Gli elicotteri russi si riaffacciano sul mercato estero
Cresce anche la domanda di Gazprom per l'offshore
Sergio A. Rossi
MOSCA
Il "Cacciatore notturno" ha sorpreso e battuto lo "Squalo nero". Ma non è una scena del Signore degli Anelli o qualcosa di simile, bensì l'ormai annunciata vittoria del nuovo modello Mi-128H (Nochnoj Okhotnik) dell'industria moscovita Mil sul Ka-50 (Cjornaja Akula) della Kamov nell'aggiudicarsi l'ambita commessa del ministero della Difesa russo per il futuro elicottero da combattimento che adotterà l'ex Armata Rossa in quantità finora imprecisata di «varie decine». La Kamov avrà comunque un premio di consolazione, fornendo 12 elicotteri Ka-52 Alligator alle unità speciali dell'esercito.
Consolidamento in atto
Questo è solo un segnale che la produzione russa di elicotteri, dopo anni di crisi, ha cominciato a riprendersi: nel 2006 la quantità prodotta è aumentata di almeno il 16%, mentre il fatturato è cresciuto del 26,1%, a 880 milioni di dollari, anche se occorre ricordare come l'anno scorso il rublo si sia rivalutato sulla divisa americana di almeno il 10 per cento. Con tutto ciò, nelle previsioni per il 2007, l'industria elicotteristica nazionale, che fa capo al gruppo Oboronprom - riunisce ormai una decina dei principali produttori di macchine e componentistica -, supererà i 150 velivoli e il miliardo di dollari. Lo ha confermato a fine giugno Denis Manturov, direttore generale di Rosvertol, che l'anno scorso ha raggiunto il secondo posto in Russia, con un fatturato di quasi 227 milioni di dollari, subito dopo gli stabilimenti di Kazan (257 milioni).
In realtà, oggi, la produzione russa di elicotteri è soprattutto militare, e fino all'80% va all'esportazione: nel 2006, 18 elicotteri di vari tipi (dal Mi 17B-5 al Mi-35) sono stati venduti al Venezuela, per un valore di 230 milioni di dollari, mentre la Cina ha ricevuto 12 Mi-171 in versione civile, e ne dovrà ricevere altrettanti, mentre elicotteri russi sono andati ad altri Paesi come Ciad, Sudan e Messico.
Tuttavia, siamo lontani dai tempi sovietici, quando gli elicotteri russi coprivano circa il 30% del mercato mondiale, soprattutto in campo militare: nei prossimi cinque anni, secondo le stime dell'agenzia specializzata americana Forecast International, i modelli della Mil non riusciranno ad arrivare a più del 5% del mercato, contro il 25,7% dell'Eurocopter, il 13,8% della Bell, il 12,6% di Sikorsky e tra il 9 e l'11% di AgustaWestland.
La concorrenza sarà particolarmente agguerrita perché il mercato è in forte espansione (tra il 20 e il 50% negli ultimi due anni), soprattutto in America, Asia ed Europa, dove la parte del leone verrà fatta proprio dagli elicotteri militari. Da una produzione mondiale nel 2007 di meno di 600 macchine (dati Rolls Royce), si arriverà a 900 nel 2009 e oltre mille nel 2011.
Macchine civili
Anche la produzione di elicotteri civili, soprattutto nelle versioni antincendio, per emergenze e multiruolo, crescerà da circa 500 a 800 macchine l'anno tra il 2007 e il 2011. Se nel 2004 si sono venduti nel mondo elicotteri per 4,7 miliardi di dollari, di cui oltre 2,8 miliardi nel settore militare, da qui al 2015 gli esperti britannici della Rolls Royce, che produce motori a turbina, prevedono una produzione di 10.915 elicotteri, per un valore di almeno 95 miliardi di dollari, di cui 8,9 miliardi di soli motori.
Obiettivi ambiziosi
Così i russi di Oboronprom, che dovrebbe completare il riassetto societario entro il 2008, progettano una riscossa con l'obiettivo ambizioso di ritornare a circa il 15% del mercato mondiale nei prossimi 5-10 anni.
Gli ostacoli principali però sono sia di carattere finanziario, sia legati al fatto che negli anni passati i quadri specializzati si sono ridotti fino al 10% e i tempi medi di progettazione e produzione dei nuovi modelli sono rimasti sui 9-10 anni, mentre le più moderne industrie occidentali li hanno ridotti a 4-5 anni. Una delle vie da percorrere è dunque quella della cooperazione e coproduzione internazionale, sia con Eurocopter che con AgustaWestland, in particolare per il modello civile AW-139 (vedi articolo a lato).
Oggi, su un parco registrato di oltre 2mila elicotteri civili russi, con un'età media di usura sui vent'anni, solo 850-900 macchine sono davvero operative, mentre i fabbisogni delle grandi compagnie petrolifere e di Gazprom per le piattaforme offshore e altri usi, stanno crescendo.
Gazprom sta trattando con Eurocopter per una fornitura di 100 milioni di dollari dell'EC225 da usare per il grande giacimento artico di Shtokman e spesso rimane più semplice e conveniente comprare o prendere in leasing elicotteri europei al posto di quelli russi.