Nelle banche russe crescono i depositi dei piccoli risparmiatori

Lo scorso dicembre sono stati registrati i ritmi più alti di aumento dei depositi  – Alla fine di dicembre  i depositi della clientela privata sono aumentati del 7,3 per cento – In precedenza una crescita così rilevante era stata registrata nel 2008.

Secondo le statistiche della Banca centrale della Russia al 1° gennaio il volume di depositi delle persone fisiche presso le banche russe è aumentato rispetto al 1° dicembre 2011 del 7,3 per cento. Si tratta dell’ aumento record per gli ultimi tre anni.

Tradizionalmente i depositi della clientela privata aumentano a ritmi accelerati proprio nel mese di dicembre,quando ai lavoratori russi vengono pagati  bonus di vario tipo, la tredicesima mensilità, ecc. Così alla fine del dicembre 2008 si era registrata una crescita del 6,9 per cento. Lo stesso dato è stato registrato anche alla fine del dicembre 2009. Mentre nel dicembre di due anni fa i ritmi di crescita dei depositi bancari erano stati leggermente più bassi, cioè del 6,1 per cento.
A titolo di confronto si può notare che alla fine dello scorso novembre c’era stato un aumento dei depositi dell’1,7 per cento, mentre nello stesso mese del 2010 la crescita era stata dell’1,9 per cento. In ottobre  il volume di depositi della clientela privata presso le banche russe è diminuito dello 0,4 per cento.
DepositiSecondo gli analisti finanziari russi le banche che non possono accedere alle risorse finanziarie dello Stato, ovvero ai fondi messi a disposizione degli istituti di credito dalla Banca centrale della Russia tramite le operazioni di REPO oppure ai depositi del ministero delle Finanze, soffrono di una elevata scarsità di liquidità e cercano di aumentare i propri fondi attraverso il rastrellamento del denaro delle persone fisiche. In primo luogo le banche vanno a caccia dei soldi della potenziale clientela aumentando i tassi d’interesse. Per il momento le banche non offrono ai propri clienti dei tassi molto elevati, com’era successo nei mesi estivi del 2009. Ciononostante, molti istituti di credito hanno già superato l’aliquota tabù dell’11 per cento annuo.
Alla fine del 2011 i tassi d’interesse per i depositi in rubli hanno lasciato dietro le spalle il tasso d’inflazione (6,1%) e sono diventati davvero interessanti per i clienti.
Nonostante la volatilità dei mercati finanziari russi e internazionali, alcuni degli indicatori macroeconomici, tra cui i redditi reali disponibili dalla popolazione e lo stipendio medio nominale mensile, hanno dimostrato una crescita decisamente superiore al 2010, legata all’aumento dei guadagni della popolazione. E le banche cercano di mettere le mani su questo denaro.
Invece, per quanto riguarda i metodi alternativi d’investimento, come quelli negli immobili o in oro, sono accessibili solo per una piccola parte della popolazione russa, mentre la maggior parte della gente comune non ha le competenze per come impiegare i propri risparmi. Una tredicesima mensilità o un bonus di un dipendente di certo non basteranno per l’acquisto di un appartamento a Mosca o di una casa di campagna. Invece, l’oro è entrato in un periodo molto volatile, dopo una crescita ininterrotta durata tre anni. L’elevata volatilità del mercato aurifero respinge gli operatori dilettanti.

Il produttore russo di vini spumanti Abrau-Dursò verso l’IPO nel 2012

Le cantine di Abrau-DursòL’IPO di Abrau-Dursò, il maggiore produttore russo di vini spumanti di alta qualità, si realizzerà in una Borsa russa nella primavera del 2012. Lo scorso gennaio il Servizio federale russo per i mercati finanziari ha registrato ufficialmente il prospetto dei titoli di Abrau-Dursò. La casa vinicola emetterà  735mila azioni ordinarie, che saranno offerte al prezzo nominale di 100 rubli ognuna.
Come hanno sottolineato i rappresentanti di Abrau-Dursò, l’Ipo della società non è legato alla necessità urgente di attirare nuovi investitori. Abrau-Dursò produce e commercializza vini spumanti, dispone di vigne, di terreni agricoli, di alberghi nella regione meridionale di Krasnodar.

«Le opportunità sono in Russia»La Banca centrale della Russia apre i propri depositi al dollaro australiano

A partire dal mese di febbraio d la Banca centrale della Russia comincerà a convertire una parte delle proprie riserve internazionali in dollari australiani. Come ha dichiarato il vice Governatore della Banca centrale della Russia, Aleksej Uljukaev, il Regolatore ha in programma l’ulteriore diversificazione del proprio portafoglio valutario-aurifero. Ma su questa via ci sono degli ostacoli. In primo luogo la bassa liquidità dei mercati delle valute “secondarie” internazionali.
Attualmente le riserve internazionali della Banca centrale della Russia sono denominate principalmente in dollari e in euro, mentre una piccola parte è stata convertita in sterline britanniche, in yuan cinesi e in dollari canadesi. A partire dal febbraio a questo gruppo di valute si aggiungerà a il dollaro australiano.
“Grazie ai prezzi alti delle materie prime il bilancio australiano è positivo, perciò il corso del dollaro australiano potrà continuare a crescere rispetto alle principali valute mondiali”, ha detto Uljukaev.
Ciò non significa affatto che la Banca centrale sia seriamente intenzionata a cambiare la struttura delle proprie riserva valutarie e aurifere. “Non crediamo assolutamente alle storie legate alla possibilità della disintegrazione della zona dell’euro, che per la Russia rappresenta una stabile valuta di riserva”, ha affermato il vice Governatore.
Il volume delle riserve internazionali, aurifere e valutarie, della Banca centrale della Russia sono cresciuti nel periodo compreso tra il primo di gennaio del 2011 e il primo di gennaio del 2012 del 4,02% raggiungendo la quota di 498,65 miliardi di dollari. In quanto al volume delle proprie riserve internazionali la Russia si trova al terzo posto dopo la Cina e il Giappone.