Il mercato russo del pesce e dei frutti di mare

Un russo adulto consuma in media appena 10 chili di pesce all’anno - In aumento il mercato del pesce fresco

Prima parte

 

Principali regioni di pesca e tipi di pesce

La Russia ha due regioni principali per la pesca industriale. Sono i mari del nord-ovest (Baltico, Barents, Mari del Nord) e l’Estremo Oriente. In queste due zone dell’oceano mondiale la Russia produce il 70% del pesce e dei frutti di mare. In queste zone vengono pescati i tipi di pesce più popolari tra i consumatori russi (aringa, merluzzo, salmone di vario tipo).

Negli ultimi anni la produzione di pesce (escluso quello fluviale) sta diminuendo ad un ritmo medio del 10% all’anno. Secondo il Centro studi della congiuntura dei mercati agroalimentari in Russia, nel periodo 2000-2004, la produzione di pesce è diminuita del 20% rispetto ai risultati registrati nei dieci anni precedenti. La diminuzione della produzione è stata legata al calo della produttività dei mari, ma soprattutto all’usura estrema della base tecnico-produttiva delle maggiori società, specializzate in pesca.

Mentre aumenta la produzione di aringa, diminuisce di anno in anno la produzione di altri tipi di pesce. Ciononostante aumenta la produzione di pesce in scatola soprattutto grazie all’aumento delle importazioni ed all’aumento della produzione di pesce fluviale.

 

Importazioni

Negli ultimi cinque anni in Russia è stato registrato un continuo aumento dell’import di pesce e di frutti di mare. Questo fatto è legato in primo luogo alla crescita della capacità d’acquisto della popolazione russa. Inoltre, lo sviluppo del turismo estero, ha permesso a molti milioni di russi di scoprire nuove tradizioni gastronomiche, tra cui le cucine basate sul pesce e sui frutti di mare.

Come conseguenza negli ultimi cinque anni i volumi dell’import in Russia di pesce e di frutti di mare sono risultati in costante aumento. Nel periodo gennaio-settembre del 2005 le importazioni del pesce in Russia sono aumentate del 25,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, salendo da 420.600 tonnellate a 526.700 tonnellate (dati delle Dogane russe). Tenendo conto della corsa dei prezzi (+11,5% nel 2005) e dei rincari del pesce sui mercati globali, le importazioni di pesce, denominate in denaro, sono addirittura aumentate nel periodo indicato del 39,8% (da 352,4 milioni di dollari a 493 milioni).

La Russia tradizionalmente importa salmone, trota del mare, aringa, sgombro (maccarello), alici, merluzzo, acciughe.

Il principale Paese-esportatore di pesce in Russia è la Norvegia. Seguono con notevole distacco Lituania, Lettonia, Mauritania, Gran Bretagna, Usa, Cipro.

Secondo le statistiche doganali nel 2005 l’export di pesce dalla Norvegia verso Russia ha superato quota di 2,2 miliardi di corone norvegesi. Ma per il 2006 è prevista una drastica battuta d’arresto: le autorità sanitari della Russia hanno messo al bando l’import di alcuni tipi di salmone norvegese, che secondo Mosca sarebbe contaminato di sostanze altamente nocive come piombo e altri metalli “pesanti”. In realtà si sarebbe trattato di un contenzioso per le aree di pesca, nel quale si erano fatte coinvolgere le flotte dei pescherecci dei due Paesi. Nell’ottobre del 2005 il capitano di un peschereccio russo ha sequestrato due ispettori norvegesi, dopodichè è fuggito verso la Russia, evitando attacchi dell’aviazione militare. Le trattative sono in corso ma si potrebbe trattare di una situazione molto angosciante per gli allevatori di pesce norvegesi: nel 2004-2004 la Russia era stata il terzo maggiore importatore (dopo Danimarca e Giappone) del pesce norvegese.

La Norvegia esporta in Russia oltre il 95% di salmone e di trota del mare. Mauritania, Lituania e Lettonia controllano il 79% delle esportazioni di alici e di acciughe, mentre il 76% di maccarello arriva in Russia dalla Gran Bretagna, ancora dalla Norvegia e dalla Lituania.

 

Importazioni di pesce e di frutti di mare in Russia (% del totale)

 

 

Fonte: Itkor

 

Consumi

Negli ultimi 15 anni, un periodo segnato da grandi svolte politiche ed economiche in Russia, il consumo del pesce è diminuito di quasi due volte rispetto ai tempi sovietici. Soltanto il 10% e il 14% dei russi hanno soldi sufficienti per poter permettersi del pesce fresco e del pesce rifreddo. Il 76% dei russi deve accontentarsi del pesce surgelato.

Stando alle previsioni di esperti l’aumento dei redditi reali della popolazione dovrebbero influenzare positivamente i consumi di pesce fresco e al rifreddo dovrebbe aumentare a un ritmo del 5% all’anno.

La situazione del mercato del pesce russo ha del paradossale: nel momento in cui aumenta rapidamente il consumo dei tipi “economici” del pesce, cresce velocemente l’offerta dei tipi più deliziosi di pesce e di frutti di mare. Ovviamente questa offerta è disponibile a Mosca, a San-Pietroburgo ed in alcuni maggiori centri urbani (negli ultimi anni è stato registrato un notevole aumento del numero dei ristoranti “italiani” in tutto il Paese).

 

Quota del pesce nell’alimentazione quotidiana dei russi adulti

 

 

Fonte: Optovik

 

Secondo i dati del Comitato per le statistiche della Russia nel 2005 il consumo del pesce è sceso a quota 10-11 chili per un adulto all’anno. Ma molti esperti sostengono che un russo consuma una quantità misera stimata in cinque chili di pesce all’anno.

Come conseguenza il mercato del pesce dovrebbe continuare ad aumentare ad un ritmo piuttosto sostenuto: per il 2006 il consumo del pesce dovrebbe salire a quota 17,5 chili del pesce pro capite, mentre il mercato totale potrebbe essere stimato in 158.000 tonnellate.

Nella ripartizione delle spese delle famiglie russe per l’acquisto del pesce viene speso in media non più del 3-4 per cento.

Si consiglia dunque agli esportatori occidentali di inviare sul mercato russo pesce di alta qualità fresco, da vendere tramite le maggiori reti di retail a Mosca, a San-Pietroburgo, e in alcune altre grandi città del Paese (Nizhnij Novgorod, Krasnodar, Novosibirsk, Krasnojarsk, Ekaterinburg ecc.)

 

Sul prossimo numero: Le preferenze dei consumatori russi

 

 

 

Notiziario dai mercati Csi