| Il rublo potrebbe essere svalutato ancora una volta nel 2010 |
08 feb 10 |
| Kudrin: “La moneta russa dovrà diventare meno pesante rispetto al dollaro” – Il dibattito sull’opportunità di un deprezzamento del rublo è continuato con un intervento dal presidente dell’Associazione delle banche regionali “Rossija”, Anatolij Aksakov: “Sono perfettamente d’accordo con l’opinione del ministro delle Finanze rispetto alla necessità di svalutare” - Mellon della Bank of New York : una moneta nazionale russa troppo forte “non serve a niente e a nessuno”. |
Mentre si consolida la ripresa economica della Russia, il Governo e la Banca centrale hanno riaperto il dibattito sulla possibilità e, soprattutto sull’opportunità, di una nuova svalutazione del rublo. La dichiarazione del ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, secondo cui “la moneta russa dovrà diventare meno pesante rispetto al dollaro” è stata appoggiata dal primo vice premier della Banca centrale, Aleksej Uljukaev, che ha reso pubblica l’intenzione dell’Istituto centrale di “aumentare gli acquisti di dollari e di euro”. Ma la vera situazione della moneta russa dipenderà non soltanto e non tanto dai piani delle autorità monetarie nazionali, quanto dal prezzo del petrolio. Secondo Kudrin negli ultimi anni il Governo ha permesso un elevato apprezzamento del rublo che ha colpito gravemente gli interessi dell’industria nazionale, riducendo il livello di competitività dei prodotti dell’industria manifatturiera russa sui mercati internazionali. Nel 2009 sarebbe stato necessario dunque permettere una svalutazione più profonda del rublo, mentre il Cremlino si è limitato a una serie di misure “a metà”. Quel che è stato fatto non ha dato ai produttori russi grandi vantaggi per quanto riguarda i prezzi e non ha permesso all’industria di uscire dalla crisi attraverso uno sviluppo accelerato delle basi produttive. Le dichiarazioni delle autorità monetarie hanno influenzato il comportamento dei trader: nel giro di tre giorni il rublo ha perso il 5,3% sulla divisa Usa. per scendere il 29 gennaio scorso a quota 30,4312 rubli per dollaro. L’andamento dei mercati finanziari nel 2009 ha abituato gli imprenditori e i risparmiatori privati alla volatilità del corso della moneta russa rispetto al dollaro e all’euro. Come ha sottolineato lo stesso Uljukaev “la popolazione e gli imprenditori hanno smesso di reagire in maniera esageratamente nervosa alle oscillazioni del corso del rublo. Lo si vede dalla struttura dei depositi bancari che non mura sostanzialmente seguendo il corso del rublo”. In gennaio la Banca centrale ha acquistato sul mercato interno circa 600 milioni di dollari, preannunciando un aumento degli investimenti in valuta pregiata, che potrebbe far salire il costo del paniere bivalutario (dollaro-euro) dagli attuali 35 rubli a 38.

Il dibattito sull’opportunità di un deprezzamento del rublo è continuaro con un intervento del presidente dell’Associazione delle banche regionali “Rossija”, Anatolij Aksakov: “Sono perfettamente d’accordo con l’opinione del ministro delle Finanze riguardo alla necessità di svalutare”. Secondo Aksakov le autorità monetarie russe devono tentare di far scendere il corso della moneta nazionale dagli attuali 30,42 rubli a 35 rubli per dollaro. Per raggiungere questo obiettivo Aksakov ha proposto all’Istituto centrale di aumentare non soltanto il volume dei propri “interventi” sul mercato valutario, ma anche di abbassare ancor di più il tasso di rifinanziamento nel corso di un periodo di tempo piuttosto stretto: per esempio, di far scendere il tasso oggi di un punto percentuale e tra non più di due settimane di un ulteriore punto. Anche il direttore per i mercati globali della banca Bank of New York — Mellon, Michael Wulfolk, ha dichiarato che in questo periodo una moneta nazionale troppo forte non serve a niente e a nessuno. Secondo Wulfolk non bisogna fare dal corso del rublo un “feticcio”, mentre la svalutazione della moneta russa fino a quota 35 rubli per dollaro aumenterà notevolmente la domanda di prodotti “made in Russia” da parte degli importatori stranieri. In questo caso, ha sottolineato Wulfolk “i Paesi dell’Europa, gli Stati Uniti e il Giappone acquisteranno molto più volentieri i prodotti russi . Bisogna sottolineare che le intenzioni annunciate dal Governo e dalla Banca centrale della Russia si distinguono dalle aspettative delle maggiori banche d’investimento che si aspettano nel 2010 un corso della moneta tra i 29 e i 30 rubli per dollaro, che corrisponderà a un prezzo del greggio pari a 70-80 dollari al barile. Il corso del rublo nel 2010 rimarrà piuttosto volatile con una tendenza all’apprezzamento sul dollaro (Deutsche Bank). Anche se il rublo sarà deprezzato in seguito ai massicci investimenti della Banca centrale in dollari e in euro alla fine dell’anno il risultato sarà positivo per il la moneta russa che su grandi linee dovrebbe rafforzarsi sul dollaro (Citi). Nel mezzo di tutte queste dichiarazioni e valutazioni, tutti tra ministri e esperti sono d’accordo che il principale punto di riferimento per la moneta russa nel 2010 rimarrà il prezzo del petrolio: la Banca centrale potrà influenzare tramite le operazioni sul mercato valutario il corso del rublo, ma si tratterà di un effetto a breve termine, perché in realtà sarà il petrolio a guidare durante l’anno il corso della divisa russa.

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