Lo Stato russo liberalizza l’impresa
Il Governo prevede di ridurre il numero dei controlli e delle revisioni delle società private - Saranno abolite le licenze con termine di scadenza – La liberalizzazione non dovrà danneggiare gli interessi dei consumatori – Alla base dei provvedimenti c’è la lotta alla corruzione – Gli aiuti supplementari statali alle piccole e medie imprese russe arriveranno nel 2010 alla cifra di 13 miliardi di dollari.
La Russia sta per diminuire il peso delle pressioni amministrative sull’impresa, mentre le licenze operative per le attività imprenditoriali potranno essere rilasciate senza un termine di scadenza.
Inoltre, il Governo intende aumentare gli aiuti finanziari supplementari alle imprese piccole e medie, mentre sarà ulteriormente esteso il periodo di agevolazioni per la privatizzazione degli immobili attualmente affittati da parte delle imprese dallo Stato e dalle autorità municipali.
Lo ha dichiarato il primo ministro russo, Vladimir Putin, che ha presieduto il Forum economico sulle innovazioni nel settore delle aziende piccole e medie.
Le promesse di Putin sono però arrivate parecchio tempo dopo il monito lanciato dal presidente Dmitrij Medvedev, che aveva ordinato alle autorità di smettere di trasformare “il mondo degli affari della Russia in un incubo”. Medvedev aveva sostenuto che il principale problema, da cui deriva il costo di parecchie risorse alle società e alle aziende, è costituito dagli improvvisi controlli fatti nelle imprese da ministeri, enti statali e ispettorati di vario tipo con impliciti obiettivi di corruzione.
Da tempo gli imprenditori russi e stranieri si aspettavano passi concreti da parte del Cremlino ed ecco Putin annunciare che lo Stato ridurrà i poteri dei servizi federali che controllano le attività del business.
Parallelamente a questo processo di liberalizzazione, lo Stato aumenterà la responsabilità dell’impresa per quanto riguarda la violazione dei diritti dei consumatori, come ha sottolineato Putin: “Cambieremo in maniera radicale l’ideologia e la procedura di funzionamento dei servizi di controllo statale, ridurremo i poteri eccessivi degli organismi dello Stato, elimineremo tutte le possibilità di abuso di potere e corruzione”, ha detto il premier russo.
Il compito più importante in questo momento è far capire ai burocrati e ai dipendenti pubblici di tutti i livelli che la liberalizzazione dell’impresa in Russia non è una campagna sporadica e passeggera, legata alla crisi finanziaria globale, bensì il cuore della politica dello Stato nei confronti delle imprese. Ma l’abolizione dei controlli eccessivi non dovrà danneggiare gli interessi dei consumatori di prodotti e servizi. Il problema è che finora i controlli non garantiscono sicurezza al consumatore, ma rappresentano una fonte inesauribile di denaro per i funzionari pubblici corrotti. Anzi, i controlli che in realtà non controllano niente, ma permettono alle imprese di non rispettare leggi e norme in cambio di una tangente, rappresentano una diretta minaccia per il consumatore, come è successo durante l’incendio del night “Cavallo zoppo” di Perm. I vigili del fuoco hanno controllato più volte il locale senza rilevare alcun problema. In realtà, dal punto di vista della sicurezza il night aveva numerosi problemi: il rogo è costato la vita a molte decine di persone, morte intossicate dal gas sprigionato dai pannelli di plastica.
Per questo motivo le nuove procedure di controlli e di ispezioni avranno l’obiettivo di individuare e eliminare i pericoli e le minacce reali per l’incolumità delle persone e dell’ambiente naturale. Simultaneamente, sarà aumentata di parecchio la responsabilità amministrativa e finanziaria per la violazione dei diritti dei consumatori, per la produzione di prodotti e di servizi pericolosi per la salute, per la vita umana, per l’ecologia.
“L’abolizione dei controlli eccessivi non dovrà danneggiare gli interessi dei consumatori, dobbiamo far sì che l’impresa sia responsabile al 100% dei risultati del proprio lavoro e non si copra con certificati e permessi comprati funzionari corrotti”, ha sottolineato il primo ministro della Russia.
Per la prima volta la Russia sta pensando di introdurre licenze operative senza la scadenza. Dopo aver analizzato i meccanismi vigenti di certificazione, il Governo è arrivato a concludere che non sia necessario obbligare le società e le imprese a affrontare la tortuosa procedura per rinnovare la licenza ogni cinque anni.
Ma l’introduzione delle licenze senza scadenza non è l’unica novità su cui sta lavorando il Governo russo. Infatti, saranno ridotti i tempi per la concessione delle licenze, che potranno essere richieste via Internet riducendo drasticamente ogni rischio di corruzione. Inoltre, sarà ridotto il numero dei prodotti e dei servizi per la cui produzione saranno necessari appositi certificati statali, mentre sarà notevolmente ampliata la lista delle attività che potranno essere avviate dopo una semplice notifica agli organismi statali.
In primo luogo questi provvedimenti favoriranno la situazione degli imprenditori che intendono offrire ai consumatori prodotti e servizi innovativi.
Sul piano pratico, gli aiuti finanziari supplementari che lo Stato indirizzerà alle Pmi nel 2010 raggiungeranno la cifra di 13 miliardi di rubli (450 milioni di dollari circa). La legge finanziaria russa ne aveva stanziati inizialmente 10 miliardi di rubli. Gli aiuti supplementari saranno erogati dal Fondo statale anticrisi. Dei 13 miliardi di dollari di aiuti supplementari, tre miliardi di rubli saranno destinati alle aziende innovative piccole e medie.
Altri due miliardi di dollari saranno erogati direttamente alle società piccole e medie che riescono ad esportare prodotti altamente tecnologici.
Per coinvolgere le Pmi a partecipare alla riforma – in corso in questo periodo – dei servizi comunali, lo Stato intende distribuire ordinativi per cinque miliardi di rubli.
Infine, lo Stato ha deciso di estendere come minimo per altri tre anni il periodo in cui le società potranno acquistare e privatizzare su base privilegiata gli immobili affittati dallo Stato o dai municipi. È previsto che la vendita degli immobili ai privati sia esente da Iva.
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