La Banca centrale russa mantiene stabile il tasso di rifinanziamento

Per ottobre il tasso di rifinanziamento rimane a quota 7,75 per cento - Il Fondo monetario internazionale aveva proposto di aumentare il tasso percentuale - Non appena si esauriranno i fattori legati alle anomale condizioni climatiche dell’estate scorsa la pressione inflazionistica diminuirà di colpo - Nel 2011 è previsto un apprezzamento del rublo sul dollaro

Il 27 settembre la Banca centrale della Russia ha deciso,  nonostante la preoccupante accelerazione della corsa dei prezzi verificatasi nel corso del mese, di non toccare il tasso di rifinanziamento che sarà mantenuto fino alla prossima assemblea del Consiglio di direzione dell’Istituto centrale, in programma per la fine di ottobre.
La Banca centrale ritiene che i rischi inflazionistici legati alle condizioni di carattere monetario si trovino tuttora a un livello “accettabile”. In ogni caso, il regolatore continuerà a monitorare la situazione per reagire in caso di “urgente necessità”.
CAMBIO RUBLO-EURO RUBLO-DOLLAROI direttori della Banca centrale, che si riuniscono una volta al mese per analizzare i problemi della politica dei tassi, hanno deciso di non cambiare il tasso di rifinanziamento per la quarta volta di seguito.
Lo scorso giugno si era concluso un ciclo di riduzione dei tassi, iniziato nell’aprile del 2009. In questo lasso di tempo il tasso di rifinanziamento è stato ridotto per ben 14 volte, dal 13% all’attuale 7,75 per cento.
La Banca centrale ha preso questa decisione contro le aspettative del Fondo monetario internazionale che aveva auspicato un graduale aumento del tasso di rifinanziamento.
Stando ai risulti di un recente sondaggio d’opinione, in questo momento la maggior parte degli operatori del mercato finanziario russo si aspetta che la Banca centrale possa ritornare alla politica del graduale aumento dei tassi di rifinanziamento già nel primo trimestre del 2011.
Questa ipotesi è appoggiata dall’apparente crescita degli aggregati monetari, dall’accelerazione dell’inflazione e dalle aspettative di un ulteriore aumento dei prezzi al consumo.
Alcuni analisti invitano, però, alla cautela: l’aumento del tasso di rifinanziamento sarà possibile soltanto se l’Istituto centrale decidesse di passare alla politica del targeting dell’inflazione. Un’eventualità che nella situazione attuale appare ancora poco probabile.
Da questo punto di vista la politica monetaria della Banca centrale dovrebbe cambiare in collegamento alle necessità di finanziamento del disavanzo pubblico e non, invece, in conseguenza delle indicazioni mensili del tasso d’inflazione. Per i rappresentanti del ministero delle Finanze molti analisti “esagerano” riguardo ai rischi legati all’inflazione per una serie di motivi, tra cui la crescita economica ancora molto instabile. Il caldo anomalo, la siccità e gli incendi  di questa estate hanno provocato un’impennata dei prezzi, aumentando le previsioni sul tasso d’inflazione alla fine del 2010 (per i dati consultare la pagina Statnews di questo numero di Russia24).
Questa situazione straordinaria non ha nulla a che vedere con  fattori reali di carattere monetario: a esclusione del settore dei generi alimentari e delle tariffe regolate dallo Stato non si registrano aspettative inflazionistiche.
Nonostante la ripresa economica della Russia non sia ancora molto stabile, non si vedono all’orizzonte motivi per un’accelerazione della corsa dei prezzi dopo che verranno eliminate le conseguenze della calura anomala dell’estate 2010.
In questa situazione sarebbe molto difficile che la Banca centrale possa decidere consistenti interventi sul mercato valutario.
In precedenza l’Istituto centrale partecipava attivamente alle contrattazioni sul mercato valutario, un fattore che aveva fatto degli acquisti di valuta pregiata il principale motore dell’inflazione.
Negli ultimi tempi il corso del paniere bivalutario, composto al 55% di dollari e al 45% di euro ha deviato abbastanza da quello previsto dalla Banca centrale, dopodiché il Regolatore è sceso sul mercato con un’offerta di valuta pregiata. Ciononostante, il conto delle operazioni correnti, malgrado una rapida crescita delle importazioni, resta abbastanza favorevole per il rublo.
Non appena si fermerà la fuga di capitali, provocata nel 2010 da una serie di fattori di carattere temporaneo (per i dati consultare la pagina Statnews di questo numero di Russia24), il corso del rublo dovrebbe ritornare a crescere, ma in maniera meno forte rispetto alle previsioni ottimistiche degli analisti.
Le previsioni attuali riguardo al corso del rublo nei prossimi anni sono basate sull’aspettativa di poco significativi interventi della Banca centrale sul mercato valutario, mentre si prevede che il Regolatore rastrellerà più liquidità rispetto ai volumi della sua offerta.
Lo Stato riesce a far fronte alla pressione dei fattori monetari: nel 2010 gli aggregati monetari della Russia sono aumentati del 30-50%, un dato che negli anni precedenti avrebbe preannunciato un’impennata dei prezzi al consumo. Invece nella situazione in cui alla fine del 2010 circa 800 miliardi di rubli della base monetaria sono stati investiti in bond a breve termine di maturazione della Banca centrale, si riesce a frenare la pressione monetaria sull’inflazione. Di conseguenza, sarà difficile che il tasso di rifinanziamento si trovi al centro dell’attenzione dell’Istituto centrale. Nel periodo a medio termine le aliquote dei tassi del mercato monetario saranno determinate dal fabbisogno di finanziamenti del disavanzo pubblico e non, invece, dalla politica monetaria della Banca della Russia.
Attualmente i tassi sul mercato monetario russo oscillano intorno a quota 2-2,75 per cento. In base al programma governativo il ministero delle Finanze intende rastrellare nel 2011 sul mercato finanziario interno fino a 1.700 miliardi di rubli, riducendo al minimo indispensabile di 250 miliardi di rubli i trasferimenti dal Fondo di riserva. Vale a dire che l’emissione netta del budget sarà decisamente più bassa rispetto alle rispettive emissioni degli anni precedenti.
Nello stesso tempo con un programma di prestiti così “ricco” e una distribuzione poco omogenea della spesa pubblica durante l’anno, la situazione di liquidità rischia di peggiorare nel 2011, provocando una crescita dei tassi percentuali.
In questa situazione, la Banca centrale della Russia potrà intraprendere iniziative volte a frenare la crescita dei tassi percentuali. Nel caso in cui la situazione dovesse continuare a peggiorare, il Regolatore potrebbe lanciare delle misure per ridurre la pressione. La Banca centrale potrebbe rendere meno ampio il distacco tra i tassi sui depositi e sulle operazioni repo, oppure potrebbe ridurre gradualmente i tassi alle aste per il collocamento dei bond della Banca della Russia.
 

Le previsioni del corso del rublo