In Russia in arrivo un monopolio
dei servizi legali
La legge metterà al bando le società giuridiche - Ai legali stranieri sarà permesso di occuparsi di questioni giuridiche di diritto internazionale – La monopolizzazione del mercato dei servizi legali provocherà un’impennata dei prezzi che attualmente variano da 3mila rubli a mille euro per un’ora di consulenza
In Russia potrà essere introdotto un monopolio per i servizi legali. Un disegno di legge, intitolato “Sulle prestazioni dei qualificati servizi legali” è stato elaborato dal Consiglio della Federazione e in ottobre sarà trasferito per l’approvazione alla Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento russo).
Secondo uno degli autori della nuova legge, il vice presidente del Consiglio della Federazione, Aleksandr Torshin, la sua approvazione si è resa necessaria per migliorare la qualità dei servizi legali, mentre molti esperti del settore giuridico accusano il Parlamento di un tentativo di monopolizzare il mercato dei servizi legali, che inevitabilmente aumenterà i costi dei servizi per i consumatori.
In particolare il disegno di legge federale prevede che tutti i tipi di servizi legali, a cominciare dalle consultazioni verbali e a concludere con la rappresentanza dei clienti nei tribunali, potranno essere prestati esclusivamente dai professionisti come avvocati, notai e agente (incaricato) di brevetti.
Ai legali (giureconsulti) che lavorano in una società oppure in un ente pubblico sarà permesso di assistere legalmente soltanto il proprio datore di lavoro, mentre agli avvocati stranieri sarà permesso di occuparsi esclusivamente di problemi di diritto straniero e internazionale.
Ai legali che attualmente si occupano di attività imprenditoriale oppure che sono titolari di società di servizi giuridici, la legge concederà il diritto di diventare avvocati senza l’obbligo di passare un esame speciale. Invece i giurisperiti di ordine delle società di consulenza legale non potranno di esercitare la professione da professionisti.
La prefazione del disegno di legge punta sul fatto secondo cui attualmente l’assistenza legale può essere prestata da persone senza un’istruzione speciale e professionale, che negli ultimi anni ha fatto scendere drasticamente la qualità dei servizi giuridici in Russia.
Inoltre, attualmente in Russia non esiste alcun limite di professione per i legali stranieri, mentre le attività dei legali russi all’estero sono soggetti a molte rigide restrizioni.
Secondo gli autori il varo della nuova legge è particolarmente importante dal punto di vista delle prospettive dello status geopolitico della Russia come membro a pieno titolo della comunità internazionale, con cui gli altri Paesi dovranno sempre tenere conto.
L’approvazione della legge si è resa necessaria dal momento che in Russia è stato registrato il degrado dell’istruzione giuridica e si è acutizzato il problema dei servizi legali di qualità.
“Il problema della scarsa qualità di istruzione giuridica è diventato molto acuto, ma ciò non significa affatto che la Russia ha bisogno di un monopolio di servizi giuridici”, ha dichiarato il presidente del Comitato parlamentare per i problemi legali, il deputato della Duma di Stato, Pavel Krasheninnikov.
Anche il Dipartimento legale dell’Amministrazione presidenziale del Cremlino ha giudicato negativamente il disegno di legge sui servizi giuridici. Il consigliere per i problemi giuridici del presidente, Larisa Brycheva, ha puntato sulla risoluzione della Corte costituzionale della Russia del 16 luglio del 2004 che aveva concesso alle persone che non dispongono dello status di avvocato il diritto di prestare assistenza giuridica. La Corte costituzionale ha riconosciuto come anticostituzionale la tesi del Codice processuale arbitrale del 2002, che ha permesso di intervenire in aula del tribunale esclusivamente agli avvocati professionisti e ai legali societari.
Il presidente della Suprema corte arbitrale, Anton Ivanov, ha dichiarato più volte che l’assistenza legale in Russia dev’essere prestata esclusivamente da avvocati e non della società giuridiche.
I giuristi praticanti non sono d’accordo con l’idea del disegno di legge. In Russia esistono molte società di consulenza legale che dispongono dello status di un’associazione di avvocati, ma la struttura della comunità di avvocati che si è creata in Russia non permette di sviluppare attivamente il business legale dal momento che l’avvocatura russa e il livello attuale del suo sviluppo non rispondono agli standard internazionali. C’è chi sostiene che il varo della nuova legge provocherà il collasso del mercato dei servizi legali, su cui in questi tempi operano migliaia di società giuridiche.
Inoltre,la nuova legge rischia di provocare una nuova divisione del mercato dei servizi legali della Russia, dopodiché aumenteranno i prezzi dei servizi. Purtroppo nella Russia post sovietica lo status di avvocato non significa affatto un’adeguata qualificazione professionale. Secondo il presidente della Confederazione delle società dei consumatori della Russia, Dmitrij Yanin “il disegno di legge significa la monopolizzazione del mercato da parte della comunità di avvocati, mentre per i consumatori il varo della legge si trasformerà in un altro aumento dei prezzi dei servizi legali”.
Attualmente il prezzo medio dei servizi di un avvocato è di 200 dollari l’ora, che può variare da 3mila rubli a mille euro.Nello stesso tempo, i servizi delle società giuridiche costano del 30-40% meno rispetto alle tariffe richieste dagli avvocati dello stesso grado di qualifica.
Notiziario dai mercati Csi su materiali del Consiglio della Federazione della Russia, Kommersant