Il mercato russo di olio d’oliva
C’è notevole potenziale di crescita che attualmente viene frenata da una bassa capacità di acquisto della maggior parte dei consumatori e dalla bassa popolarità del prodotto tra i russi
Attualmente la quota del prodotto extra vergine, vergine, ordinario vergine e una piccola parte di “lampante vergine” in denominazione naturale (quantitativa), raggiunge il 63% del mercato totale di olio d’oliva d’importazione.
Negli ultimi anni la quota di olio raffinato è diminuita gradualmente per raggiungere nel 2010 (gli ultimi dati disponibili al momento della stesura del presente numero di Russia24) il 24% del mercato totale dell’olio di oliva d’importazione.
Secondo gli analisti russi il mercato è dominato dal prodotto extravergine e vergine, a causa della bassa popolarità dell’olio di oliva tra i consumatori russi. Nonostante la diffusione della cucina italiana in Russia, la principale categoria di consumatori di olio di oliva sono i ceti più abbienti della popolazione, tutti quelli che possono permettersi il “lusso” di acquistare dell’olio di qualità superiore (extra vergine).
Durante la crisi finanziaria globale nel 2008-2009 le esportazioni verso la Russia di olio di oliva erano diminuite: mentre nel 2008 i ritmi della crescita delle importazioni erano semplicemente rallentati, nel 2009 è stata registrata una flessione vera e propria dell’8 per cento (in denominazione quantitativa naturale).
Nel 2010 il mercato è riuscito a superare il trend negativo e ha superato notevolmente i dati di crescita ante crisi: nel 2010 il volume del mercato russo di olio di oliva ha raggiunto la quota di 27.200 tonnellate, superando del 61% i risultati registrati l’anno precedente.
Secondo gli analisti russi nei prossimi anni il mercato di olio di oliva in Russia dovrebbe manifestare una crescita dinamica: i consumi di questo prodotto alla base di un’alimentazione sana – molto popolare tra la classe russa medio-alta – aumenteranno a ritmi accelerati.
Nello stesso tempo la situazione di questo mercato sarà legata direttamente alla situazione economica generale della Russia, in primo luogo alla crescita della capacità di acquisto della popolazione nonché a una maggiore popolarità e alla promozione tra i consumatori dell’olio d’oliva, come valida alternativa al molto più diffuso olio di girasole.
Nel 2010, in termini di denaro, il volume del mercato russo di olio di girasole è stato stimato in 14,9 miliardi di rubli, una cifra che ha superato del 74% il volume di mercato registrato l’anno prima. La riduzione del mercato nel 2009 in termini di denaro è stata dell’1% sull’anno precedente.
Come è stato già sottolineato la popolarità dell’olio di oliva in Russia non è molto alta e per i consumi di questo prodotto la Russia può essere paragonata a Paesi come Ungheria, Estonia e Romania: nel 2010 in Russia sono stati consumati mediamente 190 grammi di olio per persona.
Vale a dire che rispetto al 2009 i consumi nel 2010 sono aumentati di circa il 58%.
Secondo le previsioni dell’International Olive Council il mercato russo di olio d’oliva rientra nei mercati internazionali con le migliori prospettive di crescita, insieme a quelli del Giappone, del Brasile, della
Cina. Per attivare i consumi occorrono però investimenti in operazioni promozionali.
Nel 2010 le importazioni di olio d’oliva sono state controllate da oltre 400 società, ma sono le maggiori 10-15 che detengono il 75%. La trojka delle maggiori società importatrici è composta da Basconia, ITLV e Intefood. La concentrazione del mercato è molto elevata: queste tre società controllano il 52% delle importazioni russe di olio di oliva. Ancora nel 2009 il tasso di concentrazione di mercato era stato pari al 39 per cento.
La concorrenza su questo mercato è tipica dei mercati in via di sviluppo: nonostante i tre maggiori player controllino più del 50%, anche i nuovi e piccoli operatori hanno delle ottime possibilità per sviluppare e per far crescere il proprio commercio, salendo alle prime posizioni.
Secondo le stime degli analisti russi, la via ottimale per lo sbarco di nuovi produttori stranieri sul mercato russo passa attraverso la conclusione di un’alleanza strategica con uno dei maggiori importatori, oppure con l’acquisizione di una società che attualmente controlla dal 2% al 10% del mercato russo.
Il mercato russo di olio di oliva ha un notevole potenziale di crescita (di parecchie volte nei prossimi anni), ma è frenato dalla bassa capacità di acquisto della maggior parte dei consumatori e dall’insufficiente popolarità del prodotto, dalla consapevolezza degli effetti positivi per la salute. La strategia di una società straniera in generale, e italiana in particolare, deve comprendere la soluzione di questi e anche altri problemi, tra cui i ritmi di penetrazione delle maggiori reti commerciali all’interno delle regioni russe.