Le previsioni aggiornate fino al 2011 della politica finanziaria russa
Nel 2009 la Russia dovrebbe riuscire a superare la crisi finanziaria - L’anno prossimo peggiorerà la congiuntura internazionale del commercio russo con l’estero - Invece di 156,4 miliardi di dollari le riserve internazionali della Banca centrale dovrebbero aumentare quest’anno di 70,9 miliardi - Nel 2008 il tasso d’inflazione non dovrebbe essere inferiore al 13% - Le previsioni della Banca centrale non sono troppo pessimistiche
La crisi finanziaria globale ha costretto la Banca centrale della Russia a rivedere le proprie previsioni sulla politica finanziaria per il 2009 e per il periodo fino al 2011. Secondo l’Istituto centrale russo nei prossimi tre anni il Paese dovrà combattere le conseguenze della crisi finanziaria internazionale. “Le condizioni esterne di sviluppo per l’economia russa continueranno a peggiorare”, hanno sottolineato gli esperti della Tsentrobank, secondo cui il prezzo del greggio dovrebbe continuare a scendere, mentre diminuirà anche l’afflusso in Russia di capitali dall’estero. Come conseguenza, la contrazione dei ritmi della produzione di prodotti e di servizi che è stata registrata in Russia nella seconda metà del 2008, potrebbe continuare anche nel 2009.
“La prevista diminuzione per il 2009 della domanda dei prodotti russi nei più importanti Paesi importatori, più una riduzione dei prezzi internazionali delle materie prime, sono fattori che rischiano di provocare in Russia un rallentamento dei ritmi di crescita e renderanno più difficile l’applicazione delle misure volte a frenare l’inflazione galoppante”, si legge nel documento della Banca centrale.
Mentre nel 2009 la Russia insieme ad altre economie dovrebbe riuscire a combattere le conseguenze più immediate della crisi globale, nel biennio 2010-2011 i ritmi della crescita dell’economia internazionale dovrebbe ricominciare a aumentare, ma i ritmi saranno inferiori a quelli registrati nei due anni precedenti la crisi (2006-2008).

Nella seconda metà del 2008 le Banche centrali dei maggiori Paesi industrialmente sviluppati hanno tagliato i tassi di sconto. La prevista proporzione tra i tassi di sconto in Russia e quelli dei Paesi stranieri dovrebbe permettere di conservare un certo afflusso di capitali esteri nell’economia russa. Nello stesso tempo, a causa della grande volatilità sulle piazze internazionali, resta piuttosto alto il pericolo di una fuga di capitali dalla Russia.
Secondo le previsioni della Tsentrobank, nel 2008 la fuga netta di capitali dal Paese, potrebbe arrivare a 20 miliardi di dollari (nel mese di settembre la fuga netta era stata di 800 milioni). Parallelamente sono state abbassate le previsioni riguardo all’aumento delle riserve internazionali (oro e valuta pregiata) della Banca centrale, che invece di 156,4 miliardi di dollari dovrebbero aumentare di 70,9 miliardi.
La revisione del tasso di crescita delle riserve internazionali rappresenta uno dei cambiamenti più significativi, che la Banca centrale ha apportato alle proprie previsioni di sviluppo economico e finanziario della Russia. A differenza delle stime precedenti, che valutavano l’entità delle riserve valutarie russe per la fine del 2009 a 654-778 miliardi di dollari, la Tsentrobank ritiene che le reali dimensioni delle riserve sia di 543-668 miliardi di dollari.
È stata rivista al rialzo la stima del tasso d’inflazione, che alla fine del 2008 dovrebbe raggiungere quota del 13 per cento. L’apprezzamento del dollaro - nel periodo settembre-ottobre la valuta americana ha guadagnato tre rubli - ha fatto diminuire il volume della massa monetaria in Russia che, secondo gli esperti della Tsentrobank, dovrebbe favorire un certo rallentamento della corsa dei prezzi.
Nei prossimi tre anni il tasso d’inflazione dovrebbe scendere al 7,0-8,5% (2009), al5,5%-7,0% (2010) e al 5,0-6,8% nel 2011.
Secondo molti analisti indipendenti l’aggiornamento delle previsioni finanziarie per la Russia riflette il trend globale e potrebbe non essere l’ultimo del 2008. Si sottolinea, però, che la revisione al ribasso dello sviluppo economico e finanziario del Paese non può essere chiamato “pessimistico”: al prezzo ipotetico del petrolio di 66 dollari al barile, la Banca centrale russa si aspetta una crescita del Prodotto interno lordo non inferiore al 5,7 per cento.
Infine, in base alle previsioni della Banca centrale il prezzo del petrolio del marchio Urals nel 2008 dovrebbe essere di 101,5 dollari al barile, mentre per il 2009 le previsioni variano da 66 dollari al barile a 115 dollari.
Notiziario dai mercati Csi su materiali della Tsentrobank
NB: Per avere il testo completo (gratuito, in russo, PDF) delle linee generali della politica finanziaria ed economica della Russia fino al 2011 i lettori interessati possono rivolgersi a notiziariocsi@mail.ru