Aumenta nel mercato bancario russo la presenza di istituti stranieri

La concorrenza tra banche russe e straniere diventa sempre più intensa - Gli istituti russi migliorano la qualità dei servizi e lanciano nuove tecnologie per fidelizzare la clientela - Molte banche russe invece di competere sperano di avviare una cooperazione costruttiva con gli istituti stranieri.

Alla fine degli anni Novanta in Russia sono arrivate molte banche straniere, che hanno subito avviato attività a 360 gradi, entrando nei settori retail e corporate. L’arrivo in Russia dei maggiori protagonisti del mercato finanziario globale come Intesa, Citigrroup, Raiffeisen, BSVG ha permesso al settore bancario del Paese di fare un salto di qualità, mentre la clientela russa ha potuto contare sui servizi e la prestigiosa immagine degli istituti di credito conosciuti in tutto il mondo, nonché su   notevoli risorsa finanziarie e più  avanzate tecnologie di servizi bancari.
Negli ultimi due anni, però, l’arrivo delle banche straniere ha rallentato i ritmi. E questo nonostante il mercato bancario russo continui a essere molto interessante agli occhi degli istituti stranieri. Le banche di tutto il mondo continuano a cercare un sistema per ancorarsi in Russia. Negli ultimi tempi le banche estere preferiscono aumentare le proprie partecipazioni negli istituti russi. Tra gli esempi di questa operazioni c’è l’aumento fino al 92,5% della quota del gruppo bancario belga Kbc in Absolut Bank, l’ingresso di Commerzbank nel capitale della russa Promsvyazbank,e l’ottenimento dall’antitrust, da parte della sussidiaria di Societé Generale (Bank Societe Generale Vostok),  del nullaosta per l’acquisto del 30% delle quote di Rosbank. È molto attiva in Russia la ICIC Bank. Secondo le stime più recenti gli istituti stranieri hanno raggiunto una presenza del 20% nell’intero mercato dei servizi bancari del Paese.
Il Presidente della ZAO Banca Intesa e della KMB Bank, professore Antonio FallicoAll’inizio degli anni Duemila molti istituti stranieri sono arrivati in Russia al seguito ai propri clienti globali. Altri avevano come target l’occupazione di alcune nicchie nella struttura dei servizi bancari della Russia (corporate, retail). In particolare, la Zao Banca Intesa che inizialmente aveva sviluppato i servizi ai maggiori clienti russo del comparto societario, ha acquisito il controllo della Banca Kmb, un leader del settore di finanziamenti della piccola e media impresa, presente con filiali e sportelli in tutto il Paese. Questa mossa ha permesso alla Zao Banca Intesa di conquistare posizioni solide nel settore dei finanziamenti alle società che operano nelle Zone economiche speciali e nei distretti industriali, costituiti in Russia sull’esempio italiano.
Come è noto, la legge russa vieta alle banche straniere di aprire in Russia delle filiali proprie, lasciando spazio per il momento alle sussidiarie. Ciononostante gli operatori bancari internazionali considerano la propria presenza in Russia come un must. Evidentemente l’apertura del mercato bancario russo alle filiali dirette degli istituti esteri potrebbe cambiare radicalmente la situazione, provocando l’arrivo di massa nel Paese degli istituti stranieri. Ma sarà molto difficile, impossibile quasi, che il Cremlino decida di abolire il divieto nei prossimi anni.
Attualmente tutte le banche, le russe  e le sussidiarie degli istituti stranieri, si trovano in condizioni uguali e devono operare in base alle leggi del Paese. Invece, l’apertura del mercato alle filiali delle banche straniere, metterebbe quest’ultime in condizioni di vantaggio rispetto ai concorrenti russi (le filiali sono soggette alle leggi del Paese dove si trova la sede centrale). Il Cremlino potrebbe togliere il divieto soltanto se l’apertura delle filiali garantisse un forte aumento delle tasse pagate dalle banche straniere.
Le previsioni di crescita per l’economia russa (un altro +6,9% nel 2008) permette di ipotizzare una nuova ondata di arrivi di banche estere nel Paese nel biennio 2008-2010. Questo processo potrà diventare molto più attivo dopo l’ingresso della Russia nel Wto. In primo luogo, gli istituti di credito stranieri potrebbero cercare di acquisire il controllo delle banche russe già esistenti, che in secondo momento verrebbero riorganizzate e adattate secondo gli standard di lavoro e la cultura corporate del nuovo controllore.
Gli analisti si aspettano che nei prossimi 2-3 anni la quota delle banche straniere nelle attività e nella capitalizzazione del sistema bancario russo possa superare il 30% del totale. I nuovi afflussi saranno dominati dalle banche degli Stati Uniti e da quelle asiatiche, per il momento poco presenti in Russia.
Dal momento in cui i maggiori clienti corporate hanno già selezionato le proprie banche, l’interesse dei nuovi arrivati si concentrerà sul settore retail: molti prodotti bancari comuni in Occidente sono ancora assenti in Russia. La concorrenza con le banche russe si svilupperà in tutti i segmenti del settore retail, dove gli istituti stranieri saranno in grado di offrire dei prodotti più tecnologici, meno costosi e di alta qualità. In primo luogo si tratterà di crediti di vario tipo per la clientela privata.
Inoltre, sul mercato russo compariranno molti istituti “mono prodotto”, come le banche delle aziende automobilistiche specializzate nella concessione di prestiti per l’acquisto di auto dello stesso brand. Buone prospettive avranno le società di mediazione finanziaria, come private banking, asset management, investment banking e per la raccolta di fondi per  clienti corporate.
Per il momento, le banche straniere   seguono quelle russe nei settori come il project financing,il leasing, l’organizzazione di mergers & acquisitions. Ma questa situazione cambierà presto: i maggiori operatori bancari stranieri stanno già per offrire dei propri prodotti anche in questi comparti.
Molte banche russe temono la concorrenza aperta con gli istituti stranieri e sperano di riuscire piuttosto a avviare una cooperazione reciprocamente vantaggiosa. «Le banche russe hanno una base di clientela, mentre gli istituti stranieri dispongono di prodotti e di tecnologie. Non dovrebbe essere difficile trovare delle sinergie», ha dichiarato la vice presidente di Binbank, Irina Komarova.
Molto appetibile è il settore dei crediti sindicati che in Russia potrebbero essere offerti per progetti di una fascia finanziaria compresa tra 250 milioni e 400 milioni di rubli. Un altro settore interessante è project financing, dove gli istituti russi stanno cercando di offrire dei prodotti come trade finance e ECA-backed project finance, che richiedono una stretta collaborazione con banche partner straniere.
Dal momento in cui aumenta di anno in anno l’interesse dei clienti russi nei confronti di acquisto di immobili all’estero, è molto richiesto il servizio di consulenza sui programmi di crediti mutui nei Paesi europei, come Italia, Spagna, Francia. Per la clientela russa sarebbe ottimale ottenere una consulenza da una banca russa (o straniera presente in Russia), alla quale poi consegnare tutti i documenti necessari. Dopodiché, al cliente russo dovrebbero essere offerti i servizi di banche nel Paese di suo interesse, che si occuperanno di lui dopo la scelta di un immobile e la decisione di principio sul credito.

 

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