Il mercato russo degli ortaggi da serra

Le superfici delle serre non superano attualmente il 30% di quelle dell’Urss - Nel gennaio del 2012 la superficie totale dei terreni coltivati delle serre in Russia era inferiore a 2mila ettari - Secondo le statistiche dei Servizio delle dogane russe nel 2010 sono state importate tre milioni di tonnellate di ortaggi freschi, mentre nei primi 9 mesi del 2011 (l’ultimo dato disponibile) le importazioni hanno raggiunto i 3,4 milioni di tonnellate.

Nel corso degli ultimi 10-15 anni la cifra che i russi sono disposti a spendere per l’acquisto di ortofrutta fresca è aumentato notevolmente. La diffusione di un tipo di alimentazione sana, i consigli dei medici, la conoscenza sempre più ampia della cultura occidentale e in particolare di quella italiana, sono fattori che hanno fatto sì che i consumatori russi abbiano aumentato notevolmente la quota di ortaggi freschi nella loro dieta alimentare quotidiana.
Nello stesso tempo un periodo piuttosto lungo di gelate, tra l’autunno, l’inverno e la primavera, che dura da otto a nove mesi, non permette la coltivazione all’aperto di ortaggi in quantità sufficienti. Inoltre, pochi degli ortaggi tradizionali del menù quotidiano dei consumatori russi resistono a una lunga conservazione.
Nelle regioni meridionali della Russia dove le condizioni climatiche sono le più favorevoli per l’agricoltura, gli ortaggi possono essere coltivati all’aperto per al massimo 4-5 mesi all’anno. In tutte le altre regioni della Russia la stagione degli ortaggi freschi  si restringe a 2-3 mesi.
La dinamica stagionale di consumo degli ortaggi freschi (chili pro capite al mese)Vale a dire che per un periodo di 8-10 mesi i russi possono consumare ortaggi coltivati nelle serre. Per questo e per alcuni altri motivi un consumatore medio russo ha nella sua dieta solo il 50% della quantità di ortaggi suggerita dagli scienziati della dietologia dell’Accademia delle scienze della Russia. Ciò significa che per 8-9 mesi all’anno la maggioranza assoluta degli abitanti della Russia soffre di una drastica carenza di vitamine .
I principali motivi del consumo così basso di ortaggi freschi in Russia sono seguenti: prezzi troppo alti; provenienza sconosciuta (timore di elevato contenuto di pesticidi e di nitrati); scarsità di prodotti freschi di buona qualità sul mercato.
Secondo gli ultimi dati, attualmente in Russia il consumo medio di ortaggi freschi coltivati nelle serre non supera in media i quattro chili per persona all’anno. Altri sette chili consumati annualmente da un russo sono costituiti da prodotti d’importazione. La quantità dei consumi di ortaggi freschi  varia moltissimo da una regione all’altra. I maggiori consumi di ortaggi di serra si registrano nei territori centrale e nord-occidentale della Russia. I consumi in queste zone raggiungono i 16 chili di ortaggi freschi da serra all’anno e sono superiori di 1,5-3 volte rispetto alla media registrata in altre regioni.
La produzione delle serre locali  gode tra i consumatori di una maggiore richiesta rispetto agli ortaggi d’importazione: i russi si fidano di più dei prodotti di ‘casa’, perciò la composizione del paniere di ortaggi da serra dipende soprattutto dalla specializzazione del più vicino produttore.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica l’industria agricola, specializzata nella coltivazione di ortaggi da serra, si è trovata in una situazione disastrosa. Attualmente le superfici delle serre sono soltanto il 30% di quelle esistenti negli anni dell’Urss. Nel gennaio del 2012 la superficie totale dei terreni coltivati delle serre in Russia era inferiore a 2mila ettari. Una parte consistente di queste serre è stata costruita e messa in funzione ai tempi sovietici, perciò nei prossimi 5-7 anni la maggior parte di questi impianti sarà in condizioni disastrose.
La raccolta di ortaggi nelle serre della Russia (migliaia di tonnellate) La costruzione di nuove serre non serve a compensare la chiusura di quelle vecchie e obsolete. In particolare, la regione di Mosca, dove la concentrazione delle serre era più alta di tutta l’Unione Sovietica, attualmente perde 20-25 ettari di impianti ogni anno. Le aziende agricole non investono quasi nulla nella costruzione di serre nuove dal momento che fanno molta fatica a competere con i produttori stranieri che esportano verso la Russia ortaggi a prezzi stracciati.
Per questo motivo, nel periodo 2009-2011 le aziende agricole russe che producono in serre sono riuscite a coltivare e a commercializzare 570mila tonnellate di ortaggi.
Le esportazioni verso la Russia  sono in costante aumento di ortaggi di serra e compensano più che abbondantemente la scarsità di prodotti coltivati internamente. Nel periodo tra novembre e la prima metà di maggio la quota degli ortaggi freschi d’importazione raggiunge il 70% e per alcuni tipi di prodotti si arriva addirittura al 90 per cento.
Nel periodo autunno-inverno-primavera il 95% di pomodori freschi arriva dalla Turchia, dalla Spagna e dalla Cina. Le esportazioni di cetrioli verso la Russia sono decisamente inferiori a quelle di pomodori. E questo perché in Russia la coltivazione dei cetrioli è molto diffusa tra i proprietari di serre.
Secondo le statistiche dei Servizio delle dogane, nel 2010 la Russia ha importato tre milioni di tonnellate di ortaggi freschi, mentre nei primi 9 mesi del 2011 (l’ultimo dato disponibile) le importazioni hanno raggiunto i 3,4 milioni di tonnellate.
I maggiori esportatori di pomodori verso la Russia sono la Turchia, la Cina, l’Uzbekistan, Israele. Mentre i maggiori esportatori di cetrioli verso la Russia sono l’Iran, la Turchia, la Cina, l’Ucraina.
I prezzi al consumo degli ortaggi freschi nelle maggiori città della Russia sono molto più alti rispetto a quelli dei centri regionali. Nel periodo 2005-2010 il prezzo medio nel commercio al minuto degli ortaggi freschi da serra è aumentato di oltre 2,5 volte. I prezzi più alti si registrano nel periodo gennaio-aprile.