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Anche Fitch, dopo S&P, promuove il rating della Russia 08 feb 10
Da “negative” a “stabili” le previsioni sui rating a lungo termine per il default della Federazione Russa in valute estere e in rubli - La decisione di alzare il rating è basata anche sui prezzi del petrolio in aumento, sulla ripresa di afflusso netto di capitali esteri nel settore privato dell’economia nazionale del Paese, sull’aumento delle attività economiche, sulla riduzione della corsa dei prezzi - Nello stesso tempo l’agenzia  conserva una certa preoccupazione riguardo alla qualità delle attività bancarie e si aspetta che il peso complessivo delle attività tossiche raggiunga durante l’anno il 25% rispetto al 19 per cento registrato lo scorso ottobre.

Il 22 gennaio del 2010 l’agenzia di valutazione internazionale, dopo  un’analoga decisione di Standard & Poor’s, ha alzato da “negative” a “stabili” le previsioni sui rating a lungo per il default della Federazione Russa in valute estere e in rubli.
Inoltre l’agenzia Fitch ha confermato i rating sovrani della Federazione Russa a livello di “BBB”, confermando simultaneamente i rating sovrani a breve termine in valute estere a quota F3 più il rating del “tetto” per il Paese a quota BBB+.
La revisione in positivo dei rating della Federazione Russa da “negativo” a “stabile” riflette il rafforzamento della sicurezza degli analisti di Fitch riguardo alla stabilità economica e finanziaria della Russia. Lo ha dichiarato Edward Parker, capo del gruppo di analisi di Fitch per le economie emergenti dell’Europa. La decisione di promuovere il rating della Russia è basata anche sui prezzi del petrolio in aumento, sulla ripresa di un afflusso netto di capitali esteri nel settore privato dell’economia nazionale del Paese, sull’aumento delle attività economiche, sulla riduzione della corsa dei prezzi (nei primi 25 giorni dell’anno l’inflazione ha raggiunto l’1,7%), su un calo dei rischi a cui è soggetto il settore bancario e, , su un disavanzo pubblico per il 2009 più basso rispetto alle precedenti previsioni.
Su questi basi Fitch ritiene che i rischi nel settore bancario fossero in parte diminuiti in seguito alla stabilizzazione della situazione economica e alla crescita della capacità delle banche di assorbire le eventuali perdite.
Nello stesso tempo l’agenzia Fitch conserva una certa preoccupazione sulla qualità delle attività bancarie e si aspetta che il peso complessivo delle attività tossiche (i crediti tossici più i crediti ristrutturati) raggiungano nel 2010 il punto più alto pari al 25%. rispetto al 19% registrato lo scorso ottobre.
Inoltre ,l’agenzia Fitch ha sottolineato una situazione incerta per la capacità delle banche di erogare abbastanza crediti per appoggiare il processo di ricostruzione del post crisi dell’economia nazionale della Russia, soprattutto nel settore dei crediti alle società private. Nel 2009 il volume dei crediti che le banche hanno erogato al settore privato in termini reali è diminuito del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2008.
I dati pubblicati a gennaio dalla Banca centrale hanno dimostrato un notevole miglioramento della situazione per quanto riguarda l’afflusso netto di capitali nel settore privato: nel quarto trimestre del 2009 sono stati investiti 11,6 miliardi di dollari.
Inoltre, lo scorso anno la fuga netta di capitali dal settore privato della Russia si è trovata sul livello più basso sin dal 2001. E questo nel momento in cui il settore privato ha rimborsato l’anno scorso 22 miliardi di dollari come debiti esteri. Nello stesso tempo il grado di riduzione di leveraggi nel settore bancario (con rimborsi netti del debito estero nel 2009 pari a 44 miliardi di dollari che sottintendono un indicatore zero di prolungamenti rispetto ai rimborsi per i debiti a medio e a lungo termine) potrà riflettere certe difficoltà per i rifinanziamenti e, quindi, limitare la crescita dei crediti erogati sul mercato interno.
Le previsioni per le finanze della Russia sono migliorate. Il ministero delle Finanze ha informato che il deficit di bilancio della Russia è stato pari al 5,9% del Prodotto interno lordo del Paese, inferiore rispetto alle aspettative più pessimistiche del 7,7 per cento.
I risultati più positivi del previsto e i prezzi più elevati del greggio hanno permesso a Fitch di rivedere le proprie previsioni per il deficit del bilancio pubblico del 2010, riducendole dal 6% (come si era pensato in agosto) al 5% del Pil.
Questa dinamica del settore delle  finanze pubbliche  russe dovrebbe permettere di contenere l’influenza della recessione sulla bilancia federale della Federazione Russa. Ciononostante, esistono dei rischi concreti legati alla crescita del Pil, alla rigidità della politica tributaria e del budget e all’andamento dei prezzi del petrolio.
Nel secondo e nel terzo trimestre il Pil della Russia era cresciuto approssimativamente dell’1% al trimestre rispetto ai risultati dei tre mesi  precedenti. Nello stesso tempo si tratta di una crescita piuttosto contenuta soprattutto tenendo conto del fatto che la recessione in Russia era stata una delle più gravi nel mondo. Stando ai calcoli di Fitch il Pil reale del Paese sarebbe diminuito nel 2009 addirittura dell’8,5%, risultato  valutato come il sesto peggiore tra circa 100 Stati del mondo soggetti a rating da Fitch, dopo le tre repubbliche ex sovietiche del Baltico, l’Ucraina e l’Armenia.
I fattori di base devono aiutare la Russia a raggiungere una crescita del Pil del 4,5% nel 2010 dopo una piccola accelerazione nel quarto trimestre del 2009. Nello stesso tempo i consumi personali rimangono deboli.
La recessione dà alla Russia buone possibilità di abbassare un tasso d’inflazione piuttosto alto (un fattore che da parecchio tempo incide negativamente sui rating della Russia) e di procedere verso un corso fluttuante del rublo. Secondo le stime di Fitch, alla fine del 2010 il tasso d’inflazione in Russia non dovrebbe superare il 7,5 per cento. Uno dei fattori di incertezza della situazione è legato alla possibile influenza della monetizzazione del disavanzo pubblico della Russia man mano che diminuirà il denaro accumulato nel Fondo di riserva, che secondo gli analisti di Fitch potrebbe raggiungere i 42 miliardi di dollari nel 2010 (equivalente a circa l’8% della massa monetaria M2).

I rating di alcune regioni della Russia (versione Fitch 2010)
 
 
Notiziario dai mercati Csi su dati Fitch