Russia: rischio di stagnazione, occorrono riforme
POLEMICA Vladimir Putin entra in campagna elettorale, Medvedev ci pensa
La Russia rischia di trovarsi impantanata in una nuova stagnazione. Per dare una spinta allo sviluppo del Paese occorre uno sforzo congiunto del potere riformatore e di tutta la società. In caso contrario il Paese si troverà di fronte a tutta una serie di problemi economici, politici e sociali.
Questo è il parere dell’economista, Igor Jurghens, direttore dell’Istituto dello sviluppo moderno (INSOR), patrocinato dal presidente Dmitrij Medvedev che. secondo l’esperto, deve prendere al più presto possibile una decisione decisa e candidarsi per il secondo mandato , assumendo così la responsabilità politica per il futuro della Russia. Se Medvedev dovesse tirarsi indietro di fronte all’autorevolezza e alla popolarità di Vladimir Putin, la Russia sprofonderebbe in una catastrofe colossale, presentata come “stabilizzazione”. Una situazione che, nell’attuale realtà russa, significherebbe non più una stagnazione, bensì un degrado su tutte le linee.
Il ritiro di Medvedev, afferma Jurghens, provocherà una crisi su larga scala: i mercati crolleranno, la fuga di capitali dal paese aumenterà così come aumenterà l’emigrazione in occidente dell’élite intellettuale, mentre nella società russa salirà una tensione che potrebbe trasformarsi in violenze estremistiche e in attacchi terroristici.
Secondo l’economista, il crollo delle borse e dei mercati provocherà la disintegrazione dell’assai debole sistema di protezione sociale: l’assistenza medica e l’istruzione pubblica dovranno essere pagate al 100%, le pensioni diminuiranno, mentre il regime politico diventerà più rigido, assomigliando sempre di più a quello del presidente della Bielorussia, Aleksandr Lukashenko.
In Russia e anche all’estero molti aspettano la decisione del tandem Medvedev-Putin su chi sarà il candidato unico alle elezioni presidenziali del marzo del 2012. Mentre il primo ministro Vladimir Putin ha già avviato la propria campagna elettorale, l’attuale presidente Dmitrij Medvedev sta mantenendo in questo momento un profilo politico di secondo piano, e fa poco o niente per la propria rielezione.
Il direttore dell’Istituto INSOR, non risparmia le accuse dirette: secondo Jurghens le iniziative del presidente Medvedev per rendere più moderne la società e l’economia della Russia vengono sabotate in continuazione dagli organismi governativi. In particolare, non sono riuscite a decollare le iniziative presidenziali nell’ambito della sua lotta contro la corruzione, quelle per il miglioramento e la liberalizzazione del clima imprenditoriale in Russia, oltre a all’elaborazione di una moderna, efficace e pragmatica politica estera del Cremlino. Durante un recente incontro con i rappresentanti delle piccole e medie imprese russe, lo stesso presidente Medvedev ha dichiarato che “la lotta contro la corruzione non ha prodotto alcun risultato tangibile”.
Se Medvedev dovesse decidere di presentarsi contro Putin per il secondo mandato presidenziale, il presidente dovrebbe avviare un dialogo aperto e a volte “molto duro” con la società, istituendo una serie di meccanismi di collaborazione tra potere e società civile. In questo contesto, bisognerà occuparsi della decentralizzazione dello Stato, garantendo una vera libertà dei mezzi di comunicazione di massa e liberalizzare le leggi sui partiti politici e sulle organizzazioni non governative, che diventeranno una valida alternativa ai partiti al governo.
La linea verso una reale modernizzazione della società russa potrebbe essere accolta molto bene dai sostenitori della linea riformista che, secondo i risultati dei più recenti sondaggi d’opinione, costituiscono il 15-20% della popolazione economicamente attiva.
E mentre Medvedev, come afferma Jurghens, “fa poco o niente per indicare alla società il proprio ingresso nella lotta elettorale”,di certo non mancano le iniziative di Putin e del suo entourage. Tra le ultime c’è da registrare la costituzione dell’Agenzia per le iniziative strategiche, che dovrà elaborare le linee strategiche innovative dello sviluppo dell’economia russa. L’Agenzia sarà guidata da un gruppo di giovani imprenditori che hanno partecipato alla gara condotta dal Governo.
Tra i compiti dell’Agenzia ci sarà la promozione e il finanziamento, attraverso la Banca per lo sviluppo della Russia, di 100-200 progetti innovativi all’anno. L’Agenzia ha già ricevuto più di mille richieste di finanziamento e di sostegno.
Un altro compito dell’Agenzia sarà migliorare l’immagine dell’imprenditore agli occhi dell’opinione pubblica russa. “Per la gente l’imprenditore spesso viene percepito come un bandito, come un imbroglione che fa soldi con truffe e intrallazzi di vario tipo. Bisogna cambiare questi stereotipi estremamente nocivi che danneggiano l’economia”, ha dichiarato al quotidiano Vedomosti una fonte del Governo Putin. La promozione dei progetti richiederà lo sviluppo della rete regionale: due filiali dell’Agenzia saranno aperte innanzitutto nelle città di Ekaterinburg e di Novosibirsk.
La nuova Agenzia otterrà da Putin competenze adeguate per poter lavorare alla pari con i ministeri, con il Governo e con l’imprenditoria a tutti i livelli. Per elaborare le iniziative strategiche, l’Agenzia intende coinvolgere nel proprio lavoro quotidiano esperti di economia, rappresentanti del potere legislativo e delle Pmi, che conoscono da vicino i problemi di cui soffre il sistema economico della Russia.