Il mercato azionario russo nel 2010
I ritmi di crescita registrati negli ultimi mesi del 2009 dovrebbero essere mantenuti anche nel 2010 - La Borsa Rts ha indicato come obiettivo per l’attuale anno il raggiungimento della quota 1.800 punti, un livello che potrebbe essere raggiunto già alla fine della primavera - I principali rischi per gli investimenti potrebbero essere legati a una graduale abolizione delle misure di stimolo finanziario e dei programmi di sostegno finanziario avviati dallo Stato - Secondo lo scenario di base l’indice Rts dovrebbe raggiungere a dicembre 1.800-1.850 punti, in base allo scenario ottimistico la crescita sarà di 2.050 punti, mentre per lo scenario pessimistico l’indice Rts rischierà di trovarsi respinto a quota 1.350 punti.
Dopo aver dimostrato nel 2009 una rapida crescita dei principali indicatori il mercato russo dei titoli dovrebbe conservare questo trend positivo anche nel 2010.
Il mercato azionario russo ha concluso l’anno in salita, in sintonia con le altre piazze mondiali e con il petrolio: l’indice della Borsa Micex all’ultima sessione del 2009 ha superato quota 1.370 punti, mentre l’indice della Borsa Rts era salito a quota 1.444,61 punti. In tutto il 2009 l’indice Rts ha guadagnato il 128,6%, partendo da 631,89 punti. L’indice Micex è cresciuto del 121,1%, partendo all’inizio del 2009 da quota 619,53 punti.
Tra i leader della crescita tra i blue chips si sono evidenziati i titoli privilegiati di Sberbank (la maggiore banca della Russia), che si sono apprezzati di 7,6 volte (+660% da 9,08 a 69 rubli), mentre i titoli comuni di Sberbank hanno guadagnato il 263,7% , salendo da 23 a 83,65 rubli.
Vale a dire che i mercati azionari russi sono entrati nel nuovo anno con grande ottimismo: gli analisti non si aspettano nessuno “colpo di coda e neppur dietrofront. L’economia crescerà, a ritmi sostenuti, ma difficilmente riuscirà a raggiungere i livelli precedenti alla crisi globale.
In questa situazione la Banca centrale della Russia proseguirà la linea politica verso una graduale riduzione dei tassi di riferimento, mentre le Banche centrali dei Paesi industrialmente sviluppati non si affretteranno ad alzare i tassi. Ci si aspetta che la Federal reserve non alzi i tassi prima di autunno del 2010. A differenza della Russia, dove si attendono ritmi d’inflazione piuttosto moderati, in Occidente le preoccupazioni inflazionistiche continueranno a crescere e a un certo punto potranno provocare una seria correzione sulle principali piazze internazionali (probabilmente già nella primavera del 2010).
Il ritorno dei mercati azionari globali sui livelli precedenti alla crisi è poco probabile che si verifichi già quest’anno. Con i prezzi correnti del petrolio il rublo continuerà ad apprezzarsi. Le previsioni di alcuni analisti corporate si distinguono da quelle “ufficiali” (per maggiori informazioni consultare l’Editoriale e la pagine di Approfondimenti di questo numero). Secondo gli analisti di Bank Moskvy il corso del rublo alla fine del 2010 salirà a quota 17,5 rubli per dollaro (dagli attuali 29,63 rubli), la crescita economica sarà del 7% mentre il tasso d’inflazione dovrebbe scendere al 5,5 per cento.
La Borsa Rts ha indicato come target per tutto il 2010 il raggiungimento di quota 1.800 punti, un livello che potrebbe essere raggiunto già alla fine della primavera. I titoli più consigliati tra i “blue chips” sono Gazprom, Lukoil, Sberbank, Evraz Holding, Fsk Ees, mentre tra i titoli di “seconda fila” si consiglia di prestare attenzione a Novatek, Raspadskaja, Severstal, Mrsk Holding, Ogk-4.
Tra gli altri beneficiari della ripresa dei mercati dei titoli ci saranno le banche e i produttori di metalli di base.
Le principali previsioni sullo sviluppo del mercato azionario della Russia si basano sull’aspettativa che il prezzo del greggio si mantenga nei prossimi 2-3 anni entro limiti compresi tra i 75 e gli 85 dollari al barile.
Secondo molti esperti anche in Russia l’anno sarà segnato da una ricerca attiva delle vie d’uscita dalla crisi economica e finanziaria. Di conseguenza, in dovranno essere realizzate molte riforme strutturali maturate già da parecchio tempo.
Parallelamente, gli indici borsistici si muoveranno con un’ampia oscillazione, simile alle montagne russe. Il periodo maggio-giugno potrebbe rivelarsi il più critico per i mercati azionari, con un’elevata probabilità di una riedizione del crollo, seguita da una profonda correzione con una consecutiva ripresa dei mercati in autunno.
I principali fattori di crescita per i mercati azionari russi saranno il mantenimento dei trend di crescita sulle piazze internazionali sullo sfondo della ripresa dell’economia globale, la stimolazione della domanda interna attraverso l’aumento delle pensioni dei dipendenti pubblici, il rallentamento della corsa dei prezzi, la riduzione dei tassi di rifinanziamento della Banca centrale della Russia, l’aumento della disponibilità dei crediti.
Qualora il Governo russo dovesse riuscire a realizzare lo scenario di un ampio consolidamento delle forze economiche le prospettive migliori vi saranno per le azioni che si distinguono per elevato tasso di liquidità e che costituiscono la base dei portafogli degli investitori istituzionali: oltre ai titoli di Gazprom , di Sberbank, di Lukoil le azioni delle società infrastrutturali (energia, infrastrutture del sistema, trasporti) con delle fonti garantite di finanziamento; le società dell’industria farmaceutica e della sanità pubblica, l’industria dei generi alimentari.
I principali rischi per gli investimenti nel 2010 potranno essere legati a una graduale abolizione da parte dello Stato delle misure di stimolo finanziario e dei programmi di sostegno finanziario. Secondo lo scenario di base l’indice Rts dovrebbe raggiungere alla fine del 2010 i 1.800-1.850 punti, in base allo scenario ottimistico la crescita sarà di 2.050 punti, mentre per lo scenario pessimistico l’indice Rts rischierà alla fine dell’anno di essere respinto a quota 1.350 punti.
Notiziario dai mercati Csi sui dati delle agenzie finanziarie russe e internazionali
