Turismo: in diminuzione i viaggi di turisti russi all’estero

Nella prima metà del 2009 il numero dei russi in che hanno visitato Paesi stranieri è diminuito del 22,6% - In questo periodo all’estero sono andati 3,8 milioni di russi – Il flusso turistico dalla Russia verso l’Italia è aumentato di oltre l’11 per cento – In calo invece i viaggi in Spagna -  I russi hanno paura dell’influenza da virus A.

Nella prima metà del 2009 il numero dei turisti russi all’estero è diminuito del 22,6% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Come ha dichiarato il portavoce dell’Unione russa dell’industria turistica, Irina Tjurina, la flessione ha colpito molti Paesi popolari tra i turisti russi: “Il numero dei turisti russi che nella prima metà dell’anno hanno visitato i Paesi esteri è diminuito di 1,1 milioni di persone ovvero del 22,6 per cento”, ha dichiarato la Tjurina.
Il numero totale dei russi che nel periodo gennaio-giugno si sono recati all’estero è sceso dunque a quota 3,8 milioni.
In maniera particolarmente grave sono stati colpiti i viaggi nel secondo trimestre del 2009, ,periodo in cui il flusso turistico dalla Russia verso l’estero è sceso del 23 per cento.
Più di tutti gli altri Paesi ha sofferto la Cina che ha visto diminuire del 59 per cento gli arrivi di turisti dalla Russia. Innanzitutto, hanno disertato il versante cinese i cosiddetti “commercianti-spola”, che si recavano “oltre la grande muraglia” per riportare in Russia prodotti registrati alla dogana come possessi personali, ma successivamente venduti in numerosi mercati, come il Cherkizovskij, clamorosamente chiuso dalle autorità di Mosca.
E ciò perché negli ultimi mesi le dogane russe hanno introdotto controlli molto più rigidi sulla merce importata  dai questo tipo di turisti.
Sono stati colpiti in maniera altrettanto grave dal calo tutti gli altri Paesi che in precedenza avevano attirato dalla Russia centinaia di migliaia di turisti “commerciali”.. I viaggi in Ucraina sono diminuiti del 48%, le visite in Lituania hanno registrato una flessione del 47,5 per cento.
La crisi economica, ma soprattutto il drastico aumento dei prezzi dagli hotelier,  hanno inciso sicuramente sulle visite dei turisti russi in Croazia: nella prima metà del 2009 i viaggi dei russi nel Paese sono diminuiti del 42 per cento.
La situazione potrà migliorare alla fine del terzo trimestre, inizio del quarto. Un mini sondaggio, condotto dal Notiziario Csi tra le agenzia di viaggio di Mosca ha permesso di capire che in settembre il flusso turistico verso le principali località croate, Dubrovnik e Istria, è aumentato di parecchio, trasformando la ricerca di biglietti aerei e di camere negli alberghi delle categorie elevate in un’impresa assai ardua.
La Turchia, uno dei Paesi più popolari tra i russi che amano la spiaggia, ha registrato una diminuzione del flusso turistico del 18%, passando al secondo posto dopo l’Egitto, che in base ai risultati della prima metà dell’anno è salito in vetta alle classifiche delle località preferite dai turisti russi. I viaggi dei russi verso l’Egitto sono diminuiti comunque dell’8 per cento. Gli alberghi della Turchia non hanno voluto ridurre i prezzi a differenza dell’Egitto che in maniera molto operativa ha offerto alle agenzie di viaggio della Russia pacchetti speciali anti crisi.
È aumentato invece il flusso turistico verso lo Stato d’Israele: rispetto al primo semestre 2008 l’incremento è stato del 68 per cento. Sul risultato ha certamente influito che da quest’anno Russia e Israele hanno finalmente abolito reciprocamente il sistema di visti d’ingresso. L’esempio di Israele permette di capire l’infondatezza dei timori di taluni Paesi europei che hanno paura di un flusso incontrollato di clandestini dalla Russia.
Per la prima volta dagli ultimi anni è aumentato addirittura del 36% il flusso turistico russo verso gli Stati Uniti: “Il corso del dollaro, basso rispetto alla valuta europea, le offerte speciali degli alberghi e delle compagnie aeree hanno permesso di avvicinare i viaggi dei russi negli Stati Uniti quasi ai dati europei”, ha sottolineato la Tjurina.
Secondo le stime russe, il flusso turistico verso l’Italia è aumentato nella prima metà del 2009 del 11,5 per cento. Molti turisti russi hanno scoperto zone a sud di Roma, che cominciano a competere alla pari con Rimini e con le altre località balneari favorite dai viaggiatori che arrivano dalla Russia.
Invece, le visite di russi in Spagna sono diminuite del 9 per cento. E questo perché le autorità russe hanno “sconsigliato“ ai turisti russi di andare in Spagna a causa dell’influenza da virus A.
Infine, il flusso turistico dalla Russia verso la Corea del Sud è aumentato del 24%, mentre quelle in Olanda, Indonesia e  Lettonia hanno registrato un aumento rispettivamente del 21,5%, 15,5% e 12 per cento. Anche i viaggi in Inghilterra e in Bulgaria sono aumentati del 9,5% e dell’8,6 per cento. E nel mezzo della crisi hanno goduto di una stabile domanda dei turisti russi Paesi come India, Vietnam, Germania, Montenegro, Cipro.
Oltre ai servizi turistici, la recessione in Russia ha colpito duramente i consumi:  nel mese di luglio è stata registrata una flessione del 7,2% per i generi alimentari e dell’11,6% per i beni di consumo non alimentari.
Secondo i dati del Rosstat nel mese di luglio la popolazione ha speso per i prodotti e per i servizi appena il 62% dei propri guadagni: il risultato più basso degli ultimi 12 anni.  Solo un anno prima, nel luglio 2008 la popolazione aveva speso il 72% dei propri guadagni.

 

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