portale mercati CSI mercoledì 08 settembre 2010
Banca Intesa
Il Sole 24 ORE
 HOME PAGE
 Iscrizione alla newsletter  Chi Siamo  Contatti
MERCATI FINANZIARI
 EDITORIALE
 APPROFONDIMENTI
 TREND E MERCATI
 GUIDA PRATICA
 MERCATI FINANZIARI
 STATNEWS
 LEGGI E NORME
 DA IL SOLE 24 ORE
 BUSINESS CENTER
 CALENDARIO FIERE
 Notiziario CSI - il PDF
Stabile e solido il mercato finanziario russo 06 set 10
L’accelerazione dell’inflazione causata dai problemi agricoli (caldo e incendi) non rischia di diventare fonte di  destabilizzazione fino alla fine del 2010 – Nei prossimi mesi la Banca centrale per frenare la corsa dei prezzi non dovrebbe ricorrere a strumenti come l’aumento del tasso di rifinanziamento – Nel 2011 il tasso di rifinanziamento potrebbe ritornare a crescere per arrivare a quota 8,25 per cento.

Nonostante un’estate drammatica per il caldo e per gli incendi che hanno rovinato un altro raccolto previsto da record, non si sono registrati negli ultimi mesi segnali di una possibile destabilizzazione del mercati finanziari della Russia.
Il volume di liquidità in rubli si riduce lentamente da 1.500 miliardi all’inizio di luglio a 850 miliardi di rubli in agosto. Ciò non significa un peggioramento della situazione del mercato finanziario dal momento che il volume di denaro a breve termine nel sistema è ritenuto dagli operatori finanziari abbastanza “confortevole”.
Nella struttura della liquidità, ovvero l’insieme degli avanzi sui conti corrispondenti e su quelli di deposito presso la Banca centrale della Russia, negli ultimi due mesi estivi è diminuita la quantità di “avanzi depositari” fino al minimo dei primi sei mesi dell’anno del 36 per cento e ciò può essere considerata come un’indicazione indiretta di una domanda equilibrata per le risorse a breve termine.
I tassi d’interesse sul mercato sullo sfondo dei periodi dei pagamenti delle tasse fiscali non sono aumentati. Il massimo locale per i crediti overnight si è fissato vicino a quota 3,3%, scendendo alla fine di agosto – inizio di settembre al 3 per cento. Il corridoio percentuale compreso tra il 2,75% e il 7,75% rimane invariato, mentre i tassi di mercato tendono al suo limite inferiore.
La stabilità del mercato finanziario interno della Russia viene garantita da alcuni fattori tra cui:
i ritmi piuttosto elevati della spesa pubblica, la cui base in valuta per il suo finanziamento determinerà fino al 2012 i parametri dell’emissione dei rubli;
I tassi di sconto al loro minimo storico - il Regolatore ha promesso di  mantenerli allo stesso livello anche nei prossimi mesi - hanno assicurato costi bassi di accesso ai fondi per le banche;
non si nota una crisi di fiducia tra gli operatori finanziari: i tassi di mercato relativamente bassi corrispondono a un volume elevato di liquidità disponibile;
la presenza, anche in quantità moderate, di acquisti “netti” di valuta pregiata da parte della Banca centrale nel periodo maggio-agosto del 2010 (il volume in rubli di acquisti è stato pari a 250miliardi  nel periodo maggio-agosto e di 40miliardi nei due ultimi mesi estivi).
Secondo le informazioni fornite dal Servizio tributario della Russia, nella prima metà del 2010 la locale diminuzione della liquidità in rubli legata al pagamento delle tasse (Iva, la tassa sociale unica, la tassa sulla produzione di materie prime, ecc.) è stata in media di 680 miliardi di rubli. Gli analisti prevedono che - nel caso il Governo riesca a rispettare la Legge finanziaria del 2010 e se la quota dei redditi del bilancio federale rimanga stabile al 55% del budget consolidato della Russia - la diminuzione mensile della liquidità non dovrebbe superare fino alla fine dell’annoi  650 miliardi di rubli.
Ci si aspetta che fino alla fine del 2010 la domanda di strumenti di rifinanziamento della Banca centrale debba continuare a diminuire: già nel mese di luglio il volume dei mezzi ottenuti dal Regolatore tramite i canali di rifinanziamento era diminuito rispetto a giugno di circa due volte, a 45 miliardi di rubli.
Come in precedenza la parte principale dei fondi ottenuti tramite il sistema di rifinanziamento (69%) restano le operazioni di REPO diretto in base alle aste.
Negli ultimi mesi è diminuita notevolmente la domanda di strumenti del debito della Banca centrale: nel periodo giugno-agosto sono state dichiarate nulle quattro aste per il collocamento dei bond della Banca centrale della Russia (la sigla russa OBR).
Il caldo anomalo e, di conseguenza, l’agitazione sul mercato cerealicolo russo hanno accelerato la corsa dei prezzi. Per il Cremlino un tasso d’inflazione decisamente superiore alle previsioni ottimistiche si presenta come un “male maggiore”.
In questa situazione gli operatori finanziari e gli analisti s’interrogano riguardo alla risolutezza della Banca centrale di mettere in funzione tutti i strumenti disponibili della politica monetaria e creditizia per ridurre l’eventuale impatto negativo dei processi inflazionistici.
In primo luogo si potrebbe trattare  di misure indirizzate a cambiare i relativi indicatori dei prezzi dei fondi di mercato, ovvero di un cambiamento dei tassi d’interesse stabiliti dal Regolatore.
Inoltre, si potrebbe trattare della gestione dei canali della primaria offerta di denaro.
Molti esperti hanno dichiarato di dubitare che la Banca centrale possa decidere di cambiare entro la fine del 2010 i tassi di rifinanziamento: una mossa che dipende non soltanto dal tasso d’inflazione, ma anche dal livello dell’attivismo dell’economia in generale, nonché dallo stato e dalla “salute” del settore bancario russo.
Ciononostante, il tasso di rifinanziamento della Banca centrale potrebbe crescere dall’attuale 7,75% all’8,0% nel primo trimestre del 2011 e arrivare all’8,25% alla fine dell’anno prossimo.

Gli ultimi 6 mesi dei mercati russi (31.08.2010) 


Notiziario dai mercati Csi su dati Petrokommerz, Bloomberg, Reuters