Gli stranieri premiano la Russia

Gli investimenti diretti arrivano a 15 miliardi di dollari (+150%) nel primo semestre

Non si ferma, in Russia, l’afflusso degli investimenti esteri. In questi ultimi giorni di agosto è stata annunciata un’erogazione di 650 milioni di dollari, da parte della società americana International Paper, per la costituzione di una joint venture al 50% con il gruppo russo Ilim. L’obiettivo è ammodernare gli attuali stabilimenti della Ilim nel nord del Paese, che producono soprattutto cellulosa, per passare nel giro di cinque anni a una serie di prodotti finiti, diventando il maggiore operatore russo nel settore della carta, del cartone ondulato e di quello bianco, con un investimento complessivo congiunto di 1,5 miliardi di dollari. Il secondo accordo è un investimento iniziale di 50 milioni di dollari da parte del gruppo americano di elettronica per consumo Hewlett-Packard, per l’avvio di un primo stabilimento di assemblaggio di personal computer nell’area di San Pietroburgo.
Sono solo due esempi del boom di investimenti esteri, che fa prevedere come nel 2007 Vladimir Putin incasserà sui 90-100 miliardi di dollari, oltre il triplo dei 30 miliardi ricevuti nel 2003. Già nei primi sei mesi di quest’anno, il valore complessivo ha toccato i 60,3 miliardi di dollari, di cui 15,8 miliardi di investimenti diretti (circa +150% rispetto ai 6,3 del 2006), e ha superato il livello dell’intero 2006 (55,1 miliardi), aumentando di ben 2,5 volte sui 23,2 miliardi di investimenti del gennaio-giugno dell’anno scorso. Questi i dati ufficiali, ma Evgheni Gavrilenko, direttore esecutivo dell’autorevole società finanziaria Troika Dialog, ritiene che in realtà gli investimenti stranieri diretti in Russia nel primo semestre siano sui 26-27 miliardi, e potranno arrivare a 40 miliardi di dollari entro fine 2007.
La Russia, alla quale l’Agenzia Fitch ha appena riconfermato il 16 agosto il rating di BBB+ con prospettiva "stabile" per gli investimenti, seguita immediatamente dopo anche da Moody’s, si profila così come uno dei mercati mondiali più interessanti, con un’economia fra le più dinamiche. La previsione di crescita del Pil nel 2007 è del 7-7,5% percento, e si appoggia, tra l’altro,al record di 415 miliardi di dollari di riserve valutarie, le terze nel mondo. E questo avviene a pochi mesi dalle elezioni presidenziali del 2008, dalle quali però non si attendono grandi mutamenti politici.
La maggioranza degli investimenti stranieri a fine giugno si è concentrata nel settore commerciale, con oltre 25,9 miliardi di dollari, tenendo conto che le vendite al minuto stanno crescendo del 14% annuo. Segue non a caso l’industria manifatturiera, con 13,4 miliardi di dollari (la produzione sta aumentando del 12,5%) che ha superato i 12,6 miliardi di capitali esteri investiti nell’energia e nelle materie prime, dove però la produzione stenta a crescere più del 2,7 percento (dato per fine luglio). Vengono poi gli investimenti nei trasporti e telecomunicazioni, con 3,5 miliardi di dollari. Tra i principali Paesi investitori nei primi sei mesi, al primo posto figura la Gran Bretagna, con 15 miliardi di dollari, seguita dall’Olanda (11,8 miliardi), Cipro (8 miliardi) e Lussemburgo (6,7 miliardi), ma i fondi provenienti da questi due ultimi Paesi sono in realtà capitali russi. L’Italia non compare tra i primi 10 investitori, anche perché le recenti acquisizioni azionarie di Eni ed Enel nel settore energetico in Russia non sono state ancora recepite dalle statistiche ufficiali.
Tuttavia, la Russia da qualche tempo non solo riceve, ma egualmente investe molto più di prima all’estero, internazionalizzando la propria industria e finanza. Nel gennaio-giugno, 36,8 miliardi di dollari di capitali russi, cioè 2,4 volte l’analoga cifra per i primi 6 mesi 2006, sono stati ufficialmente investiti soprattutto negli Stati Uniti (9,2 miliardi di dollari), a Cipro (6,5 miliardi di capitali offshore), in Olanda (5,8 miliardi), Austria (5,7 miliardi) e Germania (3 miliardi).
Aspetto significativo, oltre il 50% dei capitali russi impiegati all’estero è costituito da investimenti diretti, mentre dei capitali esteri affluiti in Russia solo il 25% sono investimenti diretti: la maggioranza è rappresentata da crediti commerciali e altri tipi di finanziamenti. In definitiva- ritiene Inga Foksha, l’esperto di mercati internazionali della società finanziaria Aton-Line - il forte afflusso di capitali esteri in Russia dovrebbe continuare per i prossimi 2-3 anni, per poi proseguire anche successivamente, ma a ritmi più blandi.


ARRIVI E PARTENZE

Italia assente nell’elenco dei primi dieci investitori. In forte aumento anche le acquisizioni di società russe all’estero Stranieri a Mosca. L’insegna di Raiffeisen Bank sullo sfondo del Cremlino. Il primo semestre ha visto un’impennata nell’arrivo di capitali esteri, il cui valore complessivo ha superato i 60 miliardi di dollari.

 

Sergio A.Rossi per Il Sole 24 Ore