Il mercato russo del legno industriale

Le risorse di legname russe vengono svendute a prezzi stracciati - La criminalità organizzata controlla il settore - Dogane corrotte permettono l’export senza controlli

L’incremento delle attività di lavorazione del legno da una parte e la mancanza del Codice forestale dall’altra hanno fatto sì che agli industriali del legno sia più vantaggioso acquistare il legname attraverso il fallimento mirato delle aziende forestali.
Una delle tendenze dominanti nello sviluppo dell’economia forestale (EF) è stato rappresentato l’anno scorso da un significativo consolidamento delle posizioni della lavorazione del legno, risultata essere settore leader per i tempi di crescita della produzione e delle forniture d’esportazione. Il ruolo più importante, o quasi, lo hanno recitato le nuove politiche doganali dello Stato con l’aumento delle tariffe d’esportazione del legno in tronco e la riduzione di quelle dei prodotti di profonda trasformazione. Una situazione apparentemente favorevole, eppure i successi dei produttori di legname segato, legno compensato e pannelli di truciolato hanno provocato la crescita del numero di fallimenti delle aziende del legno e della trasformazione del legno, in quanto alle grandi società conviene sempre di più acquistare il legname attraverso la procedura fallimentare. Secondo il giudizio degli esperti, una svolta sarebbe possibile solo con il varo di un nuovo Codice forestale che preveda la contrattazione dei terreni di foresta in Borsa.
In questo periodo la Russia, pur disponendo di un quarto delle risorse mondiali forestali, determina circa il 3% del totale del prodotto mondiale del legno. Tuttavia, in conformità a quanto verificato l’anno scorso, c’è da considerare la tendenza di sviluppo, rilevata ancora alla fine 2004, delle forniture d’esportazione degli articoli di legno come legname segato, legno compensato e pannelli di truciolato, nonostante l’incremento continuo delle esportazioni del legno russo in tronco. “C’è da rilevare che l’anno scorso è stato registrato un aumento significativo della produzione (cresciuta mediamente del 17-20%) e delle esportazioni (+17-18%) di legname trasformato - ha evidenziato il consulente della Confederazione dell’industria di legname del Nordovest Russo Igor Ryvkin - L’andamento delle maggiori aziende di lavorazione del legno ha registrato una crescita dal 20 al 70%”. Secondo quanto rileva, invece, l’analista di IG CentroInvest Katarina Prozorova, solo nel primo semestre 2005 c’e’ stata una crescita produttiva nel settore del 7,5% in confronto con quanto registrato nello stesso periodo 2004, in cui la crescita ha fatto appena il 1%. Le esportazioni dei prodotti di trasformazione del legno, infatti, sono scese a fronte del totale delle esportazioni, eppure i quantitativi effettivi delle forniture di legname segato sono aumentati del 15,1%, e per il legno compensato del 6,2%. Come ha voluto spiegare l’analista capo dell’Associazione nazionale di enti ed aziende dell’industria della cellulosa e della carta (RAO Bumrpom), Viktor Loghinov, la quota del prodotto d’esportazione degli articoli di legno trasformato supera quella dell’industria della cellulosa e della carta. “Confrontati i ritmi di crescita nel 2005, il settore della trasformazione batte gli altri - ha detto la responsabile del marketing di OAO Archbum Olga Suschko. Oltretutto, stanno attivamente sviluppandosi nuovi tipi di trasformazione del legno. “Fra i più promettenti oggi sul mercato ci sono la produzione di pannelli MDF, OSB, materiale squadrato e tavolame vario. Il mercato attuale è loro e lo sarà nel futuro”, ha sottolineato l’analista di Lesprom Industry Consultino Pavel Artemiev.
Secondo quanto dicono gli esperti, la cosi rapida crescita della trasformazione del legno sarebbe legata innanzitutto all’aumento della domanda all’estero. “Ora in tutto il mondo stanno salendo i consumi del legname segato. Non ne è neppure esclusa la Cina, confinante con la Russia. Come conseguenza, sta salendo la domanda del prodotto d’esportazione dell’industria della trasformazione del legno russa, quindi per far fronte a questo fenomeno si investe nella produzione, - dice Igor Ryvkin. – Ma non solo. Bisogna ricordare che è sempre in Russia che si svolge oggi la trasformazione del legno finnico, e che la crisi attuale delle società lapponi ha sgomberato lo spazio al prodotto di origine russa”. Per lo più, secondo quanto dice Viktor Loghinov, nel settore della trasformazione del legno gli investimenti tornano in termini abbastanza brevi. “L’aumento è garantito innanzitutto dalla messa in esercizio di nuovi impianti. Negli ultimi anni, infatti, la trasformazione del legno sta diventando sempre più allettante per gli investitori, anche quelli stranieri”, rileva Olga Suschko. Tuttavia, il ruolo più importante, o quasi, lo ha avuto l’avvio delle nuove politiche doganali dello stato. “Tutta una serie di misure atte a disciplinare le dogane fa pensare alla formazione di nuove politiche doganali - ha spiegato Pavel Artemiev – Primo, perché c’e’ una nuova più alta tariffa sul legno in tronco. Poi, è diminuita la tariffa sui prodotti di profonda trasformazione. E infine, è calata la tariffa all’importazione dei macchinari destinati all’industria del legno.  Tutto ciò dovrà incentivare la crescita della quota della materia prima sottoposta alla trasformazione all’interno del Paese, come pure un graduale abbandono dell’esclusiva della materia prima nelle esportazioni”. Negli ultimi tre anni sono state ridotte o abrogate le tariffe d’esportazione di oltre 300 tipi di prodotto del legno, il che ha permesso di far aumentare le esportazioni del legno compensato e del legname segato.
Sembrava dovesse andare bene a tutti, eppure i successi degli operatori nazionali dell’industria del legno hanno provocato la crescita del numero di fallimenti con il successivo recupero delle aziende del legno e della trasformazione del legno. “Si sta facendo fallire, quindi recuperare un’enorme quantità di aziende operanti nell’approvvigionamento e nella lavorazione del legno. Le notizie sui fallimenti delle industrie del legno arrivano praticamente ogni due giorni - rileva Igor Ryvkin – La maggior parte sono segherie delle regioni Irkutskaya e Krasnoyarsky da dove si sta esportando prevalentemente in Cina. Una volta fatta fallire, la segheria viene recuperata da una delle grandi società, perché si possa vendere il legno alla Cina”. Secondo quanto dice Katarina Prozorova, a determinare i fallimenti delle industrie del legno sono l’aumento dei costi di trasporto e di quelli dell’energia primaria, ma anche la mancanza di investimenti nelle immobilizzazioni, la penuria di macchinari per la profonda trasformazione del legno, la carenza di una rete circolatoria adatta al recupero del legno ammassato, l’elevato grado di usura dei macchinari installati, la mancanza di meccanismi atti a finanziare l’acquisto di nuovi.
Ma è troppo presto per disperarsi, sostengono gli esperti. C’e’ una buona chance di poter cambiare la situazione quest’anno, quindi far aumentare la produzione, diminuendo il numero dei fallimenti. A una sola condizione, però: che sia finalmente varato il tanto sospirato Codice forestale. “Le tendenze, registratesi quest’anno, con molta probabilità saranno presenti anche l’anno successivo. L’industria del legno andrà a svilupparsi a ritmi più veloci a confronto con le altre del settore, ma la struttura delle esportazioni non avrà cambiamenti sostanziali”, conclude Katarina Prozorova. E aggiunge che il fattore chiave nello sviluppo dell’industria del legno e dell’EF nel suo complesso è l’approvazione del nuovo Codice forestale in seconda lettura, poiché ad oggi non esiste un'unica politica forestale dello Stato. “Attualmente, alle maggiori società conviene fare acquisti di legname in gare d’appalto o attraverso il fallimento delle segherie provinciali, piuttosto che in Borsa - dice Igor Ryvkin – L’approvazione del Codice forestale potrebbe porre rimedio alla situazione, ma per il momento tutto è spostato. Probabilmente in primavera lo Stato, interessato ad avere sempre più utili dall’affitto dei terreni di foresta, riuscirà a far varare questo decreto legge. In effetti, se quest’anno tutte le gare si sono svolte a Mosca, l’anno prossimo vi saranno vendite pubbliche al miglior offerente, quindi lo Stato ne potrà ricavare alla grande”.


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