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| Intesa Sanpaolo, profitti record |
21 nov 07 |
| L’ad Corrado Passera: costi stabili, rischi bassi - Cedola straordinaria anche nel 2008, no ad acquisizioni importanti ma shopping mirato e di piccola taglia |
Laura Galvagni MILANO Sono «risultati forti». Lo dichiara Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo a commento dei nove mesi di Ca' de Sass. E infatti è record di utile. Tra gennaio e settembre, complici le plusvalenze da cessioni – come i 3,77 miliardi derivanti dalle vendite di Cariparma, FriulAdria e di 202 sportelli a Crédit Agricole – l'istituto ha conseguito 6,85 miliardi di profitti netti. Senza le partite straordinarie l'utile sarebbe comunque cresciuto del 3,7% a 3,760 miliardi. Conseguenza di una «solidità di sistema garantita da ricavi in aumento, costi stabili e rischi bassi», come ha precisato lo stesso Passera. Per questo, la previsione complessiva è positiva, anche in relazione a ulteriori redditi straordinari, tra cui i 280 milioni legati alla cessione di Biverbanca, che verranno registrati nell'ultimo trimestre. Alla luce di ciò, il consigliere delegato ha confermato la distribuzione di un dividendo straordinario, circa 2 miliardi, analogo a quello deliberato nel 2007, e un possibile incremento, seppur modesto, del «dividendo ordinario» previsto a circa 2,8 miliardi. Decisione, quella sulla cedola, legata anche al fatto che la banca «non intende impegnarsi in grosse acquisizioni» e che la partita Banca delle Marche «interessa ma al giusto prezzo». Proprio ieri il cda di Banca delle Marche ha affidato alle fondazioni azioniste, che oggi si riuniranno, l'ultima parola sul vincitore. Passera, in ogni caso, mira anche all'estero: «Fuori Italia stiamo guardando in Europa centrale e orientale e nel Mediterraneo, a banche molto piccole che potrebbero essere privatizzate nel prossimo futuro». Si tratterà di target poco rilevanti, d'altra parte la maxi operazione è già stata fatta e, come sottolineato dallo stesso consigliere delegato, sta procedendo più veloce del previsto. Basti pensare che la fusione tra Imi-Caboto è già operativa. Nonostante ciò, la Borsa ha reagito penalizzando le azioni che hanno chiuso in discesa dell'1,7% a 5,2 euro. Il titolo ha pagato lo scostamento degli utili del terzo trimestre rispetto alle attese del mercato. Intesa ha registrato 1.496 milioni di profitti contro la soglia di 1,5 miliardi fissata dagli analisti. In realtà, molte banche d'affari non avevano valutato che già nel terzo trimestre sarebbero stati inseriti in conto economico gli oneri di integrazione connessi alla fusione con Sanpaolo. Motivo per cui, già ieri in serata Ubs, precisando che «i cambiamenti nel perimetro hanno creato confusione e volatilità sul titolo», ha confermato il target price a 6,4 euro e la raccomandazione buy. Intanto, Ca' de Sass ha annunciato anche la costituzione di una società di investimento immobiliare quotata (Siiq), per la gestione di un portafoglio immobiliare non strategico, che verrà conferito entro fine anno, del valore di circa 1 miliardo. Quanto al dettaglio dei dati, i proventi operativi netti nei nove mesi sono ammontati a 13,72 miliardi (+5,5%), con interessi netti per 7,27 miliardi (+11,1%). Le commissioni nette hanno segnato invece una flessione del 2,3% a 4,6 miliardi per l'allineamento delle condizioni alla clientela a quelle migliori praticate in precedenza dalla due banche e per il minor ricorso al collocamento di prodotti con elevati commissioni iniziali. Il risultato dell'attività di negoziazione è stato di 1,07 miliardi, in discesa dell'8,1% rispetto all'anno precedente, complice anche la tensione sui mercati. Intesa Sanpaolo ha quindi precisato che l'esposizione verso i subprime è costituita da un nozionale di 11 milioni, dopo svalutazioni per 54 milioni. Il risultato della gestione assicurativa (gruppo Eurizon) è stato di 356 milioni (+25%). Sotto controllo i costi considerato che gli oneri operativi normalizzati (6,922 miliardi) sono risultati stabili rispetto all'anno precedente nonostante gli investimenti per la crescita. Il risultato della gestione operativa è ammontato a 7,05 miliardi (+15,8%), con un miglioramento del cost/income ratio normalizzato che è sceso di 3,8 punti percentuali al 51%. Solida, la posizione patrimoniale e quella di rischio grazie a un core Tier 1 del 7,3% e a un rapporto tra sofferenze nette e crediti dello 0,9%. Infine, in merito alle tre divisioni, la Banca dei Territori ha conseguito oltre 150.000 nuovi clienti netti e proventi operativi per 8.496 milioni (+6.8%), il Corporate proventi operativi 2.126 milioni (+2,5%) con un cost/income in discesa di due punti al 30%. Le banche estere hanno invece registrato proventi operativi in aumento del 22% a 1.402 milioni, il 10% dei proventi di gruppo.
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