Il mercato russo dei formaggi
Dal 2004, l’anno in cui in Russia sono state raggiunte le 347.900 tonnellate, la produzione è salita progressivamente: 396.900 tonnellate nel 2006 per crescere a 400.000 tonnellate nel 2008 - In costante crescita prima della crisi economica anche le vendite - Lo scorso anno il volume di formaggi venduti ha raggiunto la quota di 665.000 tonnellate - Le importazioni costituiscono il 40% del mercato - In Russia sono funzionanti 150 grandi caseifici industriali.
La parte dominante del mercato russo dei formaggi, ovvero il 65% del totale, appartiene ai prodotti di tipo ‘duro’. Tra i consumatori russi sono molto popolari anche i cosiddetti formaggi ‘fusi’ a cui appartiene il 24% del mercato, mentre soltanto l’11% è controllato da formaggi molli (tipo mozzarella e simili).
Nei cinque anni precedenti alla crisi finanziaria del 2008-2009 il mercato russo dei formaggi è cresciuto a un ritmo del 15% all’anno. Grazie all’aumento del benessere del popolo russo e alla penetrazione della cultura occidentale più rapidamente è cresciuto il segmento di formaggi stagionati “con muffa” (+30% all’anno). Al secondo e al terzo posto per il ritmo di crescita si sono piazzati i formaggi fusi (+25%) e quelli duri (+24%).
I formaggi duri dominano i consumi e l’assortimento offerto dai supermercati e dai negozi dei generi alimentari. Dopo la disintegrazione dell’Unione Sovietica, la produzione di formaggi in Russia è diminuita gradualmente. La scarsità di produzione di formaggi è stata compensata dalle importazioni: attualmente la quote dei formaggi d’importazione raggiunge il 40% dell’intero mercato russo.
Secondo le statistiche doganali il principale Paese esportatore di formaggi verso la Russia è l’Ucraina, seguono Lituania e Germania, Finlandia, Francia e Italia.
Oltre ai formaggi, i produttori russi stanno importando tecnologie e macchinari, aumentando la produzione interna di formaggi. Dal 2004, l’anno in cui in Russia sono state prodotte 347.900 tonnellate di formaggi, la produzione ha raggiunto 396.900 tonnellate nel 2006 per salire a 400.000 tonnellate nel 2008.
Anche i volumi delle vendite erano in costante crescita per i quattro anni precedenti alla crisi finanziaria, arrivata in Russia nel 2008. Non ha influenzato la crescita neppure la stangata che nel 2007 ha colpito i prezzi dei formaggi, come conseguenza dell’aumento del prezzo del latte. E nel 2008 il volume delle vendite di formaggi ha raggiunto quota 665.000 tonnellate.
I maggiori produttori di formaggi si trovano nelle seguenti zone (regioni) della Russia: Centrale, Centrale delle Terre Nere, del Volga e degli Urali.

In totale in Russia funzionano 150 grandi caseifici industriali. I maggiori produttori sono “Syr Starodubskij (la regione di Brjansk), OAO “Mozhgasyr” (Udmurtija), Syrokombinat “Kalininskij” (Krasnodar). Bisogna dire che spesso i maggiori produttori di formaggi producono tutta una serie di prodotti di latte, tra cui yogurt, tvorog (ricotta russa), bevande di latte fermentato (kefìr, smetana, prosokvàsha, ecc.)
Nel comparto di formaggi duri non c’è un leader dominante: i 10 maggiori produttori controllano appena il 30% del mercato.
Il maggiore produttore estero che esporta formaggi verso la Russia è il gruppo olandese Friesland Food Cheese che vende i marchi di formaggi più popolari tra i consumatori russi: Gauda, Edam, Maasdam. Negli ultimi tempi ha guadagnato molta popolarità il formaggio Lamber che si sta diffondendo in tutto il Paese.
Nonostante i consumi siano in aumento, il consumo medio pro capite in Russia raggiunge appena i due chili all’anno, mentre la norma di consumo consigliata dai medici è di 6,5 chili. Per questo indicatore la Russia si trova ancora molto indietro rispetto ai Paesi industrialmente sviluppati dove si consumano da 10 a 15 chili di formaggi all’anno per abitante. In Italia il consumo di formaggi medio supera 25 chili l’anno per persona. Inoltre, rispetto alle statistiche dei tempi sovietici i consumi di formaggi in Russia sono diminuiti e finora non sono riusciti a ritornare sui livelli registrati in Urss.
Nel gruppo di base i formaggi più popolari tra i consumatori sono seguenti tipi duri: “Rossijskij”, “Gollandskij”, “Kostromskoj”, “Gauda”, “Edam”, “Maasdam”.
I formaggi costosi (molli e con muffa) godono tra i consumatori una domanda occasionale. I formaggi tipo Brie, Dor Blue e altri simili, sono conosciuti e consumati soltanto nelle grandi città e sono praticamente sconosciuti agli abitanti delle immense campagne russe. I problemi finanziari hanno fatto abbassare i consumi di dei formaggi della fascia alta.
Per soddisfare la domanda dei consumatori molti produttori hanno lanciato sul mercato russo una linea di formaggi della fascia intermedia tra i formaggio di uso quotidiano e quelli ‘Vip’ (President, Svizzero, Oltermani, ecc.)
Secondo un’inchiesta condotta dall’agenzia NP Consulting, le donne comprano formaggio molto spesso degli uomini, rispettivamente il 64,2% e il 35,8 per cento.
Al momento della decisione sull’acquisto di formaggio i fattori fondamentali sono: il prezzo (36%), design e confezione (32%), gusto preferito (16%), peso del pezzo preconfezionato (9%), la data di scadenza (7%).
Infine in Russia si consuma molto spesso il formaggio non come prodotto a se stante, bensì all’interno di un panino.
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