I russi investono all’estero
Le operazioni di mergers & aquisitions attirano i capitali russi – Si prevede che alla fine dell’anno il volume di M&A con capitali russi raggiunga almeno i 30 miliardi di dollari – I settori che maggiormente attirano gli acquirenti dalla Russia sono la metallurgia, l’industria gaspetrolifera e quella delle costruzioni
Secondo le stime del Centro studi M&A Intelligence il volume delle operazioni finanziarie internazionali di fusioni e di acquisizioni con la partecipazione di capitali russi nei primi cinque mesi di quest’anno è stato di 11,4 miliardi di dollari, mentre alla fine del 2008 dovrebbe raggiungere quota 30 miliardi. I maggiori deal sono stati registrati nei settori metallurgico (6,2 miliardi di dollari), di oil & gas (2,2 miliardi) e nell’industria delle costruzioni (1,2 miliardi di dollari). Secondo gli analisti russi e internazionali nei prossimi mesi potrebbe aumentare l’interesse degli investitori russi nei confronti dell’industria metalmeccanica ad alto tasso di tecnologia, dell’industria chimica e delle società che operano nel settore dei servizi e nel terziario avanzato. Vale a dire che nel 2008 la struttura di investimento di capitali russi all’estero ha subito notevoli cambiamenti: nel 2007 il principale interesse per il business russo era legato alle società dell’industria mineraria (5,7 miliardi di dollari) e alla metallurgia (5,2 miliardi).
Continua ad aumentare il volume totale degli affari e crescono anche i costi medi delle società acquisite, che da 142 milioni di dollari nel 2005 sono saliti nel 2006 a 167 milioni per arrivare nel 2007 a 300 milioni di dollari.
Tra i Paesi che attirano maggiormente l’interesse degli operatori finanziari russi del settore di M&A al primo posto c’è il Canada: negli ultimi cinque anni i russi vi hanno acquisito attività per 6,7 miliardi di dollari. Al secondo posto si trova l’Ucraina con 6,1 miliardi. La prima troyka è chiusa dagli Stati Uniti, dove i russi hanno acquisito il controllo di società per 5,3 miliardi di dollari.
Stando alle previsioni della società finanziaria Advance Capital, alla fine del 2008 il volume delle operazioni di M&A nel mondo con partecipazione di capitali russi potrebbe raggiungere i 30 miliardi di dollari. Negli ultimi mesi nei settori come metallurgia, industria del petrolio e del gas e in quella delle costruzioni si è concentrata una notevole massa di denaro liquido e le società di questi settori più di altre sono interessate in acquisizioni all’estero. “In una situazione di instabilità finanziaria i principali acquisitori delle attività straniere non sono più le banche bensì società della Russia, del Medio Oriente e del Sud-Est asiatico”, ha dichiarato all’agenzia finanziaria Rbk l’analista capo della società finanziaria Russkij Investclub, Dmitrij Vavilov, secondo cui nel 2008-2009 potrebbe emergere l’interesse delle società russe verso le attività delle banche internazionali che saranno costrette a cedere per rimborsare i propri debiti.

Per quanto riguarda gli investimenti russi nel mondo, secondo il comitato per le statistiche della Russia Rosstat nel 2007 le società russe hanno investito 74,63 miliardi di dollari, ma alla fine dell’anno scorso la somma degli investimenti russi all’estero è stata di 32 miliardi di dollari. Ciò perché la parte principale degli investimenti russi sono a breve termine.
Attualmente l’Unione europea è il principale investitore nell’economia russa. I Paesi europei alla fine del 2006 hanno controllato fino all’80% degli investimenti esteri in Russia, ossia 150 miliardi di euro. Nonostante la resistenza delle autorità europee, anche gli investitori russi penetrano attivamente sui mercati europei: in Europa all’inizio del 2007 era presente il 78% degli investimenti russi all’estero, ovvero 20,2 miliardi di dollari.
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