Maxi piano di Putin per lo sviluppo  da qui al 2020 dell’economia russa

Secondo gli operatori economici il piano del premier è il migliore degli ultimi anni – Alla fine del secondo decennio del 21° secolo la Russia dovrà diventare una delle maggiori economie del mondo – Al centro del programma  le medie imprese, la base su cui si appoggiano le economie dei Paesi leader

Un programma di sviluppo economico della Russia fino al 2020 è stato presentato dal ministro dell’Economia, Elvira Nabiullina, che ha tracciato le quattro principali sfide di fronte alla Russia: «Non possiamo non rispondere a queste sfide se davvero vogliamo diventare uno dei leader dell’economia globale», ha dichiarato la Nabiullina.
La prima sfida è legata alla crescita della concorrenza globale, che ha colpito non soltanto i tradizionali mercati di prodotti e di servizi, di capitali e di mano d’opera, ma anche i sistemi di gestione a livello nazionale e regionale, di sostegno delle innovazioni e di sviluppo di potenziale umano.
La seconda sfida è legata all’imminente ondata di cambiamenti tecnologici, alla crescente importanza di progetti e di tecnologie innovative per lo sviluppo sociale ed economico, che svaluta molti tradizionali fattori di crescita.
Al terzo posto, secondo la c’è il ruolo crescente del capitale umano, come principale fattore di sviluppo economico, mentre al quarto si colloca un rapido esaurimento delle fonti di sviluppo, basato sull’esportazione in costante aumento di energia e di materie prime.
Partendo da questi quattro fattori, il Cremlino intende basare lo sviluppo economico del Paese sulla realizzazione di una serie di progetti innovativi, rafforzando anche l’orientamento sociale dell’economia nazionale. Solo così la Russia potrà diventare una potenza mondiale del 21° secolo, con  standard di vita piuttosto elevati, che occuperà i primi posti nella struttura della concorrenza economica globale, garantendo la sicurezza nazionale, i diritti costituzionali e le libertà democratiche dei propri cittadini. Di conseguenza, nel periodo 2015-2020 la Russia dovrà entrare nella lista dei primi cinque Paesi leader per volume del Prodotto interno lordo.
Il premier russo, Vladimir PutinLa realizzazione di questo ambizioso programma, la cui realizzazione richiederà tanta fatica, sarà suddivisa in alcune tappe fondamentali. In primo luogo, nel periodo tra il 2008 e il 2012 la Russia dovrà riuscire a consolidare i proprie vantaggi nei comparti strategici tra cui i trasporti, l’energia, la produzione e la trasformazione di materie prime e  risorse naturali. Parallelamente, il programma economico governativo prevede per questo periodo la costituzione delle basi indispensabili per indirizzare la Russia sulle vie innovative di sviluppo.
Durante la successiva tappa quinquennale (2012-2017), la Russia dovrà diventare un’economia capace di competere alla pari con altri Paesi sui mercati globali. Alla base di questa capacità dovranno trovarsi i principi di sviluppo innovativo, la diversificazione dell’economia nazionale e la valorizzazione del capitale umano. Sarà l’industria dell’ energia e dei combustibili a trascinare il Paese verso lo sviluppo.
Nel corso della terza tappa, la conclusiva, il Paese dovrà riuscire a consolidare i risultati raggiunti: per il 2020 una metà della popolazione della Russia dovrà corrispondere agli standard internazionali di classe media, il 40% delle società opereranno sulla base di principi innovativi, la produttività  crescerà rispetto alla situazione attuale di oltre quattro volte, mentre la speranza media di vita per gli uomini salirà dagli attuali 58 anni a 75.
Sarà un’impresa ardua: secondo la Nabiullina. attualmente la produttività di un operaio russo dell’industria aeronautica è di tre volte inferiore rispetto a un lavoratore dell’Unione europea o degli Stati Uniti. Un distacco più drammatico, di ben 33 volte, è stato registrato tra la produttività di un lavoratore dell’industria spaziale della Russia e uno degli Stati Uniti.
Durante la realizzazione del programma un’attenzione particolare sarà dedicata allo sviluppo dell’ambiente competitivo sui mercati interni, alla liberalizzazione del mercato fondiario e, infine, a un deciso miglioramento della qualità dell’istruzione pubblica e della medicina.
Molto importante – ha detto la Nabiullina – sarà riuscire a garantire alle regioni russe uno sviluppo equilibrato e sintonizzato. Attualmente la distribuzione del Prodotto interno lordo varia moltissimo da regione a regione, mentre due terzi della popolazione russa abita nelle regioni con una tasso di sviluppo medio-basso, e necessitano di una forte spinta per avviarsi verso uno sviluppo più intenso e un notevole aumento del tenore di vita della popolazione. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con la costituzione delle zone economiche speciali e dei cluster territoriale-industriali.
Il programma di sviluppo economico e sociale della Russia dovrà essere presentato per l’approvazione del governo nel periodo agosto-settembre e dovrà essere pronto nella sua versione definitiva per la fine del 2008. «Il programma fino al 2020 dovrà diventare un piano generale di sviluppo. Parallelamente il Cremlino sta varando una serie di programmi settoriali che dovranno diventare una sorta di mattoni da mettere alla base del Programma 2020», ha sottolineato la Nabiullina.
Secondo gli esperti economici, il programma richiede un perfezionamento, ma si ritiene che il Governo abbia presentato un documento molto affidabile. Secondo il presidente della Suprema scuola dell’economia il professore Evghenij Jasin, il programma-2020 rappresenta un “documento molto equilibrato ed intelligente, che fornisce alla Russia un modello di sviluppo per gli anni a venire».
Nello stesso tempo, molti operatori economici che hanno partecipato ai dibattiti pubblici sul Programma-2020 hanno chiesto all’esecutivo di enfatizzare il ruolo e l’importanza della classe media per lo sviluppo economico e sociale del Paese. E questo perché molti esperti russi temono che, nel caso la crisi finanziaria internazionale dovesse colpire anche la Russia, lo Stato tenderebbe ad aiutare in primo luogo le maggiori società statali o a partecipazione pubblica, lasciando da sole le società piccole e medie imprese. Secondo Jasin, le autorità economiche e finanziarie della Russia dedicano ancora troppa poca attenzione al sostegno delle piccole imprese. Ma la legislazione attualmente non favorisce la trasformazione delle piccole in medie imprese (perdono tutti i “privilegi” nel passaggio). “Il Governo deve trovare un sistema per appoggiare non soltanto le società piccole ma tutte le società che manifestano elevati ritmi di crescita”, ha dichiarato Jasin, secondo cui è molto importante creare un ambiente competitivo. Attualmente il 20% delle società russe opera in assenza totale di concorrenza e, di conseguenza, non sono per niente incentivate a introdurre  innovazione nella proprio attività.
Infine, gli esperti auspicano una drastica riduzione del peso fiscale sulle aziende: attualmente le Russia si trova al 116° posto nella classifica mondo riguardo al “comfort” del sistema tributario per le attività imprenditoriali.


Notiziario Csi sui materiali della tavola rotonda alla Camera sociale russa