Crisi e rublo: i turisti russi riducono lo shopping all’estero
Per la prima volta negli ultimi cinque anni i cittadini russi che si recano in ferie all’estero hanno manifestato una tendenza al risparmio – In primo luogo ha sofferto lo shopping tradizionale – La riduzione delle spese è legata alla svalutazione del rublo e all’apprezzamento del dollaro e dell’euro – Non è cambiata in ogni caso la classifica dei dieci Paesi preferiti per fare acquisti
Uno degli indicatori della fine della crisi economica è legato alla crescita delle spese all’estero dei turisti russi. Per il momento l’aumento non c’è stato: per la prima volta negli ultimi cinque anni i turisti russi hanno manifestato un atteggiamento molto cauto negli acquisti con le proprie carte di credito. Mentre sono diminuite le spese in dollari e in euro, quelle denominate in rubli non hanno subito alcun calo. E questo perché il corso della moneta russa rispetto a quella americana è diminuito in un anno da 23 rubli ai 32 per dollaro. Come a dire che quanto speso dai turisti russi all’estero lo scorso anno, è calato automaticamente nell’estate 2009 del 39 per cento.
In altri termini quest’anno, in seguito a una rapida crescita durata cinque anni, le spese all’estero dei turisti russi sono ritornate sui livelli registrati nel 2007. Le spese dei turisti russi pagate all’estero con carte di credito hanno registrato una diminuzione dell’1,5%, scendendo dal 19,4% nel 2008 al 17,9% nel 2009. L’analisi concreta delle spese ha dimostrato che la diminuzione ha interessato innanzitutto il tradizionale shopping dei russi all’estero.
Inoltre, la diminuzione riflette la svalutazione del rublo: mentre il volume di una transazione media in dollari è diminuito da 220 a 166 dollari, l’equivalente in rubli è rimasto praticamente invariato.
Per il momento le abitudini dei turisti russi all’estero sono cambiate poco ma alla fine dell’anno il calo delle spese potrà risultare molto significativo.
Nello stesso tempo le preferenze geografiche dei consumatori russi non hanno subito alcuna variazione: come in passato gli Stati Uniti, l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia si trovano al vertice delle preferenze.
Negli ultimi cinque anni la leadership assoluta appartiene agli Stati Uniti. Ciò è legato al fatto che, a differenza dai Paesi europei, i russi fanno negli Stati Uniti molti viaggi ‘individuali’, spostamenti caratterizzati da spese più alte, comprese quelle supplementari di trasporto da una città all’altra.
Negli ultimi tre anni l’Italia ha mantenute il secondo posto nella lista delle preferenze per lo shopping dei viaggiatori russi, rubando alla Francia il titolo di capitale della moda d’Europa.
Al terzo posto trova la Gran Bretagna, mentre la Francia, battezzata negli anni Novanta “Mecca dello shopping”, si piazza al quarto posto nella classifica delle preferenze dei viaggiatori
Al quinto posto c’è la Svizzera, Paese must per i nuovi ricchi russi, mentre la Spagna con la sua Costa Dorada si classifica al sesto posto.
La Finlandia grazie alla sua vicinanza geografica a San Pietroburgo occupa il settimo posto. La Turchia che negli ultimi due anni ha registrato una diminuzione del flusso turistico dalla Russia è in ottava posizione rispetto alle preferenze dei turisti russi amanti dello shopping. Il nono e il decimo posto sono occupati dagli Emirati Arabi e dall’Austria, che non ha beneficiato dalla popolarità delle sue località sciistiche tra i VIP russi. Paradossalmente l’unico Paese che ha registrato un aumento della spesa singola media in valuta – da 300 a 320 dollari per transazione – è stato Cipro. Mentre la vicina Grecia, che negli ultimi anni è diventata un Paese molto popolare per l’acquisto di pellicce, ha registrato una diminuzione della transazione media in valuta da 330 dollari nel 2008 ai 245 nel 2009.
In generale la più forte diminuzione delle spese dei russi in valuta lo hanno subito i negozi degli Emirati Arabi, dell’Italia e della Grecia.
Attualmente il Paese più popolare tra i russi per l’acquisto di gioielli in oro è la Turchia (il 23% di tutte le spese dei russi in questo Paese), mentre per gli acquisti di vestiti e di calzature leader resta indubbiamente l’Italia (circa il 41% delle spese totali dei russi in questo Paese).
Nell’estate 2009 una netta diminuzione della spesa media è stata registrata praticamente in tutte le categorie merceologiche. Una maggiore riduzione della spesa dei turisti russi all’estero ha interessato le categorie dei gioielli e dei prodotti per la casa.
Rispetto a quelle totali, le spese per alberghi all’estero sono aumentate dal 19% del 2008 al 22% del 2009.
Ha subito una lieve diminuzione la spesa per vestiti-calzature. Secondo gli esperti anche in futuro questa categoria rimarrà una delle più popolari per le spese dei turisti russi all’estero. Questa situazione si manterrà fino al momento in cui i prezzi dell’abbigliamento italiano, francese e inglese in Russia non arriveranno agli stessi livelli dei negozi e degli stock center in Italia e in altri Paesi europei. Attualmente, i prezzi dello stesso tipo di abbigliamento in Russia superano del 50-200% quelli degli stessi prodotti venduti in Italia.
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