Alt del Governo al piano di aiuti finanziari alle banche russe
L’esecutivo stanzierà per le misure anticrisi il 9,1% del Pil – Sarà annullato il programma di crediti alle banche – Diminuisce la fuga di capitali: nel 2009 l’uscita netta dalla Russia non dovrebbe superare gli 83 miliardi di dollari – Il Cremlino rilancia l’idea di costituire a Mosca un super centro finanziario internazionale.
Per finanziare il programma anticrisi, il Governo russo stanzierà nel 2009 3.664 miliardi di rubli, ovvero il 9,1% del Prodotto interno lordo del Paese. I dati aggiornati sono stati resi pubblici dal ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin. In un primo momento il premier, Vladimir Putin, aveva stimato il pacchetto di aiuti finanziari all’economia nazionale nel 12% del Pil. La riduzione degli aiuti finanziari potrebbe essere legata alla decisione del Governo e della Banca centrale di rivedere il programma di finanziamento degli istituti di credito.
Come ha dichiarato il primo vice governatore della Banca centrale della Russia, Aleksej Uljukaev, sarà molto difficile, impossibile quasi, che le banche ottengano i 3.000-4.000 miliardi di rubli che la Banca centrale era intenzionata a erogare nel 2009 per crediti al settore bancario. Secondo Uljukaev non c’è più la necessità di aumentare i crediti da parte della Banca centrale dal momento che ha ripreso a funzionare il meccanismo di offerta monetaria, legata a un sistema di acquisto da parte della Banca centrale dei redditi delle aziende in valuta pregiata.
“La Banca centrale ha rivisto il proprio programma di erogazione dei crediti al settore bancario, inizialmente stimato in 3.000-4.000 miliardi di rubli. Penso che la cifra sia pari o vicina allo zero”, ha dichiarato Uljukaev.
Nel periodo settembre-dicembre del 2008 la Banca centrale ha erogato crediti alle banche russe per la cifra record di 4.000 miliardi di rubli. Invece, nei primi tre mesi del 2009 la situazione sul mercato bancario russo è cambiata radicalmente: secondo le stime degli analisti della Banca centrale, per tutto l’anno la bilancia del conto capitale oscillerà vicino allo zero, mentre la riduzione della fuga di capitalei favorirà la ripresa del meccanismo dell’offerta monetaria, tramite il meccanismo di acquisto dei redditi valutari delle aziende.
Secondo le stime del ministero delle Finanze, nel 2009 la fuga netta di capitali dalla Russia non dovrebbe superare gli 83 miliardi di dollari, mentre la bilancia negativa delle operazioni correnti sarebbe pari a cinque miliardi. Si tratta di un netto miglioramento della situazione dopo il drammatico quarto trimestre del 2008, il periodo in cui dalla Russia sono usciti 139,1 miliardi di dollari, le riserve aurifere e valutarie (internazionali) del Paese hanno perso 131 miliardi con una bilancia positiva delle operazioni correnti di 8,1 miliardi di dollari.
Vale a dire che la Banca centrale deve riconsiderare tutti parametri fondamentali della propria politica creditizia nel 2009, con una stima del prezzo del greggio a 66 dollari al barile e una rispettiva riduzione delle riserve internazionali di soli quattro miliardi di dollari. Nello stesso tempo, se la cifra del credito netto al Governo dovesse essere ridotta di 550 miliardi di rubli, la Banca centrale riuscirebbe ad aumentare l’erogazione dei crediti alle banche soltanto di 800 miliardi di dollari.
Questo programma era valido con un bilancio pubblico in positivo, mentre un budget deficitario (per le cifre si può consultare l’Editoriale di questo numero) la Banca centrale sarà costretta a ritirare dal settore bancario la liquidità in eccesso tramite una riduzione dei volumi di rifinanziamento. Si prevede che verso la fine del 2009 il fabbisogno delle aste finanziarie senza cauzioni potrebbe diminuire di parecchie volte, a condizione che le previsioni del Governo sulla notevole riduzione della fuga di capitali sia giusta, si stabilizzi il prezzo del petrolio e il ministero delle Finanze riprenda a erogare liquidità dal budget ai destinatari nella prima metà del 2009. Vale a dire che i mezzi pubblici che arriveranno sui conti bancari delle società potrebbero in qualche modo sostituire le risorse proveniente dalle aste finanziarie della Banca centrale.
Nello stesso tempo, per il periodo della crisi, la Banca centrale non ha l’intenzione di abbassare la guardia sugli indicatori fondamentali, tra cui la sufficienza del capitale bancario e le riserve stanziate per le eventuali perdite provenienti dai crediti “cattivi”. Inoltre, la Banca centrale si aspetta che la maggior parte delle banche russe riesca nonostante tutto a concludere l’anno finanziario 2009 in positivo.
Per aumentare l’afflusso di capitali internazionali in Russia, il Governo di Mosca ha riesumato l’idea di costituire nella capitale russa uno dei maggiori centri finanziari, simili a New York, Londra, Tokio e Hong Kong. Inoltre. il Centro finanziario internazionale a Mosca dovrebbe rafforzare la fiducia degli investitori globali nei confronti dell’economia russa. Nonostante la crisi finanziaria già adesso Mosca rappresenta uno dei maggiori centri di concentrazione di capitali. Per Mosca passa l’80% di tutti i flussi finanziari della Russia, nella città si trovano le due maggiori Borse del Paese, Micex e Rts, mentre il budget annuale della metropoli supera i 1.300 miliardi di rubli, piazzandosi al secondo posto dopo il budget federale russo. Le spese legate alla costituzione di un centro finanziario internazionale a Mosca sono state stimate in 5.000 miliardi di rubli. Mentre le autorità federali dovranno assumersi l’impegno di creare un’adeguata infrastruttura finanziaria, che comprenda il processo di ammodernamento della base legale, la città di Mosca dovrà migliorare le infrastrutture, aumentando gli standard della rete stradale e della politica ambientale,ampliando la rete alberghiera, il perfezionando il funzionamento degli aeroporti e dei servizi comunali, ecc.
Da parte loro, il Governo e la Duma di Stato dovrebbero varare una serie di leggi tra cui quelle sulle Borse e sull’organizzazione delle contrattazioni, sull’ammissione dei titoli stranieri al collocamento e alla circolazione in Russia, sui titoli sui mutui, sulla costituzione di una corte speciale nella struttura delle corti arbitrali e, infine, sul clearing e sulle attività connessa al clearing.
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