A rischio tre quarti delle banche russe

La Banca centrale della Russia e i maggiori istituti statali insistono sull’aumento del capitale minimo proprio delle banche – Nel giro di 2-3 anni potrebbero scomparire dal mercato fino al 70% dei piccoli istituti di credito – Il nuovo presidente della Russia, Dmitrij Medvedev, è favorevole alla proposta – Sotto controllo si troveranno le banche che offrono crediti retail con un tasso d’interesse efficiente superiore al 100 per cento

Durante l’incontro con il neo presidente russo, Dmitrij Medvedev, dei rappresentanti dell’Unione degli imprenditori e degli industriali della Russia, il presidente della seconda maggiore banca russa Vtb (controllata dallo Stato), Andrej Kostin h,a insistito sulla necessità di aumentare il volume del capitale sociale di una banca dagli attuali cinque milioni di euro a 30 milioni . «Nella maggioranza assoluta dei Paesi sviluppati, ma anche nelle economie in stato di transizione, il volume di capitale minimo sociale di una banca supera di parecchie volte gli standard esistenti in Russia. Se la Russia vuole costituire un forte e competitivo settore bancario, bisogna prendere come esempio non gli outsider, bensì le tecnologie e i sistemi d’avanguardia», ha detto Kostin citando due esempi, il Kirghizistan e il Vietnam, dove il volume di capitale minimo sociale di una banca è rispettivamente di 17 milioni di dollari e di 60 milioni di dollari. La Banca centrale ha scelto la via del compromesso, proponendo come aliquota di capitale minimo sociale di una banca  30 milioni di euro. Se la proposta presentata da Kostin dovesse entrare subito in vigore, dal settore bancario russo scomparirebbero tre quarti degli istituti di credito (attualmente in Russia operano 1132 banche, di cui 63 hanno il 100% di capitale straniero).
Il presidente della Vtb, Andrej KostinLa proposta della banca Vtb ha suscitato critiche del presidente dall’Associazione delle banche russe, Garreghin Tosunjan, secondo cui «30 milioni di euro non è una grandissima somma “insollevabile” per le banche russe, ma non è la via ottimale per sviluppare il settore bancario del Paese».
Molti analisti finanziari  sostengono invece che l’ingrandimento delle banche russe renderà l’intero sistema molto più stabile. Si tratta però di un processo che richiede molta delicatezza da parte delle autorità finanziarie del Paese: «Oltre a essere stabile il sistema bancario dev’essere efficace. A questo punto bisogna pensare come sistemare le banche statali, come Vtb, per non permettere loro di soffocare l’intero sistema», ha sottolineato l’analista finanziario, Serghej Moisseev.
Intanto, per aiutare le banche piccole e medie a raccogliere risorse a lungo termine, la Banca centrale sta elaborando emendamenti riguardo alle emissioni delle obbligazioni ipotecarie. In particolare la Banca centrale sta considerando l’opportunità di abolire l’obbligo per le banche di rispettare la normativa di rischio per un cliente nell’ambito dei contratti di securitizzazione di ipoteca (H6). Durante queste operazioni la banca trasferisce il pool di crediti ipotecari a un agente specializzato, dal cui conto in futuro saranno emesse delle obbligazioni ipotecarie. Per garantire la solvibilità dell’agente sui bond ipotecari, il trasferimento del pool di crediti  solitamente viene accompagnato dall’erogazione all’agente di un credito subordinato. Attualmente, il volume di questo credito, secondo l’Istruzione della Banca centrale No.110-I “Sulle normative obbligatorie di una banca” non può superare quota H6, che a sua volta non deve superare il 25% del capitale sociale (capitale proprio) di una banca. Questo limite ostacola la securitizzazione dei crediti ipotecari dalle banche piccole e medie.
Gli emendamenti permetteranno alle banche piccole e medie di allargare le possibilità di securitizzazione. Un pool tipico di crediti securitizzati è di 300-400 milioni di dollari, mentre il volume di un credito subordinato è del 5-6% della somma (15-24 milioni di dollari). Per non violare le istruzione dell’Istituto centrale e per poter erogare un credito di queste dimensioni, la banca deve avere un capitale proprio di 60-100 milioni di dollari.
Inoltre, per far funzionare gli emendamenti proposti la Banca centrale potrebbe includere le obbligazioni ipotecarie nella lista lombard: questa misura dovrebbe stimolare l’emissione di questo tipo di obbligazioni.
Infine, la Banca centrale intende rafforzare controlli degli istituti di credito che offrono crediti retail al tasso d’interesse efficiente superiore al 100 per cento. «Non si tratta di imporre dei limiti sui tassi, ma le banche che offrono dei crediti retail al tasso d’interesse efficiente superiore al 100% di sicuro si troveranno nella zona dei controlli a distanza della Banca centrale», ha dichiarato il vice direttore del Dipartimento di controlli della Tsentrobank, Vladimir Chistjukhin, secondo cui il regolatore controllerà se queste banche «rispettano le regole stabilite dalla Banca centrale e  non traggono in inganno i propri clienti». Se il tasso efficiente supera il 100%, una banca fa utili da capogiro e, malgrado gli enormi rischi, può essere tratta in tentazione e aumentare a dismisura il volume dei crediti “cattivi”. Per spiegare ai potenziali debitori le peculiarità legate alle procedure di ottenimento e di rimborso di un credito, la Banca centrale sta elaborando una brochure che dovrà essere messa a disposizione dei potenziali clienti in tutti i punti di erogazione dei crediti. Si tratta di una specie di pro memoria che in termini semplici spiegherà alla clientela quali passi bisogna fare - come una valutazione della propria situazione finanziaria - prima di rivolgersi per un credito a una banca, .


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