’anno. La produzione di spumanti ha superato di gran lunga la produzione di vino: attualmente una bottiglia su quattro prodotte in Russia è di spumante. Nel 2006 – prima metà del 2007 la produzione di spumanti in Russia è aumentata di due volte.
Nel 2005 più del 30% di tutto il vino prodotto in Russia è stato imbottigliato con materiale d’importazione. Mentre il programma del ministero dell’Agricoltura prevede di aumentare la produzione di vino di uva coltivata in Russia dagli attuali14,7 milioni di decalitri a 18 milioni di decalitri nel 2010, nel 2006-2007 la quota di vino prodotto da uva russa ha raggiunto il 23,1% del totale. Di conseguenza, nel primo trimestre del 2007 l’import per la produzione enologica è aumentato del 180% rispetto al primo trimestre del 2006.
Progetti
In Russia, oltre che sull’aumento della produzione, bisogna investire nella promozione del brand e sull’idea di vino “made in Russia”.
Per il momento il mercato del vino russo riesce a registrare certi successi soltanto nei periodi di crisi. Invece, nei momenti normali, come prima della recente crisi legata all’embargo imposto alle esportazioni in Russia di vini dalla Georgia e dalla Moldavia, i produttori di vino russi fanno fatica a resistere alla concorrenza dei produttori delle repubbliche vinicole ex sovietiche.
Il programma di sostegno governativo dell’agricoltura russa prevede investimenti di oltre 50 miliardi di rubli all’anno, di cui una parte sarà trasferita per il sostegno delle aziende che coltivano l’uva.
Molti operatori del settore hanno dichiarato che si tratta di un “importante segnale” da parte delle autorità, ma nella situazione attuale il Governo dovrebbe compiere ulteriori passi destinati a favorire l’arrivo nel Paese di specialisti e di tecnologie dall’estero.
Il programma governativo contiene capitoli speciali che dovranno favorire la scienza della coltivazione di uva. Infine, il programma prevede sei sussidi specifici da utilizzare per piantare nuove vigne, la cui superficie negli ultimi 20-25 anni in Russia si è contratta notevolmente.
Statistiche
Trascinata da queste notizie positive, la Russia nel 2006 ha ridotto del 10% (120 milioni di decalitri) la distillazione di vodka, ma ha aumentato notevolmente la produzione del vino, che è salita a quota 47 milioni di decalitri (+48,1% rispetto ai risultati registrati nel 2005) e dello spumante (15,4 milioni di decalitri ovvero +8,9%). La produzione di “vino” a base di frutta è aumentato nel 2006 dell’1% (3.44 milioni di decalitri).
È cresciuta del 41,6% la distillazione di brandy (6,3 milioni di decalitri). La produzione della birra è salita del 9,8% (999 milioni di decalitri).
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