Le scelte difficili del sistema bancario dopo l’adesione russa alla Wto

La Russia dovrà aprire il mercato dei servizi bancari - Per sopravvivere gli istituti di credito russi dovranno integrarsi in gruppi bancari

Per far fronte alla crescente concorrenza da parte degli istituti di credito occidentali, le banche russe devono trovare assolutamente un sistema per aumentare considerevolmente la propria capitalizzazione. Alla conferenza del Consiglio di Stato russo, che su proposta del presidente Vladimir Putin è stata dedicata il 14 novembre interamente all’esame della situazione e alle prospettive di sviluppo del sistema bancario del Paese, il leader del Cremlino ha lanciato un duro monito alla comunità bancaria russa: si ingrandisce, oppure molte banche sono destinate a uscire dal mercato.
Secondo le statistiche della Banca centrale, in Russia nel periodo gennaio-settembre 2006 il numero degli istituti di credito è sceso da 1.270 a 1.211, mentre  le banche che lavorano con profitto sono diminuite  da 1.226 a 1.155. Al contrario, il numero degli istituti “in rosso” è aumentato da 44 a 53.
L’altissimo tasso di frammentazione è il “tallone d’Achille” del settore bancario della Russia. La Banca centrale e il Governo avevano già fatto dei passi per ridurre il numero degli istituti “nani”. In particolare, a partire dal 1° gennaio prossimo sarà aumentato notevolmente il volume di capitale proprio di cui dovranno disporre tutte le banche russe. Per gli istituti già esistenti e per quelli nuovi il capitale proprio minimo non dovrà essere inferiore a cinque milioni di euro. Gli istituti che al 1° gennaio del 2007 non ce la faranno a soddisfare a questa nuova condizione finanziaria potranno continuare a operare, ma a condizione che il capitale proprio disponibile al 1° gennaio non scenda. Allo stesso tempo il tasso di sufficienza dei mezzi propri per le banche con  capitale superiore a cinque milioni di euro sarà del 10%, mentre per quelle con meno di cinque milioni di capitale proprio il tasso salirà all’11 per cento. Non appena l’indice comincerà a scendere l’Istituto centrale dovrà intervenire per risanare la banca con problemi finanziari. E se il tasso dovesse scendere sotto quota 2%, la Banca centrale dovrà annullare la licenza della banca “in rosso”.
Secondo il Governatore della Banca centrale, Serghej Ignatiev, la messa in funzione di queste misure favorirà la sicurezza dell’intero sistema bancario del Paese. Ma la comunità bancaria russa non condivide l’ottimismo di Ignatiev. Secondo le stime dell’Associazione delle banche regionali “Russia”, oltre il 67% degli istituti dispone di un capitale proprio inferiore a tre milioni di euro. Soltanto 160 banche hanno come capitale proprio una somma tra tre e cinque milioni di euro, mentre circa 600 banche possono vantare un capitale proprio superiore a cinque milioni di euro. Dopo l’introduzione della nuova normativa dal sistema bancario russo potranno scomparire come minimo 300-400 istituti. Come dire che il 25%-30% delle banche sarà destinato all’“estinzione”.
Invece, il presidente dell’Unione degli industriali e degli imprenditori russi, Aleksandr Shokhin, ha dichiarato di essere molto più pessimista riguardo alle prospettive di sviluppo della maggior parte delle banche minori. Secondo Shokhin, tra non molti anni in Russia potrebbero resopravvivere non più di 300 istituti di credito. Al primo luglio del 2006 - ha dichiarato Shokhin - le attività totali dell’intero sistema bancario della Russia sono ammontate a 3,4 miliardi di dollari, di cui 2,3 miliardi controllati dai 30 maggiori istituti del Paese. Il resto è controllato da 1.170 banche. C’è chi sostiene addirittura che il pool dei 30 big del sistema bancario russo “assimilerà” il resto delle banche. Le previsioni più realistiche sostengono che in Russia nel 2010 rimarranno 150-200 banche.

Istituti a rischio

In primo luogo si troveranno in bilico le banche regionali di dimensioni piccole e medie, i cui proprietari non ce la faranno proprio ad aumentare il capitale proprio del tanto richiesto dalle nuove regole. Nelle nuove condizioni nuove - sostengono gli analisti dell’Associazione delle banche regionali - per molti proprietari delle piccole banche sarà più vantaggioso far soffocare il proprio business, anziché farlo crescere. Queste banche non potranno raccogliere a condizioni accettabili i fondi indispensabili sul mercato del debito, e a quel punto avranno soltanto due alternative: disertare il settore, oppure “vendersi agli squali” che cominciano a controllare il settore bancario in Russia.
Il presidente dell’Associazione bancaria Rossija, Aleksandr Murychev, ha suggerito una via d’uscita: a suo parere le banche regionali potrebbero costituire delle cooperative. Come esempio, Murychev ha presentato l’esperienza positiva del gruppo bancario francese Credit Agricole che attualmente controlla un capitale proprio di oltre 65 miliardi di euro. Purtroppo la mentalità post sovietica della maggior parte dei proprietari delle banche russe, è da ostacolo a una loro accettazione dell’idea di un nuovo “kolkhoz”. Con molta probabilità, fino al 70-80% delle banche regionali indipendenti (non legate direttamente alle grandi industrie) sceglierà la strada più semplice e chiara: accettare il take-over da parte dei big del settore bancario della Russia.

 

Notiziario dai mercati Csi