La stabilità finanziaria al centro del piano anti crisi del Cremlino

Per supportare il settore finanziario il Governo russo ha stanziato nel 2009 1.355 miliardi di rubli - Le banche devono impegnarsi a destinare la maggior parte di questo denaro al settore industriale del Paese - Gli aiuti indiretti prevedono una serie di esenzioni fiscali tra cui la riduzione della tassa sugli utili societari dal 24% al 20% - Verranno aumentate rispetto al previsto le risorse per la lotta alla disoccupazione - Nel biennio 2008-2009 gli aiuti al settore finanziario raggiungeranno i 2.900 miliardi di rubli, ovvero il 42,8% dell’intero pacchetto di misure anti crisi.

Il programma anti crisi del Governo russo è focalizzato sugli aiuti alle banche, in generale al settore finanziario, attraverso il quale dovranno essere distribuiti i fondi dello Stato alle industrie e le imprese del Paese. L’assistenza centralizzata al settore finanziario dovrà superare di due volte quella alle imprese industriali.
Nel 2009 le spese per la realizzazione del programma anti crisi prenderanno cinque direzioni principali che comprenderanno il rafforzamento della protezione sociale della popolazione, in primo luogo dei ceti meno abbienti, l’assistenza alle imprese per conservare il potenziale industriale della Russia, la riduzione della pressione amministrativa sull’impresa, l’aumento della stabilità del sistema finanziario, gli aiuti finanziari alle regioni del Paese.
RubloCome priorità assoluta dell’intero programma del Governo di Vladimir Putin è stata scelta la stabilizzazione del sistema finanziario russo, l’aumento della sua capacità di resistere agli impatti negativi della crisi globale. Per la realizzazione dell’obiettivo lo Stato ha deciso di stanziare nel 2009 più di 1.355 miliardi di rubli.
Si sottintende che una parte consistente di questo denaro sarà canalizzata attraverso le banche sotto forma di crediti agevolati ai settori reali dell’economia nazionale.
Al secondo posto tra le principali priorità nel programma governativo si trovano gli aiuti alle industrie, che dovranno contribuire alla conservare del potenziale tecnologico e industriale della Russia. Per questo scopo lo Stato intende stanziare nel 2009 776 miliardi di rubli.
Al terzo posto sono previsti gli aiuti alla popolazione - stimati in 463 miliardi di rubli - che comprendono il rafforzamento della protezione sociale e la lotta contro la disoccupazione. Per l’assistenza finanziaria alle regioni il Governo prevede di spendere nel 2009 oltre 300 miliardi di rubli.
Ad ogni modo queste cifre non sono ancora definitive: il dibattito al vertice del Cremlino è ancora in corso. In particolare, il premier Vladimir Putin ha già promesso di stanziare per la lotta alla disoccupazione 34 miliardi di rubli in più rispetto al previsto. Sono inoltre destinati ad aumentare gli aiuti alle società che esportano: in questo caso il volume delle garanzie dello Stato salirà a 150 milioni di dollari.
Questi dati parlano chiaro: il Cremlino ha deciso di concentrare gli aiuti finanziari sul settore bancario e finanziario, che dovrà fare veicolare una parte consistente di questi mezzi verso le aziende. Secondo un’analisi della spesa pubblica della Russia,  gli esperti della Banca mondiale sono arrivati alla conclusione che gli investimenti nel potenziamento del settore finanziario  alla fine del biennio 2008-2009 raggiungeranno il 48,2% dell’intero pacchetto di misure finanziare anti crisi.
Come aiuti indiretti all’industria è stato deciso di ridurre dal 24% al 20% la tassa sugli utili delle società, un provvedimento che dovrà portare nelle casse delle imprese altri 300 miliardi di rubli.
Oltre al programma generale, il Governo ha la possibilità di distribuire degli aiuti finanziari direttamente alle imprese particolarmente importanti dal punto di vista strategico-industriale: sono già stati erogati 25 miliardi di rubli di aiuti alla fabbrica dell’auto Avtovaz, costruita nrl 1970, durante il periodo sovietico, dalla Fiat.
“Le misure anti crisi del Governo russo sono destinate ad aiutare il settore finanziario e le aziende industriali per far fronte alla crisi; a questo scopo nel 2008-2009 saranno stanziati più di 2.900 miliardi di rubli”, hanno sottolineato gli esperti della Banca mondiale, secondo cui una serie di tratti particolari fanno distinguere il programma russo da analoghi piani occidentali. Nel momento in cui il Governo russo si concentra sugli aiuti indiretti all’economia tramite numerose esenzioni fiscali, i Paesi europei finanziano i propri programmi anti crisi tramite le spese pubbliche dirette. Così Paesi come Cina, Francia e Germania hanno aumentato notevolmente le proprie spese a sostegno delle infrastrutture, dell’istruzione pubblica, della sanità. “Il programma anti crisi della Russia non contiene misure dirette mirate ad aiutare il sistema sanitario del Paese e l’istruzione”; ha dichiarato il deputato della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), Oksana Dmitrieva.
Gli esperti auspicano un aumento del potenziale innovativo del programma anti crisi e il rafforzamento dei controlli statali sull’utilizzo del denaro che sarà stanziato dalle banche per aiutare l’economia nazionale a liberarsi dalle produzioni obsolete e scarsamente efficienti, per permettere all’economia russa di uscire rinnovata e rinforzata da questa crisi.


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