Aiuti statali, ma maggior disciplina per le banche in Russia
Interventi mirati dello Stato solo agli istituti che appoggiano il settore reale dell’economia – La dipendenza dall’esportazione di materie prime rende il Paese molto vulnerabile nei confronti dei problemi finanziari internazionali – La Banca centrale si aspetta che la crisi finanziaria permetta di snellire il settore bancario russo
Il Governo russo ha aggiornato un pacchetto di misure anticristi, che dovrà aiutare il settore reale dell’economia nazionale. Come ha sottolineato il primo vice premier, Serghej Ivanov, il Governo aiuterà soltanto le banche che finanziano il settore reale dell’economia russa, e chiamerà invece all’ordine gli istituti che saranno coinvolti in operazioni di carattere puramente speculativo.
Secondo Ivanov, l’esecutivo e la Banca centrale favoriscono una drastica riduzione delle piccole compagnie aeree e delle piccole banche, bollate da Ivanov come “banche lavanderie”, ampiamente utilizzate dalla criminalità organizzata russa e internazionale per il riciclaggio di denaro sporco. “Se alcune di queste banche dovessero scomparire per sempre - ha sottolineato Ivanov - l’aria sarebbe molto più pulita”.
Dal canto suo il ministro delle Finanze Aleksej Kudrin, ha ricordato che l’economia della Russia dipende moltissimo dalle esportazioni di materie prime, in primo luogo da quelle energetiche (idrocarburi). La riduzione considerevole della domanda, registrata negli ultimi mesi, ha colpito duramente gli interessi dei produttori, in particolare, e dell’economia russa, in generale. Si sta contraendo la capitalizzazione di mercato di molte aziende strategiche russe, che fanno molta fatica ad accedere al mercato internazionale del credito. Inoltre alcune banche aumentano le pressioni sui clienti per alterare a proprio favore le condizioni finanziarie concordate in precedenza.
Di, conseguenza le fabbriche riempiono i magazzini di prodotti che non trovano più un’adeguata domanda. E si ristringe il numero di clienti in grado di pagare.
Per aiutare le società e gli istituti di credito a far fronte a problemi che rischiano di diventare ancora più acuti nel 2009, il Cremlino vara un pacchetto di misure anticrisi, che prevede il trasferimento di somme considerevole alle aziende e alle banche per aumentare i loro capitali.
Ma il presidente, Dmitrij Medvedev, ha sottolineato che lo Stato aiuterà soltanto le aziende tecnologiche di strategica importanza per l’economia russa. Tra l’altro si propone di permettere l’utilizzo di denaro pubblico per l’acquisto di titoli delle società private. “Non si tratta di una sorta di nazionalizzazione”, ha sottolineato Ivanov, secondo cui la cessione e l’acquisto dei titoli diventerà possibile solo se entrambe le parti dovessero dichiarare esplicitamente di essere d’accordo di vendere/acquistare pacchetti azionari.
Ci sono ovviamente settori che potranno godere di un sostegno speciale da parte dello Stato: in primo luogo si tratta dell’industria della difesa che riceverà dallo Stato pagamenti anticipati al 100% per gli ordini delle forze armate e di altre strutture statali. Finora i soldi arrivavano ai produttori con molto ritardo e solitamente dopo la consegna del materiale ordinato. Molti produttori si augurano che lo Stato riduca i tassi di sconto: “Se non riusciremo a tenere sotto il controllo i tassi di sconto, i programmi d’investimento delle imprese non potranno mai essere realizzati”, ha dichiarato Andrej Reus, direttore della società per la difesa “Oboronprom”.
Alle società tecnologicamente avanzate il vice premier Ivanov ha dunque promesso crediti mirati, da utilizzare per colmare il disavanzo dei mezzi circolanti, in base a tassi agevolati dell’8-9%, che terranno conto del margine delle banche fissato all’1-2 per cento. Questi crediti dovranno essere erogati senza caparra per finanziare gli accordi di fornitura già conclusi. Questo sistema dovrebbe permettere di cambiare il modello di business con numerosi mediatori che attualmente domina il sistema economico della Russia.
Anche le compagnie aeree che attualmente non hanno la possibilità di acquistare carburante senza un pagamento anticipato del 100% potranno ricevere dallo Stato finanziamenti agevolati. Ma, secondo Ivanov, in Russia c’è un numero troppo elevato non soltanto di banche, ma anche di compagnie aeree: “Qualche società dispone di un aereo e mezzo e si considera subito una compagnia aerea”, ha dichiarato il vice premier.
Le dichiarazioni di Ivanov possono essere considerate come posizione consolidale del Governo sul problema delle banche e su quello delle compagnie aeree. Il vice Governatore della Banca centrale, Ghennadij Melikjan, ha dichiarato che soltanto pochi istituti di credito “affidabili” potranno accedere alle risorse finanziarie offerte dallo Stato. La crisi finanziaria permetterà alla Banca centrale di accelerare il processo di consolidamento del settore bancario russo che attualmente comprende circa 2mila istituti di credito. Il Cremlino ha più volte dichiarato che molte di queste banche sarebbero state costituite dai clan criminali che le usano per riciclare denaro sporco e per portare capitali all’estero. Secondo le stime del ministro delle Finanze Kudrin, lo scorso ottobre dalla Russia sarebbero stati esportati circa 50 miliardi di dollari.
La Banca centrale vuole lasciare nel Paese non più do 300-500 istituti di credito. Tutto il resto dovrà sparire. La Banca centrale voleva rendere più snello il sistema bancario russo, attraverso un drastico aumento dell’entità di capitale delle banche, ma la crisi finanziaria ha offerto alle autorità russe un’altra soluzione. Per sopravvivere gli istituti, che non possono contare sull’assistenza dello Stato, hanno stabilito rigidi controlli sulle proprie operazioni finanziari, in primo luogo rispetto agli standard di risk-management. Ciò significa che si è voltato pagina rispetto agli anni del boom dei crediti (soprattutto di quelli al consumo) e gli istituti di credito potenziano le proprie strutture del risk-Management.
Secondo un recente sondaggio d’opinione condotto dall’agenzia Expert RA negli ultimi mesi il 40,7% delle banche ha reso molto più dure le condizioni di erogazione di prestiti alla clientela corporate e il 51,8% quelle per i crediti alle persone fisiche. Le banche hanno risposto alle critiche del Governo, affermando che si tratta di misure piuttosto convenzionali, per difendere il settore bancario del Paese.
Secondo gli analisti di Expert RA l’irrigidimento delle condizioni di erogazione dei crediti, più l’aumento dei tassi sono state le prime reazioni del settore bancario russo alla crisi finanziaria. Per diminuire il più possibile i rischi durante l’erogazione dei crediti alle persone fisiche le banche stanno utilizzando ampiamente i modelli di scoring. L’utilizzo di scoring permette di valutare oggettivamente la situazione finanziaria dei clienti, di ridurre i rischi operativi, di ottimizzare il tempo lavorativo del personale e, soprattutto, di escludere il fattore umano dalla presa delle decisioni sull’erogazione dei prestiti.
Come strumento di gestione dei rischi, oltre ai metodi proposti dalla Banca centrale, gli istituti di credito russi (il 70%) usano attivamente il sistema di stress-test, l’analisi della durata, oppure l’analisi gap. Inoltre, in questo periodo le banche adottano strategie conservatrici. Di conseguenza, i volumi dei rischi di mercato in confronto al capitale totale delle banche sono calati dal 45,1% (1° di gennaio) al 20,4% (1° di luglio).
Per il 56% delle banche russe la gestione dei rischi d’interesse è il principale problema di questa fase. Al secondo posto c’è il rischio valutario e al terzo posto il rischio del mercato dei titoli.
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