Le misure anti crisi del Cremlino Primi risultati positivi
Nel mese di ottobre la fuga di capitali dalla Russia ha rallentato i ritmi - Diminuiscono i ritiri di denaro dalle banche del Paese - La Banca centrale chiede alle sussidiarie degli istituti stranieri di considerare l’opportunità di depositare una parte dei propri fondi sui conti dell’Istituto centrale - Nel 2010 l’economia e le finanze russe ritorneranno sulle posizioni precedenti alla crisi
La fuga netta di capitali dalla Russia rallenta, mentre la Banca centrale non intende reintrodurre limiti sui movimenti di capitali. Lo ha dichiarato in un’intervista alla radio Ekho di Mosca il vice governatore dell’Istituto centrale russo, Aleksej Uljukaev, secondo cui non ci sono motivi validi perché le autorità finanziarie del Paese decidano di svalutare la moneta nazionale, il rublo.
Rispetto al mese di settembre, periodo durante il quale dalla Russia sono usciti 25 miliardi di dollari, in ottobre l’emorragia di risorse ha rallentato i ritmi: “La fuga c’è stata ma i suoi volumi sono stati di gran lunga inferiori rispetto al mese precedente”, ha sottolineato Uljukaev secondo cui nei primi nove mesi dell’anno dalla Russia sono usciti 800 milioni di dollari. “Questo dato sarà precisato alla fine di novembre e non posso escludere che la fuga sia addirittura inferiore all’afflusso di capitali”, ha detto il vice Governatore della Banca centrale russa.
Oltre al ritiro degli investitori stranieri dal mercato azionario, la fuga di capitali è stata provocata dal trasferimento di capitali bancari in valuta pregiata: i clienti delle banche aprono depositi bancari in dollari. Per realizzare le passività valutarie le banche possono collocarle, erogando dei crediti in valuta pregiata. Questo processo, ha sottolineato però Uljukaev, richiede tempo e fatica. Perciò, molti istituti russi preferiscono trasferire questi mezzi sui depositi a breve termine presso le banche estere. Dal punto di vista delle statistiche finanziarie queste operazioni possono essere interpretate come fuga di capitali.
Uljukaev si è rivolto con un appello alle sussidiarie delle banche straniere che operano in Russia affinché considerino come valida alternativa al collocamento dei mezzi sui depositi presso le banche-madri la possibilità di depositare i fondi sui conti della Banca centrale. “Le sussidiarie possono vendere la valuta e depositare i rubli sui conti della Banca centrale, che di recente ha aumentato i tassi sui depositi in rubli. Nella Banca centrale - secondo Uljukaev - le banche stranieri possono trovare un cliente al 100% sicuro.
L’attuale situazione finanziaria della Russia non è così drammatica da spingere la Banca centrale a riapplicare nel Paese restrizioni sui movimenti di capitali e a obbligare di nuovo gli esportatori a convertire in rubli una parte dei propri guadagni. “La libera circolazione di capitali e di merci rappresenta una grande conquista del nuovo sistema economico della Russia, che negli ultimi anni ha garantito una notevole crescita economica della Russia”, ha sottolineato Uljukaev.
Anche il primo ministro, Vladimir Putin, ha dichiarato che, nonostante tutto, la Russia non rinuncerà a integrare il suo sistema economico nelle strutture globali, tra cui l’Organizzazione mondiale del commercio.
Nonostante un’ondata di voci piuttosto insistenti secondo cui il Cremlino starebbe programmando una svalutazione del rublo, Uljukaev ha dichiarato che non esiste alcun motivo valido per disapprezzare la moneta nazionale russa. Per il momento la bilancia dei pagamenti, e anche le dimensioni delle riserve internazionali della Banca centrale non destano preoccupazioni. Tutti gli indicatori fondamentali dell’economia nazionale russa vanno abbastanza bene. I problemi di carattere momentaneo legati alla crisi finanziaria globale non significano affatto che il rublo debba essere svalutato rispetto alle valute pregiate, come il dollaro e l’euro. Secondo Uljukaev per il momento il rublo si comporta entro i limiti previsti per le oscillazioni del corso della moneta russa. “Abbiamo un paniere composto di due valute, dollaro ed euro - ha spiegato Uljukaev - Questo significa che al momento di un apprezzamento del dollaro rispetto all’euro, la divisa americana diventa più forte anche rispetto al rublo”. Ma la Banca centrale cerca di attenuare le oscillazioni più forti vendendo oppure acquistando i dollari sul libero mercato finanziario.
Vale a dire che la Banca centrale russa non “gioca” contro le tendenze globali, ma cerca di proteggere le imprese e le persone fisiche dai picchi di queste oscillazioni, in base al cosiddetto “corridoio tecnico di sostegno”, che copre circa il 4% del paniere bivalutario.
Secondo il vice Governatore della Banca centrale, alla fine di ottobre la situazione finanziaria della Russia ha cominciato a ritornare alla normalità. In particolare, la clientela russa ha ridotto i volumi del denaro ritirato dalle banche. Dopo un periodo di fibrillazione, la situazione nel settore bancario ritorna alla normalità: “Non ci sono problemi con nessuna delle maggiori banche russe; le transazioni passano senza rallentamenti, gli istituti di credito rispettano la disciplina bancaria”, ha sottolineato Uljukaev.
Nello stesso tempo la Banca centrale ha reso più rigidi i controlli delle operazioni che le banche conducono sul mercato valutario. Gli istituti che esagereranno nelle operazioni valutarie saranno esclusi dalle liste delle banche partecipanti alle aste per i crediti senza garanzie. “Abbiamo messo le operazioni valutarie sotto uno speciale controllo e abbiamo informato le banche che gli operazioni valutarie rischiose ed esagerate preoccupano la Banca centrale”, ha detto Uljukaev.
Secondo le previsioni di Uljukaev già nel 2009 l’economia russa comincerà a recuperare dalle conseguenze della pesante situazione finanziaria internazionale, mentre nel 2010 il Paese ritornerà sui livelli di sviluppo economico e finanziario precedenti alla crisi. Gli esperti russi sperano che la crisi attuale sia del tipo V, cioè caratterizzata da una rapido calo e da un rialzo altrettanto rapido, oppure del tipo U, con un veloce calo e un rialzo altrettanto veloce con nel mezzo zona piana, ma non molto lunga.
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