L’adesione della Russia all’Organizzazione mondiale del commercio è stata rinviata al 2007. «In teoria la Russia potrebbe accelerare le trattative per poter entrare nella Wto entro la fine del 2006. Ma c’è il rischio che ci troveremo impantanati in alcuni problemi e allora tutto slitterà al 2007», ha dichiarato a Seoul il ministro dell’Economia Gherman Gref.
Finora la Russia è riuscita a concludere accordi sull’adesione con 51 Paesi dei 58 membri del Wto. Malgrado il contenzioso sul problema delle isole Kurili, annesse all’Unione Sovietica dal Giappone, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, anche Tokio ha dato a Mosca un suo nullaosta. In cambio di ciò la Russia si è impegnata a costruire un oleodotto dalla Siberia alle coste del Pacifico, da utilizzare per rifornire il Giappone di greggio russo.
Restano però ancora sette Paesi (Usa, Canada, Australia, Malesia, Filippine, Svizzera e Uruguay) con i quali nel 2006 la Russia dovrà proseguire una delicata trattativa.
L’insieme di rivendicazioni, avanzate da questi Paesi, rischia di far rallentare il processo negoziale. Gli Stati Uniti insistono tra l’altro sull’abolizione dei proibitivi dazi doganali relativi all’import in Russia degli aerei di linea. Washington inoltre ha chiesto al Cremlino di stroncare la pirateria dilagante (software, audio e video), che ogni anno arreca danni miliardari ai colossi americani (vedi Microsoft), alle case discografiche ed agli studi cinematografici di Hollywood. La Casa Bianca ha poi vincolato l’adesione della Russia al Wto all’abolizione dell’emendamento discriminatorio Jackson-Vanik del 1974, relativo alla libertà di emigrare dall’ormai inesistente Unione Sovietica, ma che di fatto vincola lo sviluppo degli interscambi commerciali tra gli Usa e la Russia. Dei 130 miliardi di dollari in prodotti e servizi che gli Stati Uniti ogni mese importano da tutto il mondo, la quota della Russia è di poco superiore allo 0,5 per cento.
Si prospettano dei colloqui altrettanto difficili con la Svizzera, che ha fatto intendere a chiare lettere: prima di aderire al Wto la Russia deve aprire il proprio mercato bancario alle filiali degli istituti esteri, che attualmente possono lavorare in Russia soltanto tramite proprie sussidiarie. Il Cremlino teme che l’apertura di questo settore, così come quello delle assicurazioni, possa vibrare un colpo letale alla maggior parte degli istituti di credito russi ed a molte società di assicurative. Di questa opinione è il responsabile del Dipartimento Federale dell’Economia elvetico Joseph Deiss che ha dichiarato, durante una recente visita a Mosca, «per poter entrare nella Wto la Russia deve assolutamente liberalizzare il settore bancario».
Inoltre Canada ed altri Paesi, sostengono che il Cremlino debba abbassare drasticamente il tasso di sostegno finanziario statale al settore agricolo. Al centro dei prossimi colloqui si troveranno inoltre i prezzi interni “politici” (al 35% del prezzo export), che i consumatori russi pagano per il gas naturale. Un altro tema, molto delicato, è legato alla tutela in Russia della proprietà intellettuale. La vigente legislazione doganale è molto criticata e, gli operatori economici internazionali, lamentano l’imprevedibilità del potere legislativo russo che cambia in maniera arbitraria leggi e le normative. Non a caso il capo del Wto, Pascal Lamy, ha dichiarato che i colloqui con la Russia continueranno a pieno ritmo anche nel 2006, ma non ha voluto neanche ipotizzare l’anno in cui il Paese potrebbe diventare un membro del Wto a pieno titolo.
Va ricordato che, il processo negoziale tra Russia e la Wto, cominciò nell’ormai lontano 1997, mentre la trattativa sull’adesione tra l’Organizzazione mondiale del commercio e l’Arabia Saudita, un Paese decisamente meno esposto rispetto alla Russia, era durata per oltre 12 anni.
Secondo il direttore dell’Agenzia governativa russa per i colloqui con il Wto, Alexej Portanskij, «nella migliore delle ipotesi la Russia sarà pronta per entrare nel Wto all’inizio del 2007». Ma la posta in gioco è molto alta: attualmente all’interno del Wto è in corso una trattativa multilaterale sulle regole generali del commercio internazionale. Qualora la Russia non dovesse riuscire ad aderire all’Organizzazione mondiale del commercio entro la fine di questa trattativa, la situazione per l’ingresso potrebbe diventare ancora più difficile e bisognerebbe ricominciare tutto da capo.
Vladimir Sapozhnikov