Trend 2009: maggiore fiducia per il corso stabile del rublo
Durante l’anno la divisa russa rimarrà sui livelli attuali - I depositi bancari denominati in rubli potranno aumentare del 15% - Crescerà la fiducia nei confronti della valuta nazionale - La ripresa potrebbe arrivare nel quarto trimestre .
La linea politica degli ultimi mesi della Banca centrale della Russia ha permesso di stabilizzare il corso del rublo. In Russia aumenta la fiducia dei piccoli risparmiatori, che aprono un numero maggiore di conti in rubli e non più in valute estere. Come ha dichiarato il capo dell’Agenzia statale per l’assicurazione dei depositi bancari, Aleksandr Turbanov, “se le misure contro la crisi della Banca centrale susciteranno ulteriore fiducia da parte della popolazione e se il corso del rublo rimarrà stabile, la quota dei depositi bancari in valute estere sarà destinata a diminuire”. Durante la crisi finanziaria il numero dei depositi denominati in euro e in dollari è cresciuto rapidamente, perché questo tipo di risparmio garantiva alla clientela delle banche maggiore stabilità e migliori profitti. Attualmente, oltre un terzo dei depositi bancari della clientela privata è denominato in valute estere, mentre la riguadagnata stabilità del corso della divisa russa potrà favorire l’aumento dei depositi denominati in rubli.
Inoltre, nel 2009 dovrebbe aumentare il volume generale dei depositi bancari della popolazione. Nel 2008 il volume dei depositi dei piccoli risparmiatori russi è aumentato rispetto ai risultati dell’anno precedente del 15 per cento. Ma questo risultato è stato raggiunto soprattutto grazie alla performance della prima metà dell’anno, mentre nel periodo luglio-dicembre del 2009 la crescita ha segnato il passo, raggiungendo a fine anno appena il 3 per cento. La crisi ha danneggiato seriamente l’affidabilità degli istituti di credito agli occhi della clientela. La stabilizzazione della situazione sui mercati finanziari ha permesso agli esperti di migliorare le previsioni riguardo alle prospettive di un ritorno dei clienti alle banche.
L’andamento del corso del rublo negli ultimi due mesi permette di arrivare alla conclusione che nel 2009 la moneta russa dovrebbe rimanere stabile sui livelli attuali (32-32,5 rubli per un dollaro). Nel 2008 la Banca centrale ha annunciato una politica di svalutazione del rublo che alla fine del 2008 - inizio del 2009 ha perso più del 30% sul dollaro, scendendo da 23 a 35 rubli per dollaro.
La sicurezza degli analisti è però a breve termine, perciò si consiglia di aumentare le posizioni in rubli per un periodo non superiore a tre mesi: la corrente situazione macroeconomica e l’andamento dei prezzi delle risorse energetiche non devono suscitare grandi preoccupazioni per la situazione del rublo nel periodo maggio - luglio.
Da parte sua il presidente dell’Associazione delle banche russe, Gareghin Tosunyan, ha dichiarato che la situazione del settore finanziario non è drammatica. Negli ultimi mesi la crescita della quota dei crediti non rimborsati era cresciuta abbastanza rapidamente ma non ha superato il 4,5-5 per cento. “La dinamica desta preoccupazioni ma per il momento si tratta di una reazione posticipata, della fine del 2008”, ha dichiarato Tosunyan, secondo cui anche nella seconda metà del 2009 la crescita della quota dei debiti scaduti potrebbe continuare e rischierebbe di raggiungere il 15 per cento se nel Paese dovesse verificarsi uno scenario economico-finanziario negativo. “Se lo scenario negativo dovesse concretizzarsi il volume dei crediti scaduti minaccerebbe di avere delle ripercussioni sul settore finanziario e potrebbe scatenare una seconda ondata della crisi”, ha sottolineato Tosunyan.
Anche gli analisti dell’agenzia di rating internazionale Standard & Poor’s sono d’accordo nel ritenere che molte banche russe soffrono di un drammatico peggioramento qualitativo delle attività. Per fortuna il problema della qualità delle attività non si trasforma automaticamente e rapidamente in un’ondata di default. Un altro problema è legato a una continua contrazione della liquidità a disposizione delle banche, un fenomeno che dipende dell’esposizione degli istituti russi nei confronti dei creditori esteri. Per l’autunno sono previsti i rimborsi nell’ambito dei crediti di stabilizzazione a favore della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Ma l’esperienza globale, accumulata dalle banche in tutto il mondo parla chiaro: gli istituti hanno molti strumenti per gestire con successo le attività ‘cattive’.
Di conseguenza, non si prevede un collasso e neppure una serie di bancarotte nel settore bancario della Russia. Il Regolatore non lo permetterà: lo Stato aiuta finanziariamente le banche tramite sovvenzioni dirette e agevolazioni di vario tipo.
Infine, stando alle previsioni degli esperti dell’agenzia Standard & Poor’s all’inizio del 2010 il volume dei crediti cattivi, con quelli ristrutturati potrebbe superare il 30% del totale. Proseguirà la fuga di capitali esteri, che potrebbe causare nuovi problemi di liquidità. Parallelamente, la clientela corporate delle banche potrebbe ritirare le proprie risorse. Ma questo solo se le società non troveranno un accesso a nuove risorse creditizie.
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