Nel 2008 società e banche russe dovranno saldare debiti per 111 miliardi

Le banche russe dovranno ristrutturare e rimborsare circa 38 miliardi di dollari – La situazione economica e politica stabile allontana il rischi di default per le società piccole e medie – Nessuna preoccupazione per le sussidiarie delle banche straniere

Nel 2008 società e banche russe dovranno rifinanziare e rimborsare 111 miliardi di dollari di debiti tra  rimborso del debito principale e  pagamento degli interessi. Molti analisti concordano che non ci sia rischio di default. Due terzi del debito totale sono stati incassati da debitori di primissima classe che non hanno problemi per attirare i fondi, mentre le società minori non dovrebbero averne se decidessero di vendere una parte delle proprie attività.
La parte principale del debito stimata in 73,3 miliardi di dollari è stata accumulata dalle società russe, mentre  i restanti 38 miliardi riguardano il settore bancario. Alcuni esperti hanno stimato che il debito ammonti a circa 100 miliardi di dollari, ma tutti sono d’accordo che il dato non è critico e costituisca appena un quarto dell’intero debito della Russia.
Gran parte dei rimborsi sono stati effettuati nel primo trimestre dell’anno: nel solo mese di marzo le società russe hanno rimborsato oltre 10 miliardi di dollari. Per rimborsare i propri debiti le maggiori società hanno rastrellato nuovi fondi sul mercato del debito russo e internazionale, mentre le piccole società sono state costrette a vendere titoli e una parte delle proprie attività. In ogni caso, tutte le società in un modo o nell’altro sono riuscite a sistemare il problema dei propri debiti. Di conseguenza la minaccia di default, di cui nel 2007 avevano parlato molti analisti, nella realtà si è rivelata davvero esagerata.

I volumi dei debiti delle banche della Russia (miliardi di rubli)

Per quel che riguarda la divisione interna dei debiti accumulati dal settore bancario russo, il 70% dell’intero debito estero delle banche più circa il 50% del volume delle obbligazioni in rubli è stato accumulato dagli istituti statali. Le banche più esposte nei confronti dei creditori stranieri sono quelle del gruppo Vtb, la banca Rosselkhozbank e Aizhk. Bisogna notare che la banca Vtb dovrà sistemare nel 2008 un quarto delle proprie emissioni di bond, pagando 3,3 miliardi di dollari.
Il problema di rifinanziamento del debito potrebbe diventare un rompicapo per la Vtb, dal momento che la banca è piuttosto concentrata sui finanziamenti per i periodi a medio e a lungo termine dei maggiori clienti corporate, il cui business è molto sensibile anche ai piccoli aumenti dei prezzi delle risorse di base (energia, metalli).
A differenza dal gruppo Vtb, la Rosselkhozbank e il gruppo Aizhk dispongono di una maggiore riserva temporanea, soprattutto perché i loro rimborsi inizieranno a partire dal 2010.
In questa situazione, le banche statali potranno beneficiare della costituzione – appena conclusa – dei gruppi statali che hanno a propria disposizione circa 400 miliardi di rubli. Una parte considerevole di questi mezzi momentaneamente liberi potrà essere depositata presso le banche dello Stato, oppure per sostenere le emissioni obbligazionarie di questi istituti.
Nella situazione attuale le sussidiarie degli istituti internazionali appaiono più protette di altre categorie di banche:  nonostante alcuni problemi finanziari, tra cui quelli della Citi e della SocGen, la loro affidabilità creditizia rimane di molte volte superiore rispetto a quella dei maggiori istituti russi.
Le banche con il 100% di capitale straniero, come la Zao Banca Intesa, non soffriranno del rincaro delle risorse finanziarie: il fabbisogno del capitale delle sussidiarie è molto inferiore al volume dei fondi della banca centrale e ciò permetterà di risolvere eventuali problemi legati alla necessità di erogare fondi a prezzi competitivi (KMB-bank).
A differenza dalla Zao Banca Intesa, le maggiori banche straniere, in primo luogo la Raiffeisen e la Unicredit,  a nostro avviso saranno esposte più di altre al rischio di rincari dei costi della raccolta di fondi. Il fabbisogno di risorse finanziarie di queste banche è molto considerevole e non sempre potrà essere soddisfatto dalla capacità finanziaria degli istituti a cui le sussidiarie fanno capo. Di conseguenza, Raiffeisen e Unicredit potranno essere costrette a cercare risorse finanziarie dai terzi.
La banche con 100% di capitale straniero e di dimensioni ottimali, dovranno dimostrare nel 2008 una buona capacità di far fronte ai rincari dei costi dei mezzi finanziari per la propria clientela, riuscendo a conservare i tassi d’interesse a livelli competitivi e, infine, in assenza di notevoli bisogni legati alla ristrutturazione dei propri debiti, riuscendo a investire i fondi ricavati nello sviluppo del proprio business finanziario.
Nello stesso tempo, anche nel 2008 sarà piuttosto limitata l’offerta del debito in valuta pregiata e in rubli da parte delle banche straniere. Dal momento che il mercato del debito non è ancora saturo di offerte da parte di questo tipo di banche, si può prevedere che – in caso di offerte – alcune emissioni potranno essere realizzate a livello della quota minima di redditività delle banche statali, con la cedola dell’8,5% alla presenza di un’offerta di un anno. Non c’è da escludere, però, la possibilità di “collocamenti” sul mercato a condizioni più attraenti per tasso di redditività specie se le emissioni saranno lanciate dalle sussidiarie dei maggiori istituti internazionali.


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