Putin, nuovo piano contro la crisi per la seconda metà del 2009
Obiettivo delle nuove e urgenti misure del Governo è sostenere non soltanto le 295 maggiori società strategiche russe, ma anche l’intero settore reale dell’economia nazionale – A maggio la produzione industriale in Russia è diminuita ancora del 17,1 per cento, la disoccupazione continua ad aumentare mentre calano i redditi reali della popolazione – Il programma governativo di sette punti comprende impegni di carattere sociale e punta a fornire maggiori garanzie di sicurezza per gli investitori e a sostenere progetti di sviluppo innovativo – È prevista anche una sorta di risanamento del sistema bancario russo.
Il programma economico per far fronte alla crisi finanziaria è stato aggiornato dal Governo russo di Vladimir Putin, che alla fine di giugno ha annunciato una serie di misure per sostenere non soltanto le 295 maggiori imprese strategiche, ma anche l’intero settore reale dell’economia nazionale.
Di fatto le autorità hanno accolto le critiche degli economisti indipendenti convinti che la lotta finora condotta dal Cremlino contro la recessione non ha prodotto alcun risultato tangibile: la produzione industriale in Russia è diminuita lo scorso maggio ancora del 17,1 per cento, la disoccupazione continua ad aumentare mentre i redditi reali sono in calo.
Secondo un programma economico aggiornato, la latta alla crisi richiede un momentaneo rafforzamento del ruolo dello Stato nella vita economica del Paese. In particolare, il Cremlino ha affidato ai governatori il compito di aiutare le aziende a risolvere i loro problemi economici e finanziari, anche se ciò non rientra direttamente nelle competenze delle autorità regionali.
Il Governo ha dichiarato che non rinuncerà ad aiutare prioritariamente le 296 società considerate strategiche per l’economia russa, estendendo il programma di assistenza a tutto il settore reale. In particolare, lo Stato dovrà assicurare alle aziende industriali una fonte di crediti poco costosa e a lungo termine. Il Governo intende lottare contro l’inflazione e condurre una politica valutaria equilibrata. Di conseguenza, si dovrebbero stimolare i consumi, rianimando così la produzione industriale.
Il piano anti crisi comprende sette capitoli fondamentali, la cui realizzazione dovrebbe permettere di attenuare le conseguenze negative della congiuntura nei prossimi sei mesi.
L’obiettivo numero del Governo di Vladimir Putin è la piena realizzazione degli obblighi di carattere sociale che lo Stato ha assunto di fronte alla popolazione. Per rafforzare la protezione sociale e per combattere la disoccupazione lo Stato intende stanziare un fondo supplementare di circa 700 miliardi di rubli. Inoltre, il Cremlino dovrà garantire la disponibilità di medicine di qualità a prezzi accessibili anche ai ceti meno abbienti. E proseguiranno nonostante la crisi le riforme del sistema pensionistico, dell’istruzione pubblica e della sanità.
Al secondo posto del programma economico si è trova il mantenimento e il successivo sviluppo del potenziale industriale e tecnologico della Russia, come base per una futura crescita. Per realizzare questo compito lo Stato si è impegnato ad aiutare le imprese, ma a due condizioni di base: gli aiuti statali non sostituiranno le responsabilità degli imprenditori e le aziende dovranno orientarsi verso le innovazioni, la crescita dell’efficienza e della produzione di merci ad alto tasso competitivo.
La terza priorità del Programma è volta ad aumentare la domanda interna di prodotti russi. L’incremento della domanda sarà assicurato dal collocamento degli ordini statali e da un sistema di opzioni a vantaggio di produttori russi. Finora la stimolazione della produzione interna è avvenuta agendo sulla politica valutaria: un dollaro forte ha messo i produttori stranieri e gli importatori in posizione di svantaggio sul mercato russo.
Il quarto punto del piano anti crisi è legato a una sollecitazione dello sviluppo delle tecnologie innovative e alla ristrutturazione dell’economia russa. In questo contesto lo Stato intende appoggiare la realizzazione di progetti innovativi, in primo luogo di quelli che permettono di risparmiare energia e risorse non rinnovabili.
Il quinto capitolo prevede maggiori aiuti alle imprese piccole e medie, e l’abolizione delle barriere di vario tipo che ostacolano le attività imprenditoriali in Russia. Oltre al perfezionare il sistema fiscale e a ridurre il peso amministrativo sulle imprese, il Governo ha deciso di perfezionare la legge antitrust e rafforzare la lotta contro la corruzione nell’ambito della nuova Legge federale.
Al sesto posto tra le priorità economiche del Governo si è trova la costituzione di un solido sistema finanziario come base sicura per lo sviluppo dell’economia nazionale. Questo capitolo prevede in primo luogo il risanamento del settore bancario della Russia con una maggiore disponibilità di crediti alle aziende del settore reale dell’economia nazionale.
Infine, al settimo posto delle priorità economiche e finanziarie per il 2009 si trovano gli impegni del Governo riguardo la tutela della stabilità macroeconomica della Russia e il mantenimento della fiducia degli investitori russi e stranieri. A questo proposito il Governo intende garantire una maggiore stabilità del corso del rublo e combattere contro l’inflazione, il cui tasso lo scorso maggio ha superato ill 7 per cento. In questo contesto sono state previste delle misure per ridurre il disavanzo pubblico che, nel periodo gennaio-maggio 2009, è stato pari al 3,6% del Pil.
Nell’ambito di questo nuovo programma anti crisi il Governo della Russia si è impegnato a muoversi ulteriormente con massima prudenza per non creare nell’economia stimoli sbagliati, per non distorcere la motivazione economica e finanziaria delle aziende e della popolazione, ed evitare di compromettere così le prospettive di sviluppo a lungo termine. La prevalenza dell’iniziativa privata sarà rispettata anche nelle condizioni di crisi, mentre con il passare dell’attuale congiuntura la partecipazione dello Stato all’economia sarà gradualmente ridotta.
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