Dal dicembre 2004 al novembre del 2005 soltanto gli investimenti in oro, negli immobili e in titoli hanno garantito agli investitori privati russi un rendimento superiore al tasso d’inflazione.
Nei 12 mesi passati la corsa dei prezzi è stata dell’11,2 percento. Intanto il corso del dollaro rispetto al rublo è cresciuto dell’1,75%, mentre la valuta unica europea è stata deprezzata nei confronti della divisa russa del 9,16 per cento.
Vale a dire che nell’ultimo anno i risparmi, convertiti in euro (in contanti) sono stati svalutati del 18,3% mentre quelli in dollari hanno perso l’8,5 per cento. Tempi duri anche per la clientela privata delle banche russe: nel 2005 i detentori dei depositi in euro hanno perso il 12,96% dei propri risparmi. I conti in dollari e in rubli sono stati deprezzati rispettivamente del 2,45% e dell’1,45 per cento.
Corso rublo/euro nel 2005
Corso rublo/dollaro nel 2005
La performance fallimentare dei tradizionali strumenti finanziari (che i risparmiatori russi, eredi della pianificata economia socialista sovietica conoscono meglio degli altri) ha attirato l’attenzione agli strumenti alternativi. Aumenta la popolarità dei cosiddetti “conti metalli” (l’investimento in lingotti d’oro che le banche autorizzate acquistano per i propri clienti). I rendimenti in rubli di questi depositi sono stati determinati da una crescita senza precedenti del prezzo dell’oro sui mercati globali e dalla minima dinamica positiva del corso del rublo rispetto al dollaro. Come conseguenza i “conti metalli” hanno fruttato nel 2005 ai proprietari gli interessi del 6,3 per cento.
Gli investimenti nell’industria del mattone hanno garantito un rendimento medio del 7,29 per cento. Ma la necessita di un notevole investimento iniziale limita il numero delle persone che possono sfruttare l’impennata dei prezzi degli immobili russi.
Il 2005 è stato un anno d’oro per gli investimenti in titoli: nella seconda metà dell’anno l’indice borsisitico russo Rts è aumentato del 48,55 per cento. Alcune società finanziarie, che hanno scelto il momento giusto per fissare i redditi, hanno dimostrato una performance ancora più impressionante (+50%).
Indice Rts nel 2005
Anche i fondi comuni hanno registrato dei rendimenti (in rubli) considerevoli: fondi misti fino al +58%, fondi obbligazionari fino al +13,8%, fondi azionari fino al +52,3 per cento.
Secondo le stime degli esperti della banca d’investimento Goldman Sachs (Gs), per il 2050 il prodotto interno russo dovrebbe crescere di oltre 10 volte, raggiungendo quota 55.630 dollari pro capite. L’economia russa dovrebbe salire al settimo posto tra le maggiori economie globali.
Nel 2006 gli esperti di Goldman Sachs consigliano di continuare a investire nei mercati valutari e azionari della Russia e di altri Paesi del gruppo Bric (Brasile, Russia, India e Cina). “Crediamo che anche nel 2006 il fenomeno Bric garantisca una buona performance, mentre saranno sempre molto interessanti gli investimenti sui mercati valutari e azionari di questi quattro Paesi”, hanno scritto gli analisi della Goldman Sachs in un rapporto intitolato “Bric e oro”, secondo cui “i Paesi del gruppo Bric non sono più dei semplici mercati emergenti, ma il secondo, dopo gli Stati Uniti, motore dell’economia globale”.
Notiziario dai mercati Csi