Economia russa: un rallentamento ma momentaneo

Senza contare il caro petrolio,  l’economia russa comincia a segnare il passo – Vanno giù i ritmi di crescita in tutti i settori strategici, dall’industria all’edilizia, agli investimenti e ai redditi reali della popolazione – Aumentano invece i costi dei produttori

I dati sulla situazione economica della Russia nel mese di giugno sono i peggiori degli ultimi anni. Dal 2004 l’industria è cresciuta appena dello 0.9%, gli investimenti capitali sono scesi al livello  di tre anni fa, l’edilizia è calata del 5,2%. E il fatturato del commercio è ritornato alle quote registrate nel luglio 2006. Anche a livello governativo è stato ammesso che l’economia russa sta lanciando dei preoccupanti segnali di rallentamento. Secondo il ministero dell’Economia in giugno il Pil è cresciuto del 6,5% contro il 7,7%, registrato a maggio.
Per la prima volta da 10 anni gli analisti finanziari hanno collegato il rallentamento della crescita dell’industria al calo degli investimenti che, nella prima meta dell’anno, rispetto al corrispondente periodo del 2007,sono scesi di oltre il 30%, mentre l’industria ha rallentato i ritmi di crescita del 25 per cento.
Finora la dinamica della crescita degli investimenti aveva influenzato poco o niente l’andamento industriale del Paese, che disponeva di una sorta di vantaggio, dopo la svalutazione del rublo durante la crisi finanziaria nel 1998. Ma ora l’“effetto giunta” si è esaurito quasi completamente: il corso reale efficiente del rublo, le spese di produzione, i prezzi impazziti dell’energia hanno raggiunto (in valuta pregiata) i livelli precedenti al default. E in certi li hanno superati.
Vale a dire che l’industria russa non può più essere competitiva grazie ai costi molto bassi e deve aumentare gli investimenti per acquistare tecnologie e macchinari moderni. Il rallentamento degli investimenti incide direttamente sulla situazione generale dell’industria russa, che perde rapidamente la propria competitività, mentre i costi di produzione aumentano a passi di gigante. Su base annua, dal giugno 2007 al giugno 2008 i costi di produzione sono aumentati del 28,1% (nei 12 mesi del 2006-2007 del 12,7%). Negli ultimi tre mesi i costi crescono con un tasso medio mensile del 4-5%. Aumenta tutto: dall’energia, che segue il trend globale, ai metalli, alla produzione dell’industria manifatturiera.

La crescita del Pil russo nel 2004 - 2008

Sullo sfondo del rallentamento della crescita industriale russa le importazioni aumentano a un tasso stabile del 40% l’anno. I crescenti guadagni degli esportatori di idrocarburi vengono in gran parte incassati dal ministero delle Finanze che rimpingua il Fondo di riserva e quello del welfare nazionale. Mentre la produzione di greggio è diminuita dello 0,8%, dal 1° agosto il Governo ha introdotto la tassa sull’export di petrolio di 495,9 dollari per  tonnellata.

Anche l’inflazione galoppante influenza in negativo la situazione di molti settori dell’industria russa. La corsa dei prezzi colpisce duramente i ceti meno abbienti della popolazione russa, i principali consumatori di prodotti meno costosi (rispetto all’import) dell’industria russa, che ora sono costretti a ridurre la propria spesa quotidiana.
Secondo le stime del Centro studi indipendente per lo sviluppo di Mosca, alla fine dell’anno i ritmi della crescita industriale della Russia rischiano di fermarsi a quota 4-5%, per scendere quasi al punto della stagnazione del 3% nel 2009.
Il commercio cresce allo stesso ritmo dell’anno scorso, ma in giugno il trend è stata più basso dal luglio del 2006. Mentre i consumi dei prodotti non alimentari aumenta più o meno al ritmo registrato in precedenza, stanno invece diminuendo le spese per i generi alimentari: nei primi due trimestri le vendite al minuto di generi alimentari sono cresciute in media dello 0,7% e dell’1% al mese. Rallenta la crescita dei servizi: nella prima metà del 2008 è stata del 6% (contro il 7,8% del primo semestre dell’anno scorso), mentre in giugno il volume dei servizi pagati è aumentato soltanto del 3,2 per cento.
Nella sua espressione reale i redditi della popolazione crescono più lentamente del 30% rispetto a un anno fa, a causa di un’inflazione galoppante: il tasso registrato dal giugno 2007 al giugno 2008 è stato del 15,1%, contro l’8,5% nei 12 mesi del 2006-2007. Secondo molti esperti la popolazione russa ha raggiunto il limite dei consumi: nel gennaio-aprile del 2008 (l’ultimo dato disponibile) i crediti al consumo erogati alla popolazione sono aumentati del 3,1%, contro il 13,7% nei primi quattro mesi del 2007.
Desta molta preoccupazione la situazione nel settore edilizio: i volumi registrati nella prima meta del 2008 sono stati inferiori di 10 volte rispetto ai risultati dei primi sei mesi del 2007. Diminuiscono i crediti al settore delle costruzioni. In una situazione di crescente scarsità di risorse finanziarie gli istituti di credito scelgono i propri clienti con più attenzione e di certo le società del settore edilizio non sono tra le più favorite. In espressione della quantità di denaro erogato dalle banche i crediti sono rimasti più o meno allo stesso livello di prima, ma a differenza del 2006-2007 attualmente le banche preferiscono finanziare con la stessa somma 2-3 progetti e non 10 progetti come in precedenza. Diminuisce il numero delle banche che erogano crediti alle imprese edilizie: di conseguenza, il volume dei finanziamenti al settore è diminuito nella prima metà del 2008 del 30-40 per cento.
Secondo gli esperti, l’economia russa si trova attualmente a un punto cruciale: se il Governo dovesse riuscire a frenare la corsa dei prezzi, aumenterebbero i consumi e l’industria riceverebbe l’appoggio indispensabile. La situazione potrebbe migliorare alla fine dell’estate – inizio dell’autunno, dopo di che la crescita economica anche nel 2008 potrebbe raggiungere il 7,5 per cento.


Notiziario dai mercati Csi su dati Minecon e Tsentrobank  della Russia