Intesa Sanpaolo lancia l'Ipo Fideuram
Entro fine mese il dossier al consiglio di gestione della banca- Il 12 cdg su temi ordinari - Accanto all'advisor Leonardo, gara tra global coordinator: Citigroup, Morgan, Merrill - L'impatto sui ratios e l'attesa delle Fondazioni sulla cedola.
Alessandro Graziani
MILANO
Intesa Sanpaolo stringe i tempi per la quotazione in Borsa di Banca Fideuram. L'operazione Ipo, stando alle indiscrezioni, sarà realizzata entro giugno ma non dovrebbe approdare all'esame del consiglio di gestione già martedì prossimo, 12 gennaio (riunione definita di ordinaria amministazione). Più probabile, dati i tempi stretti e l'assenza di alcuni consulenti per le vacanze di fine anno, che la discussione slitti al consiglio successivo che, probabilmente, si terrà a fine mese. È possibile però che già nella prima riunione dell'anno, che avverrà contestualmente a quella del consiglio di sorveglianza presieduto da Giovanni Bazoli, l'amministratore delegato Corrado Passera riesca a dare una prima informativa sul progetto di quotazione di Fideuram.
Probabilmente, avviando la selezione delle banche d'affari cui sarà affidata la guida del collocamento in Borsa. Si fanno i nomi di Citigroup, Merrill Lynch e Morgan Stanley, mentre potrebbe non essere della partita Goldman Sachs (controparte nella recente trattativa per la vendita della banca depositaria). All'operazione stanno lavorando da tempo, in qualità di advisor, la Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti e Banca Imi, che probabilmente avrà un ruolo anche in fase di collocamento.
L'approdo in consiglio del dossier segnerà l'avvio dell'iter di quotazione, anche se la tempistica – sempre stando a indiscrezioni non confermate – sarà decisa in un secondo momento. L'orientamento è comunque quello di accorciare i tempi e di arrivare a una approvazione definitiva del progetto entro la metà di marzo, quando si riunirà il cda di Intesa Sanpaolo per l'approvazione del bilancio 2009. E anche per la quotazione di Banca Fideuram, potrebbero dunque essere presi come parametro di riferimento i dati di fine 2009.
Fino a qualche settimana fa, il destino di Banca Fideuram pareva intrecciarsi con quello di Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli. Ma dopo una prima trattativa, la distanza sulle valutazioni delle due parti (e il fuoco di sbarramento mediatico sulla diversificazione della holding che controlla la Fiat), hanno fatto tramontare il negoziato. C'è chi sostiene che, nei prossimi mesi, Exor potrebbe rientrare in gioco rilevando una quota del 20% della Fideuram quotata. Ma per il momento non risultano nuovi contatti con Intesa Sanpaolo e l'ipotesi resta dunque un boatos che circola tra le banche d'affari che tentano di infilarsi nel deal Fideuram.
Per Intesa Sanpaolo, la quotazione di Banca Fideuram è uno dei pilastri su cui si poggiava il piano di ripatrimonializzazione del gruppo, come alternativa alla sottoscrizione dei Tremonti-Bond. Al pari di UniCredit, lo scorso 29 settembre Intesa Sanpaolo decise di non fare ricorso agli aiuti di Stato. UniCredit (si veda l'articolo qui sotto) si è orientato verso un aumento di capitale da 4 miliardi. Intesa Sanpaolo aveva preannunciato il miglioramento del Core Tier 1 attraverso una serie di cessioni di attività non strategiche: la banca depositaria, poi effettivamente già ceduta a fine dicembre a State Street per 1,75 miliardi (generando 37 basis points di Core Tier 1, salito così oltre l'8% sulla base dei dati pro-forma al 30 settembre 2009).
L'altro pilastro del piano di rafforzamento patrimoniale poggia proprio sull'Ipo di Fideuram, che Intesa Sanpaolo intende realizzare entro il prossimo mese di giugno ma che sarà certamente approvato ben prima, ovvero entro il consiglio che approverà il bilancio.
L'ulteriore spinta verso in alto del Core Tier 1 faciliterà, anche nei confronti delle autorità di Vigilanza, il mantenimento delle promesse sul ritorno alla distribuzione del dividendo agli azionisti. L'assegnazione della cedola è particolarmente attesa dalle Fondazioni che, dopo un anno di digiuno, contano sul dividendo di Intesa per mantenere elevate le erogazioni.