Forum economico italo-russo a Mosca

Oltre 500 aziende, 900 imprenditori, 15 istituti bancari e 39 tra associazioni industriali ed Enti hanno partecipato alla Missione in Russia, organizzata da ICE, Abi e Confindustria. In vista del Forum economico italo-russo abbiamo chiesto a Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria e a Corrado Faissola, presidente dell’Abi, che cosa si aspettano dalla collaborazione con la Russia...

Intervista a Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria

Su quali linee si sviluppa la cooperazione tra la Confindustria e l’analoga struttura Russa, la RSPP?

Emma Marcegaglia (foto “Il Sole 24 Ore”Le relazioni tra la Confindustria e la RSPP risalgono ormai a molti anni addietro; siamo associazioni industriali rappresentative di due tra le più importanti e competitive economie del mondo. Le imprese dei nostri paesi vantano eccellenti rapporti economici e commerciali, e le nostre relazioni sono improntate a una proficua cooperazione. Già nel 2001 abbiamo siglato un accordo di collaborazione per avviare una più stabile interazione tra le nostre strutture. E proprio in occasione di questa missione imprenditoriale, organizzata con l’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), avremo l’occasione di rinnovare quell’accordo per rafforzare ulteriormente la sinergia tra le nostre due associazioni e promuovere la collaborazione tra i rispettivi sistemi industriali. Già dal nostro rientro in Italia, poi, sempre insieme alla RSPP, definiremo una serie di follow-up sia settoriali che territoriali per permettere alle imprese italiane, in particolare alle pmi, di massimizzare gli incontri realizzati durante la missione. È nostra comune intenzione creare, infatti, un canale preferenziale per le imprese italiane e russe che intendano stabilire solide partnership industriali o investire nei due paesi. Forti dell’esperienza e delle conoscenze che faremo nel corso di questa grande missione, continueremo a lavorare con determinazione insieme alle istituzioni dei nostri due Paesi per rafforzare le già eccellenti relazioni tra le nostre imprese.
Confindustria e RSPP fanno, inoltre, parte del G8 delle imprese, la struttura che rappresenta a livello internazionale le istanze del mondo dell’industria degli otto Paesi più industrializzati. Con il Presidente Shokhin e i Presidenti delle altre organizzazioni ci riuniremo tra poche settimane in Sardegna per il G8 Business Summit 2009, per elaborare una posizione unitaria sui temi di più importante attualità internazionale.

In che misura l’RSPP riesce ad accedere e a utilizzare le grandi esperienze accumulate dalla Confindustria per quanto riguarda il sostegno del business?

I rapporti bilaterali con le associazioni imprenditoriali dei Paesi esteri rappresentano per noi importanti momenti di confronto, perché consentono di analizzare reciprocamente le modalità operative delle rispettive organizzazioni.
Con la RSPP abbiamo avuto modo di dialogare, in diverse occasioni, soprattutto su come favorire e sviluppare le relazioni tra i nostri sistemi industriali. Credo però che le problematiche delle imprese italiane siano diverse da quelle russe proprio per la differenza che esiste tra i modelli industriali dei nostri due paesi. L’Italia vanta una straordinaria specializzazione nei settori che vengono definiti le “4A” (Arredamento, Abbigliamento, Automazione e Agroalimentare); la Russia, invece, si caratterizza principalmente per la produzione di materie prime, energetiche e non. Abbiamo, quindi, sistemi industriali perfettamente complementari: una maggiore integrazione non può che giovare a entrambi.
Come Confindustria crediamo molto nel sostegno all’internazionalizzazione e nel confronto con le nostre omologhe straniere. È questa una delle azioni attraverso cui sosteniamo la crescita e lo sviluppo del nostro sistema industriale.

Qual è la strategia adottata dalla Confindustria in Russia, dove, a causa della crisi finanziaria, sono state ridotte all’osso le esportazioni?

Il rischio che l’attuale crisi economica determini una contrazione dell’interscambio commerciale tra il nostro Paese e la Federazione Russa è certamente una prospettiva reale. Non per questo verranno incrinati gli eccellenti rapporti di collaborazione che esistono tra i nostri due Paesi o la volontà delle imprese italiane di rafforzarli ulteriormente. Basta guardare ai numeri della missione: circa 900 tra imprenditori, rappresentanti delle associazioni industriali e del sistema bancario, una partecipazione straordinaria per quella che è la più grande delegazione mai organizzata all’estero dal Sistema Italia.
Nelle giornate di lavoro in programma a Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Krasnodar e Novosibirsk, le imprese italiane avranno modo di visitare alcuni dei più importanti centri industriali della Federazione Russa; di approfondire la conoscenza dei più significativi piani di sviluppo industriale in settori quali quello delle infrastrutture, della meccanica, del turismo, dell’energia, della trasformazione e meccanizzazione agricola e, soprattutto, potranno incontrare, in migliaia di business meetings, imprenditori e uomini d’affari russi. Saranno proprio questi incontri di business, programmati in ciascuna città, a rappresentare il primo passo per stringere tra Italia e Russia una vera e duratura partnership strategica.

 

© 2009 “Italjanskij delovoj vestnik”

 

Intervista a Corrado Faissola, presidente dell’ABI

Qual è lo stato attuale e le prospettive di sviluppo delle relazioni tra l’ABI, l’Associazione della banche russe (ARB) e l’Associazione delle banche regionali (“Rossija”)?

Corrado Faissola (foto ABI)L’Abi dialoga costantemente con le Associazioni di categoria del settore bancario russo, alle quali è legata da un rapporto di stretta collaborazione, attraverso i tavoli di lavoro e il confronto periodico sui principali temi di attualità, sulle eventuali criticità e sulle reciproche opportunità di investimento e sviluppo. Nel 2004 abbiamo anche firmato un accordo di cooperazione con l’Associazione delle banche russe, per rafforzare lo scambio di informazioni, dati ed esperienze manageriali. Iniziative come questa e come la missione di sistema in Russia che ci vede in questi giorni impegnati al fianco di Istituzioni, Ice e Confindustria rappresentano una ulteriore testimonianza dell’impegno condiviso a consolidare il dialogo e la collaborazione reciproca. Proprio le relazioni e il confronto con le banche e le istituzioni finanziarie locali, infatti, sono la base per aprire nuove opportunità di crescita e di sviluppo in questo importante mercato, sia per il settore bancario che più in generale per le imprese e l’economia italiana.

Il pioniere della presenza italiana bancaria in Russia fu il gruppo Intesa. L’ABI come intende appoggiare lo sbarco degli istituti di credito italiani in questo Paese?

In Russia le banche italiane sono già “sbarcate” da tempo. I due principali gruppi bancari del Paese  possono contare, attraverso le loro sussidiare, su una rete complessiva che nel 2009 arriverà a 170 filiali sparse su tutto il territorio. Sette banche italiane sono presenti con sei uffici di rappresentanza e un ufficio di mandato, mentre due intermediari operano nel mercato locale attraverso le loro capogruppo estere. Cinque gruppi italiani, infine, hanno stipulato accordi di collaborazione con le principali banche russe per assistere reciprocamente la clientela e agevolarne l’ingresso nei rispettivi circuiti finanziari. Si tratta di una presenza importante che dimostra la sempre maggiore centralità della Russia nelle strategie e nelle rotte commerciali e finanziarie internazionali. E, tuttavia, l’attività delle nostre banche può crescere ancora, anche grazie al graduale superamento, quando il contesto macroeconomico e le esigenze di stabilità del settore lo consentiranno, degli ultimi ostacoli all’accesso e all’operatività delle banche straniere nel mercato locale. Questi e altri argomenti saranno al centro degli incontri istituzionali con l’Associazione delle Banche Russe, l’Associazione bancaria regionale, la Banca Centrale e i principali intermediari russi, che si svolgeranno nel corso della missione.

A quanto ammontano i finanziamenti del settore bancario italiano per le attività e gli investimenti sul mercato russo?

I finanziamenti in essere verso la Russia sono passati da 2 miliardi di dollari di stock a fine 2005 a 25 miliardi di dollari a settembre 2008, a ulteriore testimonianza dell’interesse delle banche italiane per le opportunità di collaborazione e di investimento offerte dal grande mercato russo. Per finanziare i progetti e le iniziative di business nel mercato locale, inoltre, il settore bancario italiano ha messo a disposizione delle imprese che vogliono operare in Russia un plafond di oltre 3,7 miliardi. Di questi, il 62% è già stato utilizzato, mentre il restante 38% è ancora disponibile per sostenere nuove attività imprenditoriali in quest’area.
Le risorse disponibili aprono ampie possibilità per futuri investimenti e nuove iniziative di business in un paese che negli ultimi anni è cresciuto a ritmo sostenuto, anche grazie a un settore bancario in rapida espansione e con alti tassi di rendimento.

 

© 2009 “Italjanskij delovoj vestnik”