Costo dell’inflazione galoppante per il settore bancario della Russia
La Banca centrale della Russia ha aumentato il tasso di rifinanziamento fino al 10,5% l’anno – Aumenta il costo del denaro – Diminuisce il numero dei depositi bancari – La clientela privata ha sempre meno motivi per portare i propri risparmi in banca
Fino ad ora il tasso di sconto non aveva subito aumenti da quasi 10 anni. Dal 1998, infatti, l’Istituto centrale l’ha gradualmente rivisto al ribasso dall’80% fino ad arrivare al 10% nel 2007. Ma gli elevati ritmi dell’inflazione hanno costretto la Banca centrale a cambiare la propria politica finanziaria, aumentando due volte il tasso di rifinanziamento dello 0,25 per cento: il 4 febbraio scorso dal 10% al 10,25% e in aprile fino al 10,5 per cento. In questo modo la Banca centrale ha inviato un chiaro messaggio agli istituti di credito, preannunciando una linea dura “Un surriscaldamento dell’economia russa è evidente, perciò l’aumento del tasso di rifinanziamento è stata una mossa prevedibile della Banca centrale, che le banche commerciali hanno accolto nella loro maggioranza abbastanza tranquillamente”, ha dichiarato il presidente dell’Associazione russa delle banche regionali e già vice Governatore della Banca centrale, Aleksandr Khandruev.
Molti operatori finanziari non concordano e pensano che una lotta all’inflazione di questo tipo rischia di danneggiare seriamente la situazione attuale e le prospettive di sviluppo di molte banche russe.
In una situazione decisamente più solida si trovano le sussidiarie degli istituti di credito internazionali, coma la Zao Banca Intesa e la Kmb Bank, tutte e due sussidiarie del gruppo Intesa-Sanpaolo. Molti istituti russi in attesa della mossa della Banca centrale hanno aumentato gli interessi e potrebbero farlo ancora nei prossimi mesi.
Secondo il rettore dell’Accademia economica della Russia, Serghej Guriev, le banche andranno oltre, aumentando anche gli interessi sui depositi: è uno dei pochi strumenti rimasti a loro disposizione per attirare fondi. Ma questa misura da sola non sarà di certo sufficiente per riempire le casse delle banche russe: i prezzi crescono a una velocità tale che nessun deposito è in grado di offrire interessi sufficienti per salvaguardare il denaro dall’inflazione. Di conseguenza, in Russia cresce il boom consumistico: si spende tutto quello che si riesce a guadagnare in beni di consumo durevoli, in automobili, in viaggi nei Paesi esotici. Vale a dire che il metodo scelto dalla Banca centrale per far fronte alla corsa dei prezzi, non fa che favorirla. “In realtà l’aumento del tasso di rifinanziamento rappresenta una mossa piuttosto simbolica, volta a far vedere che la Banca centrale è preoccupata dal problema dell’inflazione. Ma non si vedono misure realmente efficienti, in grado di frenare la corsa dei prezzi”, ha sottolineato Guriev.
Una situazione ancora più drammatica si sta creando in Ucraina dove il tasso d’inflazione è stato nei primi tre mesi dell’anno di circa il 10 per cento. La corsa dei prezzi minaccia di scatenare una nuova crisi politica in Ucraina dove continua il braccio di ferro tra il Governo e il Parlamento da una parte, e il presidente, Viktor Yuschenko, dall’altra. Di fronte a questa minaccia le banche ucraine hanno sospeso l’erogazione dei crediti per l’acquisto di alloggi.
Anche il Governo russo è stato costretto a rivedere ancora una volta al rialzo le previsioni sul tasso d’inflazione nel 2008, che è salito al 10,5 per cento. Gli analisti indipendenti dubitano della capacità del tandem Banca centrale-Governo di frenare la corsa dei prezzi e parlano ormai del 12 per cento d’inflazione a fine anno.
Per aiutare le imprese piccole e medie a far fronte al problema dell’inflazione, il Governo ha presentato alla Duma di Stato alcuni disegni di legge. È previsto il diritto delle Pmi di partecipare alla privatizzazione della proprietà pubblica in affitto alle Pmi. Inoltre, verrà abolito l’obbligo per le Pmi di pagare una tassa unica sul reddito figurativo. Infine, sarà semplificato il sistema di rendicontazione fiscale.
La Banca centrale russa si è trovata al centro di aspre critiche per lo scarso sostegno del settore bancario nel periodo della crisi finanziaria internazionale. L’Istituto centrale ha tenuto due aste per collocare gli eccessi dei fondi statali momentaneamente liberi sui conti presso le banche commerciali, ma in tutt’e due i casi la domanda è stata di gran lunga inferiore all’offerta. La bassa domanda di rubli è stata causata da due motivi principali. La lista delle banche che possono partecipare alle aste è molto corta ed è composta esclusivamente da grandi istituti. E gli istituti di credito di dimensioni medie e piccole, che realmente hanno bisogno di accedere a una fonte di denaro non hanno potuto partecipare alle aste. Un altro motivo che spiega lo scarso interesse delle banche è legato al fatto che l’Istituto centrale sta offrendo denaro a breve termine. E ciò attualmente non interessa a nessuno. Infatti, se la Banca centrale avesse offerto fondi per un periodo di 3-5 anni, gli istituti si sarebbero messi in coda per poter accedere alla fonte di finanziamenti.
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