Banche russe: tassi d’interesse troppo alti rallentano lo sviluppo

L’elevato costo del denaro costringe le imprese a rivolgersi per i prestiti agli istituti all’estero - Aumenta l’indebitamento non statale della Russia - Le posizioni privilegiate delle banche statali sul mercato russo del credito - Peggiora la congiuntura industriale, ma nel 2007 la crescita economica potrebbe ugualmente raggiungere il 6-7 per cento

Il credito esageratamente costoso costringe gli operatori economici russi a rivolgersi per i prestiti alle banche all’estero. Di conseguenza, aumenta di anno in anno l’indebitamento del sistema economico della Russia nei confronti degli istituti di credito internazionali. L’allarme è stato lanciato dal neo premier russo, Viktor Zubkov, che ha accusato le banche statali russe di “esagerare con il costo di denaro”.
Secondo un’inchiesta dell’Accademia finanziaria e industriale russa, nei Paesi industrialmente sviluppati il tasso d’interesse medio dei crediti al settore non finanziario non supera solitamente il 2,5 per cento, mentre in Russia può raggiungere la quota del 6,7%, ovvero più che in Kazakhstan, in Bielorussia e anche in Ucraina.
Gli analisti del Centro studi economici del Governo russo ritengono che l’elevato costo del denaro in Russia sia legato direttamente alle posizioni privilegiate delle banche a partecipazione statale, che dominano il mercato del credito nel Paese. In base ai volumi dei crediti. le  posizioni leader sul mercato sono detenute da Sberbank (29,7% del mercato), Vtb (5,5% del mercato), Gazprombank (5%), Bank Moskvy (3,1%) e Rosselkhozbank (2,2%). La posizione dominante permette alle banche statali di ricavare utili “ingiustificati e esageratamente alti”: nel 2006 il tasso di rendimento dei loro capitali è stato del 33,1%, mentre il tasso di rendimento delle attività ha raggiunto il 3,5-4 per cento. I valori degli stessi indicatori delle maggiori banche private russe sono stati l’anno scorso rispettivamente il 26,3% e il 3,3 per cento.
Gli esperti russi sostengono che la riduzione degli “appetiti commerciali” della banche a partecipazione pubblica  permetterebbe la concessioni di crediti molto meno costosi, ma per farlo il Governo dovrebbe risolvere il problema del peso fiscale sugli istituti di credito e  regolare gli introiti delle banche statali. La Duma di Stato dovrebbe varare innanzitutto gli emendamenti alla Legge sulle banche per introdurre  agevolazioni sulla tassa sui redditi che permetterebbero alle banche di aumentare la propria capitalizzazione.
In ogni caso, ridurre “gli appetiti” delle banche statali sarà un’impresa ardua. Come ha dichiarato l’analista capo della banca di Gazprom, Mikhail Zork, per valutare il tasso di efficienza della politica creditizia nei confronti delle società russe, bisogna prima di tutto prendere in considerazione i dati del margine netto percentuale, che permette di vedere la differenza tra i tassi d’interesse del denaro mobilitato e quello erogato sotto forma di crediti. Secondo Zork, il margine medio percentuale delle maggiori banche russe è del 5,5%, un dato comparabile con gli  indicatori degli istituti di credito di Ungheria, Turchia e Brasile. La Sberbank che guadagna molto erogando crediti alle persone fisiche, ha il margine più alto (6%) tra le banche russe. Invece, il margine  della banca Vtb, specializzata in erogazione dei crediti al settore corporate - non al retail - è soltanto del 3,8%.
Tuttavia, le banche che sviluppano le attività nel settore retail rischiano di trovarsi di fronte al problema dei crediti a rischio: nel 2007 la trojka delle banche che soffrono di questo problema è stato costituito da Hkf (i crediti scaduti ammontano al 27% del totale),  Russkij Standart (16%) e GE Money Bank (13%). Secondo gli analisti dell’agenzia di valutazione russa Expert Rating Agency, nel 207 il volume di crediti a rischio delle persone fisiche ha superato per la prima volta lo stesso dato dei crediti concessi al settore corporate.
In generale, gli indicatori aggregati che possono caratterizzare il livello dei rischi creditizi nel settore bancario russo si trova alla quota “accettabile”. Nel 2007 il livello dei crediti scaduti è cresciuto dall’1,3% all’1,5% del volume totale dei crediti erogati. La crescita è stata legata al peggioramento della situazione connessa al rimborso dei crediti nel settore retail.
Invece, la situazione nel settore dei crediti corporate non desta preoccupazioni: mentre nel settore retail il tasso di crediti scaduti è aumentato negli ultimi 18 mesi dall’1,57% al 2,71%, nel settore corporate il tasso di crediti non rimborsati nei termini è diminuito dall’1,26% all’1,04 per cento. Il volume di crediti non rimborsati nel settore retail è stato nel luglio del 2007 di 80,3 miliardi di rubli contro i 73,9 miliardi nel settore corporate.
Infine, le ripercussioni della crisi che nell’estate del 2007 ha colpito i mercati finanziari globali ha peggiorato la congiuntura industriale della Russia. Stanno diminuendo i ritmi di crescita della domanda. Di conseguenza, è diminuita l’intensità della produzione e sta segnando il passo la crescita degli utili reali delle aziende. Ciononostante, nel 2007 l’aumento della produzione industriale dovrebbe attestarsi a quota del 6/7% contro il 4,4% registrato nel 2006.
La crisi finanziaria internazionale ha colpito anche i mercati russi: nel periodo agosto-settembre 2007 è stata registrata una notevole diminuzione della domanda della produzione industriale: soltanto il 66% delle aziende ha dichiarato di essere soddisfatto della domanda dei clienti. Nel settembre la dinamica positiva degli utili aziendali è stata registrata soltanto nell’industria chimica,in quella petrolchimica e nella produzione dei materiali per la costruzione. Infine, l’aumento del costo dei crediti ha provocato un “raffreddamento” della congiuntura industriale in generale.

 

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