La Russia si lancia sul mercato delle energie alternative e hi-tech

L’imprenditoria chiede al Governo di accelerare l’elaborazione di una completa base normativa indispensabile per  consentire lo sviluppo del comparto - In questo momento i due settori principali sono il fotovoltaico e l’eolico - La crescita dell’energia rinnovabile è appoggiato dal gruppo statale ‘Rosnano’ - Attualmente la quota delle energie rinnovabili raggiunge appena lo 0,4% della produzione totale di energia elettrica in Russia

L’imprenditoria della Russia si è rivolta con un appello al Governo, affinché acceleri l’elaborazione di una completa base normativa nel settore delle energie alternative. Lo ha dichiarato durante l’incontro con il primo ministro, Vladimir Putin, il capo del gruppo finanziario-industriale ‘Renova’, Viktor Vekselberg.
Come ha dichiarato Vekselberg, il magnate noto per il suo sostegno dei progetti in vari settori legati all’energia rinnovabile in Russia e all’estero, in particolare in Svizzera e in Italia, gli imprenditori russi partecipano attivamente all’elaborazione dell’insieme di leggi che possano favorire la crescita del comparto: “Si tratta non soltanto di energia solare, ma anche dell’energia eolica o quella che può essere prodotta dalle maree. Nonostante la Russia sia il Paese più ricco del mondo per le risorse di idrocarburi, l’importanza del settore dell’energia alternativa per l’economia nazionale  aumenta di anno in anno”, ha sottolineato Vekselberg.
Il processo di elaborazione della base legale è stato avviato, ma  il miliardario ha chiesto a Putin di sostenere e di patrocinare personalmente la stesura degli atti normativi e delle rispettive leggi. Da parte sua, come  esempio positivo di sviluppo del mercato dell’energia rinnovabile, il premier Putin ha citato il progetto che “Renova” sta realizzando insieme al gruppo statale per le tecnologie nano ‘Rosnano’ a Novocheboksarsk, nella repubblica della Chuvashija, dove è stata costituita una joint venture sulla base della società svizzera ‘Oerlikon’, controllata da Vekselberg.
In questo momento è in corso la costruzione dei capannoni dove alla fine dell’anno i tecnici russi e stranieri cominceranno a installare gli impianti tecnologici per la produzione di serie dei pannelli solari per la trasformazione dell’energia solare in elettrica. Come ha sottolineato Vekselberg, sarà il primo stabilimento industriale di questo tipo in Russia.
Gli stabilimenti della Chuvashija dovrebbero consentire, secondo Vekselberg, di costituire anche in Russia una moderna base tecnologica per lo sviluppo del fotovoltaico, uno dei settori fondamentali dell’energia alternativa.  Negli impianti in Chuvasija saranno investiti 400 milioni di dollari. La fabbrica dovrebbe entrare in funzione nel 2011, ed è previsto che a pieno regime, per l’inizio del 2012, possa produrre più di un milione di pannelli fotovoltaici all’anno per un totale di 130 megawatt di energia elettrica solare.
Si tratta comunque di un primo passo nella direzione del graduale aumento della produzione di energia rinnovabile in Russia dove   attualmente le forme energetiche alternative contribuiscono appena per lo 0,4% alla produzione totale di elettricità.
La prossima tappa potrebbe essere la costruzione in alcune regioni della Russia, tra cui il Caucaso del Nord e la regione di Stavropol, di parchi eolici per rifornire di energia elettrica non soltanto le abitazioni, ma anche le produzioni industriali locali.
Negli ultimi anni il gruppo ‘Renova’ investe attivamente nelle società occidentali che lavorano nel settore delle alte tecnologie, in particolare dell’energia alternativa.
a diffidenza, con cui Vekselberg è stato accolto in Occidente in un primo momento è sparita, negli ultimi tempi il clima è cambiato e gli investitori dalla Russia non vengono più percepiti come speculatori mossi dall’ideologia del “mordi e fuggi”, ma come partner affidabili la cui politica finanziaria in Occidente è basata su piani di sviluppo a lungo termine di tempo.
In un certo senso i capitali arrivati dalla Russia hanno aiutato molte società occidentali a rimanere a galla durante la crisi finanziaria globale: “Voglio sottolineare con soddisfazione che nella situazione di crisi finanziaria internazionale gli investitori dalla Russia che controllano attività in società all’estero, sono stati in grado non soltanto di far fronte ai propri problemi finanziari, ma anche di supportare le imprese all’estero”, ha dichiarato Putin.
Parallelamente al sostegno delle energie alternative, la Russia spinge per accelerare lo sviluppo di altri settori tecnologicamente avanzati. In primo luogo delle nanotecnologie che già nei prossimi anni dovrebbero garantire dei risultati tangibili all’economia nazionale della Russia. Come ha dichiarato il membro del Cda del gruppo statale ‘Rosnano’, Andrej Trapeznikov,  per il 2015 il volume dei prodotti a base di nanotecnologie dovrebbe superare i 20 miliardi di euro. Fino a questo momento ‘Rosnano’ ha già investito 123 miliardi di rubli in 84 progetti speciali, in sette fondi di nanotecnologie e in quattro centri di ricerca. Il budget complessivo di tutti questi progetti ha raggiunto i 303 miliardi di rubli.
Le principali linee su cui si sviluppano i progetti nel settore delle nanotecnologie sono: medicina, lavorazione dei metalli, nuovi materiali tecnologici, energie alternative - in primo luogo, il fotovoltaico - elettronica ottica e nanoelettronica.
Il gruppo ‘Rosnano’ vuole che le linee produttive dei progetti finanziati dai fondi pubblici debbano trovarsi sul territorio della Russia.
Tra i progetti su base di nanotecnologie, che sono stati trasferiti alla produzione industriale, ci sono i Led a elevato tasso di risparmio di energia ‘Optogan’, i pannelli fotoelettrici, gli additivi per l’asfalto che aumentano la resistenza e la longevità delle autostrade del 25-30%.