Il “parmigiano” dell’Ucraina cede posizioni ai prodotti di qualità

Per mantenere la fiducia dei consumatori i produttori di formaggi ucraini cercano di tenere i prezzi alla quota minore possibile – La bassa qualità del latte non permette ai produttori di rispettare i rigidi standard di produzione – L’aumento del prezzo del latte ha fatto salire quasi ai livelli europei quello del “parmigiano“  made in Ucraina.

Tre anni fa l’industria ucraina del latte e dei latticini ha deciso di avviare la produzione di ‘parmigiano’ e di ‘brie’ da offrire ai consumatori a un prezzo decisamente molto più basso rispetto agli stessi prodotti di qualità, importati  dall’Italia e dalla Francia.
La crisi finanziaria globale ha colpito in maniera particolarmente dura, provocando un’impennata dei prezzi delle materie prime e facendo salire il cosato del ‘parmigiano’ e del ‘brie’ made in Ucraina. Il prezzo dei prodotti di qualità inferiore a quelli italiani e francesi è salito più o meno agli stessi livelli proibitivi dei prodotti d’importazione. I produttori ucraini hanno così perso l’unico asso che avevano nella manica.
I consumi dei formaggi della fascia alta rappresentano una specie di indicatore del benessere della popolazione ucraina e non soltanto. In Ucraina, così come in Russia e in molte altre repubbliche ex sovietiche, il formaggio non era mai stato considerato un prodotto di primissima necessità quotidiana. L’industria ex sovietica non era in grado di offrire ai consumatori prodotti di qualità. Nella vecchia Urss, compresa anche l’Ucraina venivano prodotti pochi tipi di formaggi, tra cui quello più diffuso era il “Sovetskij” (Sovietico).
La produzione di latte in Ucraina (in % del totale)

L’apertura dei mercati ai prodotti d’importazione, un processo che negli anni Novanta ha interessato tutti i Paesi dell’Urss, ha messo i produttori russi in grande difficoltà. Per restare a galla e per soddisfare la domanda dei consumatori, i produttori ucraini hanno avviato la produzione interna di alcuni tipi dei formaggi più famosi del mondo: parmigiano, brie e camembert.
In Europa e in tutto il mondo i formaggi di alta qualità vengono solitamente prodotti con latte non pastorizzato con metodi tradizionali. In Ucraina il lusso di consumare questi tipi di formaggio per Vip se lo possono permettere davvero poche persone. Perciò per conquistarsi un mercato i produttori ucraini hanno cercato di tenere i prezzi alla quota più bassa possibile.
Il ‘parmigiano’ made in Ucraina costava la metà di quello italiano. Anche a Mosca il prezzo di formaggi italiani di qualità hanno raggiunto livelli proibitivi, non soltanto rispetto ai prezzi italiani, ma anche a quelli di molti altri Paesi europei.
La corsa dei prezzi del latte ha colpito duramente gli interessi dei produttori ucraini, che non riescono a rispettare la propria politica di prezzi bassi e siono costretti ad arrendersi nella lotta con i produttori italiani e francesi.
Secondo gli esperti di marketing, in Ucraina non esiste una precisa graduatoria che divida i formaggi in prodotti d’élite e standard. Piuttosto il mercato di formaggi ucraino è diviso in prodotti costosi e meno costosi. Tradizionalmente i formaggi più costosi vengono importati dall’Italia, dalla Francia, dalla Germania e dalla Danimarca.
Nonostante l’impegno e gli sforzi dei produttori ucraini i formaggi d’imitazione non riescono ad avvicinarsi alla qualità di quelli tradizionali. Un fatto legato alle tradizioni secolari dei produttori italiani e all’altissima qualità del latte viene usato per la produzione di formaggi di fascia alta.
Il principale problema dei produttori ucraini di formaggi è la bassa qualità del latte, di cui più del 70% viene prodotto dai contadini con metodi artigianali e soltanto poco più del 20% da moderne fattorie agricole. Il latte fornito dai produttori-contadini si distingue per la bassa qualità del prodotto. Infatti, i contadini non sono in grado di rispettare le rigide norme europee della produzione,  della conservazione e neppure del trasporto del prodotto.
Invece, in Ucraina la maggior parte del latte prodotto è di grado “B” e soltanto una piccola parte rispetta le normative e gli standard per poter essere definito di qualità “A”.
La quantità di latte di grado superiore che può essere utilizzata per la produzione dei formaggi  di qualità extra raggiunge appena il 10 per cento del totale. Per risolvere questo problema l’Unione ucraina dei produttori di latte ha deciso nel 2008 di investire decine di milioni di dollari nella costruzione di nuovi caseifici e di fattorie.
La crisi non ha permesso di concretizzare questi piani.
Secondo le recenti stime del Comitato ucraino per le statistiche, nel 2009 la produzione di latte nel Paese ha raggiunto i 11603,6 milioni di tonnellate, contro i 13287 milioni nel 2006 e i 15821 milioni nel 1996.
Nei primi tre mesi del 2010 i prezzi dei formaggi d’élite sono aumentati in media del 30 per cento. Nel primo trimestre del 2010 i prezzi di acquisto di latte dai produttori hanno raggiunto quelli europei.  Mentre in Europa i prezzi del formaggio sono aumentati in media del 3%, in Ucraina si è arrivati a più del cinque per cento.
L’unico lato positivo: i produttori hanno deciso di fare tutto il necessario per non permettere che i prezzi dei formaggi salgano ancora di più.
 
 
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