Aumenta l’interesse degli istituti internazionali per il mercato a termine

Cresce la volatilità dei mercati russi - Appaiono nuovi prodotti bancari che permettono di ridurre i rischi legati agli investimenti in titoli russi - Negli ultimi tre anni  il volume dei derivati extraborsistici in Russia è cresciuto di sei volte

Le banche straniere sono interessate in hedging dei rischi del portafoglio dei titoli russi. In particolare la banca Credit Suisse ha lanciato una linea di derivati  per l’indice borsistico Rts. Inoltre, anche le banche Abn Amro e Dresdner Kleinwort intendono offrire alla propria clientela la possibilità di hedging dei rischi.
Credit Suisse ha concluso un accordo con Standard & Poor’s, l’agente esclusivo per il rilascio dei permessi per l’utilizzo degli indici Rts, sull’uso di questo indice borsistico come base per la costituzione dei derivati di indice extraborsistici. Grazie a questo accordo, Credit Suisse offrirà agli investitori che controllano dei pacchetti di titoli russi la possibilità di hedging dei propri portafogli e anche di svolgere le operazioni di compravendita dei panieri delle azioni delle società che costituiscono l’indice Rts.
ZEROTONDOCredit Suisse ha offerto alla propria clientela l’accesso all’indice Rts tramite una linea dei propri derivati che comprendono le opzioni standard (vanilla) e quelli esotici. «Il volume dei derivati  extraborsistici della Russia è aumentato nei tre anni passati di sei volte, raggiungendo la quota di parecchi miliardi di dollari e il mercato dei derivati  dell’indice Rts potrà occuparne una parte consistente», ha dichiarato al quotidiano Rbc un portavoce di Credit Suisse, secondo cui la crescita mensile dei volumi del giro d’affari per i nuovi strumenti finanziari potrà essere molto consistente.
Accordi analoghi sono stati siglati tra la S&P e le altre due banche europee che hanno ottenuto licenze per l’emissione dei derivativi dell’indice Rts (Abn Amro), mentre la Dresdner Kleinwort emetterà una serie di prodotti strutturati, che comprenderanno certificati e warrant.
L’interesse da parte dei maggiori istituti di credito internazionali nei confronti dei derivati dell’indice Rts è comparso sullo sfondo della crisi di liquidità che ha colpito il sistema finanziario globale. Di conseguenza, il mercato russo è diventato molto interessante soprattutto per quel che riguarda la possibilità della diversificazione delle strategie d’investimento. Inoltre, i derivati  dovranno permettere agli investitori stranieri che controllano certe attività russe di ottenere l’hedging dei rischi provenienti dalla volatilità dei mercati. Secondo gli analisti finanziari aumenta l’interesse degli investitori internazionali per le operazioni sui mercati russi. Gli investitori esigono degli strumenti moderni, in primo luogo dei prodotti strutturati sicuri e ad alto tasso di rendimento finanziario.
C’è chi sostiene, però, che in seguito alla crisi globale la volatilità dei mercati russi è aumentata costringendo gli investitori stranieri a chiedere maggiori garanzie. Non tutti gli investitori hanno la possibilità di ridurre i rischi tramite i futures sull’indice Rts, mentre le banche internazionali sono andate d’incontro alla propria clientela, lanciando degli strumenti finanziari nuovi.

 

Il fascino discreto di Russia e Messico

Intervista a Roberto LampiIng Im

 

Alberto Ronchetti “Il Sole 24 Ore”

 

La buona intonazione dei listini emergenti, al di là della volatilità di breve, è destinata a continuare. «La nostra visione a lungo termine sui mercati emergenti resta positiva, grazie ad alcuni consolidati trend secolari», spiega Roberto Lampi, gestore dell'azionario Emerging markets di Ing Investment Management. «Primo fra tutti – aggiunge – il miglioramento dei fondamentali macro, come le bilance dei pagamenti o i deficit di parte corrente, che hanno reso l'andamento di queste economie meno dipendente dai cambiamenti del ciclo nei Paesi sviluppati».

 

E gli altri elementi di fiducia quali sono?
Il loro mix demografico e l'ancora scarsa "bancarizzazione" delle economie. Il grosso della popolazione ha meno di 40 anni, e questo sostiene le nostre aspettative per una prosecuzione della crescita della domanda interna e degli investimenti infrastrutturali. Inoltre anche la bassa penetrazione dell'industria dei servizi finanziari negli emerging markets fa prevedere una crescita del settore sul lungo termine, anche per effetto degli investimenti domestici.

 

Ma non vedete rischi di bolle speculative?
Al momento no. Continuiamo a giudicare questa asset class complessivamente attraente, sia sotto il profilo valutativo che di rischio/rendimento. Le loro economie stanno crescendo a un ritmo maggiore dei Paesi industrializzati e i loro fondamentali macro sono generalmente solidi.

 

Quali sono, secondo voi, le Borse emergenti più interessanti?
In questo periodo abbiamo una visione decisamente positiva su Russia, Messico, Perù e Indonesia. La Russia, in particolare, ci piace per l'impatto del miglioramento dei conti pubblici, effetto dell'aumento del prezzo delle commodities, che vediamo in termini di maggiori investimenti infrastrutturali. Anche le previsioni sul Messico sono abbastanza positive, perché sta aumentando l'export verso i Paesi extra-Usa grazie alla competitività ottenuta attraverso la svalutazione del Peso messicano (fortemente indicizzato al dollaro statunitense). In più il Governo messicano sta promuovendo un importante programma di investimenti infrastrutturali, finanziato con risorse pubbliche e private.

 

Qual è la quota di emerging equity che voi consigliate in un portafoglio?
Dipende ovviamente dalla propensione al rischio del singolo, ma potremmo indicare una percentuale compresa fra il 10 e il 30 per cento. La nostra idea di fondo è che la crescita globale continuerà a essere guidata dai più importanti Paesi emergenti e che l'aumento di valore, in queste economie, sarà determinato dalle positive dinamiche di sviluppo della domanda interna.