MILANO • «Prezzi e margini in netta discesa in tutta Europa per la tecnologia domestica, con un'eccezione, i grandi elettrodomestici, gli unici ormai a garantire stabilmente e da anni guadagni sempre sicuri al riparo per ora da quella erosione dei listini che ha tagliato del 40% i prezzi dell'elettronica di consumo negli ultimi anni» .
Matilde Soregaroli, responsabile del settore del bianco di Gfk che oggi a Milano presenta i consuntivi dei mercati internazionali, fotografa così il momento del settore.
Più in specifico il quadro del mercato europeo, sia quello dei 10 paesi della Ue che quelli dell'Europa dell'est e della Russia mostra un andamento differenziato.
Secondo Gérard Hermet, membro del cda Gfk, nella Ue l'elevata saturazione porta al mercato una certa stabilità che si traduce in variazioni non elevate e che per il periodo luglio 2004 luglio 2005 si sono tradotte in una flessione in volume ma con recupero dell'1,1 in valore.
In totale, considerando l'intero mercato dei 10 paesi, le vendite di grandi elettrodomestici sono salite sopra i 27 miliardi di euro contro i 25 del 2003 ( anno molto buono per il bianco). Rispetto al 2003 l'ulteriore taglio delle vendite in Germania ( intorno al 5%) è stato compensato dai rialzi degli altri mercati europei.
I consumi in Russia sono aumentati del 21% in quantità e del 18% in valore. Nei Paesi dell'Europa dell'est ora chiamata centro Europa, si è verificata una flessione del 2% in quantità ma un rialzo del 5% in valore, segno che in questi paesi lo scontrino medio tende a salire. In Italia gli acquisti di grandi elettrodomestici dovrebbero assestarsi intorno ai 3,5 3,6 miliardi di euro con un calo rispetto al 2004 di circa l'1,5. Ben più consistente invece rispetto ad un anno particolarmente positivo, il 2003, quando le vendite totali avevano toccato i 3,8 miliardi di euro.
La presenza ormai omogenea di Gfk, la prima società di rilevazione dei mercati dei beni durevoli a livello mondiale, ha finalmente consentito di elaborare un quadro macroeuropeo degli acquisti delle famiglie. « Se consideriamo il prezzo medio dei grandi elettrodomestici notiamo come le differenze tra le aree europee tendono ad omogeneizzarsi nel tempo. Dal 2001 i prezzi dell'intero comparto dei beni durevoli sotto i colpi di importazioni sempre più massicce di pc, tv, audio, piccoli elettrodomestici e cellulari dalla Cina a prezzi molto bassi e di operazioni di sottocosto delle catene, è sceso del 26%, con un record negativo dell'elettronica di consumo a 43%, seguita dal settore foto digitale a 37% e dall'It a 30%.
«Con una leggera flessione del 2% — sottolinea Matilde Soregaroli — l'industria dei grandi elettrodomestici è riuscita a contenere per ora le conseguenze della crisi dei mercati e della competizione sempre più aspra tra i grandi gruppi europei della distribuzione, proiettati anche a Est» .
Il primo quadro macro europeo dei prezzi dei beni durevoli segmentato sui diversi apparecchi fornisce indicazioni molto interessanti per le aziende poiché non sempre le differenze sono dettate dalle diverse disponibilità economiche. E il merito delle rilevazioni Gfk ormai più che ventennali, è proprio questo seguire le aziende nelle loro strategie di espansione sin dall'inizio, fornendo il know how più importante, la conoscenza dei mercati.
Nella Ue il prezzo medio della lavatrice è di poco superiore ai 440 euro, con punte di quasi 500 euro in Germania e con Italia e Portogallo agli ultimi posti con una media di 360 370 euro. Per il frigorifero contro una media europea di 424 euro, l'acquisto più caro è quello delle famiglie spagnole ( 487 euro), mentre in Germania si trovano i prezzi più bassi, intorno ai 360 euro.
«In questo caso — spiega ancora Soregaroli contano le preferenze dei tedeschi che tradizionalmente suddividono la spesa tra un capace freezer e un frigorifero ad una porta».
Per quanto riguarda la Russia, dove i coreani a colpi di offerte e pubblicità martellante hanno il 20% del mercato, il prezzo medio della lavatrice è sceso a 355 euro. In centro Europa è poco sotto i 300 euro. Il frigorifero che in Russia è fondamentale dovendo conservare nei lunghi rigidissimi inverni provviste consistenti, ha un prezzo medio di 422 euro di pochissimo inferiore a quello europeo ( Ue) di 424.
Paola Guidi